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Mercato

Spagna. I risultati del mercato editoriale nel 2017

di Antonio Lolli notizia del 24 luglio 2018

Attenzione, controllare i dati.

Un 2017 caratterizzato complessivamente dalla stabilità del mercato e dal calo delle vendite dei testi scolastici.  In aumento il numero di titoli pubblicati e il fatturato del settore digitale.
Questi sono alcuni trend che emergono dagli ultimi dati resi noti dalla Federación de Gremios de Editores de España (FGEE) nella Análisis del Mercado Editorial en España, che ogni anno fotografa lo stato di salute del settore editoriale spagnolo. Il fatturato complessivo nel 2016 è risultato pari a 2,319 miliardi di euro, con un +0,1% rispetto al 2016, anno in cui la crescita era stata del 2,7% rispetto all’anno precedente. Sono stati proprio i testi scolastici a registrare la performance peggiore: -3,2% rispetto al 2016. Tra le cause che hanno portato a questa diminuzione, si possono individuare «il periodo di incertezza legato all’intervento dell’Amministrazione pubblica – in cui si inserisce anche la legge sulla gratuità dei libri di testo del giugno 2017 che entrerà in vigore a partire dal prossimo anno scolastico – e al rinnovo dei contenuti dei materiali educativi». Se si escludono i risultati di questa categoria, si registra infatti una crescita di circa il 2% rispetto al 2016.

Una graduale ripresa ha contraddistinto l’andamento del settore negli ultimi anni. È stato il 2014 il primo anno in cui si è assistito a un (seppur debole) incremento del fatturato: +0,6% rispetto al 2013, dopo diversi anni caratterizzati ininterrottamente da segni meno.  Nonostante questo trend in crescita, il settore non è ancora riuscito a recuperare la caduta verticale registrata nel periodo della crisi: basti pensare che dal 2008, è stato perso complessivamente il 27,2% a valore.

Ma scendiamo nel dettaglio. A esclusione dei testi scolastici, nel 2017 i segni più hanno contraddistinto quasi tutte le categorie: dai libri per bambini e ragazzi (+3,2%) alla narrativa (+1,0%), dai titoli di discipline umanistiche e sociali (+2,2%) ai testi universitari e tecnico-scientifici (+4,3%) fino ad arrivare ai fumetti (+4,2%). È continuato invece il calo di vendite di dizionari e le enciclopedie (-2,0%) già registrato negli anni precedenti.

Il fatturato del settore editoriale spagnolo si concentra nelle aziende di Barcellona (50,8%) e di Madrid (42,3%). Le due città contribuiscono insieme a generare il 93,1% del fatturato complessivo.

Segno più per il numero di titoli nell’ultimo anno: 87.262, con un aumento del 7,1% rispetto al 2016 e con una tiratura media di 2.753 copie per titolo. Di questi, il 75,6% è scritto in castigliano, il 13,8% in catalano, il 2,3% in galiziano e il 2% in basco. Il prezzo medio dei libri infine si è attestato in circa 14,62 euro.




Dopo il calo del 2016, l’anno scorso le vendite dei tascabili hanno registrato un aumento dell’1,2%, con un fatturato di 91,88 milioni di euro. In crescita anche il numero di titoli di tascabili pubblicati nell’anno (4.602 titoli, +2,9% rispetto al 2016).

La libreria si conferma essere il principale canale di vendita di libri in Spagna, con il 52,8% del totale del fatturato. Sostanzialmente stabili sia le vendite nelle librerie indipendenti (+0,2%) che in quelle di catena (+0,1%).

Il giro d’affari generato dai libri in formato digitale nel 2017 è aumentato dell’1,6%, attestandosi a 119,1 milioni di euro. Un incremento analogo a quello rilevato nel 2016 (+1,5%) e inferiore ai trend degli anni precedenti. Basti pensare che nel 2014 il settore aveva segnato un +37,3% e nel 2015 un +4,9%. Il risultato dell’anno scorso ha mantenuto praticamente stabile l’incidenza del segmento all’interno del mercato editoriale spagnolo, pari al 5,1% sul totale. Nel 2017 sono stati pubblicati 47.001 titoli in formato digitale, con un aumento del 2,9% rispetto all’anno precedente, mentre il catalogo disponibile in commercio in formato digitale comprende complessivamente 178.154 titoli, con un +2,2% rispetto al 2016. L’anno scorso sono stati venduti 12,8 milioni di libri in formato digitale, con un aumento del 4% rispetto al 2016, a un prezzo di circa 9,3 euro.





Commentando i risultati del mercato, il presidente della FGEE Daniel Fernández ha sottolineato che «il settore editoriale si augura che il nuovo governo – l’esecutivo guidato dal socialista Pedro Sánchez, in carica dal 2 giugno 2018 –  metta in atto iniziative in grado di dare un forte impulso alla promozione della lettura, che siano di incentivo all’acquisto di libri da parte delle biblioteche pubbliche e che portino all’adozione di misure per la protezione della proprietà intellettuale».

Nel complesso, a esclusione dei risultati dei testi scolastici, il quadro che emerge è quello di un mercato editoriale in cui è confermata la tendenza a una graduale ripresa dopo gli anni difficili della crisi e in cui il digitale, superati i forti incrementi dei primi anni, sembra stia arrivando a una fase di maturità dal punto di vista del consumo dei lettori.

L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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