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Mercato

Le scelte didattiche degli atenei italiani: i dati di Athena Università

di Antonio Lolli notizia del 14 novembre 2017

Attenzione, controllare i dati.

Quali sono i materiali consigliati dai docenti nelle università italiane? Che ruolo ha il digitale nella didattica e qual è il prezzo medio dei testi universitari?
Alcune risposte a queste domande si possono trovare nell’elaborazione dei dati di Athena Università, la banca dati che dal 2004 rileva i materiali indicati dai docenti – libri e manuali, ma non solo – in 25 atenei italiani (l’elenco è disponibile qui) .

«Gli atenei considerati nell’indagine hanno più di un milione di studenti iscritti – spiega Nicola Labianca, curatore e ideatore del progetto –. Un numero che ritengo già rappresentativo, se pensiamo che gli iscritti nelle università italiane nell’anno accademico 2016-2017 sono stati complessivamente circa 1,6 milioni (fonte: Miur). Da tre anni inoltre abbiamo completato la raccolta dei dati dell’area giuridica: tutti gli insegnamenti del settore scientifico disciplinare IUS degli atenei italiani sono stati quindi inseriti nella banca dati, non solo quelli delle ex facoltà di giurisprudenza ma anche tutti gli insegnamenti classificabili nel settore giuridico e afferenti per esempio ai corsi di economia o scienze politiche».

L’indagine dell’anno accademico 2016-2017, in linea con l’evoluzione del sistema didattico dell’università italiana, non analizza gli insegnamenti per facoltà, ma considera le aree e i settori scientifico-disciplinari. Il numero degli editori censito è di 761 (94 dei quali raccolti in 18 gruppi editoriali), in lieve crescita rispetto allo scorso anno accademico quando erano 727. I titoli risultanti in banca dati sono 12.132, contro gli 11.880 dell’ultima rilevazione, per un totale di 44.692 ricorrenze: il 10,0% circa in più dello scorso anno.
Se i libri costituiscono la parte ancora maggioritaria nelle indicazioni provenienti dai docenti, i cosiddetti «materiali didattici liberamente disponibili» vedono crescere il loro peso percentuale. Dispense non cartacee, periodici online, newsletter, elaborati di gruppi di ricerca, «citazioni varie», test, appunti, esercizi svolti, slide presentate a lezione dal docente, indicazioni di materiali disponibili in rete, ecc. rappresentavano il 5,9% del materiale didattico universitario nel 2009, il 7,6% nel 2014, il 9,2% nel 2015 e nel 2016 e sono arrivati oggi al 10,1% dei materiali censiti.

Per la prima volta, l’indagine quest’anno consente di avere un quadro dei prezzi medi dei libri indicati dai docenti universitari. Se in media, il prezzo è di circa 32,6 euro, esistono differenze notevoli tra le diverse aree disciplinari. Si passa dai 20,8 euro dell’area umanistica (Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche), ai 45 euro dell’area di architettura e ingegneria, fino ai 50 euro dell’area scientifica.
«L’analisi dei prezzi medi comporta qualche elemento di riflessione in più – aggiunge Nicola Labianca – e probabilmente richiederebbe un dibattito più articolato in cui coinvolgere anche gli editori. In media i testi universitari sono piuttosto cari, ma se confrontiamo i 32 euro spesi in media per un libro con il costo di altri prodotti acquistati abitualmente dai ragazzi, il discorso si fa più complesso. Il prezzo più elevato dei testi dell’area tecnico-scientifica dipende anche dal fatto che spesso questi titoli sono traduzioni di libri stranieri – soprattutto statunitensi e inglesi – e quindi soggetti a maggiori costi. Sono testi che hanno in media un maggior numero di immagini, infografiche e  grafici rispetto ai libri di altre aree e per questo necessitano di un corretto uso del colore e una adeguata qualità della carta. Tutti aspetti che portano a un aumento del prezzo finale del libro».

Continua infine la crescita – seppur contenuta – degli e-book, che raggiungono in banca dati 1.099 presenze, pari al 9,1% dei titoli censiti (erano 962 nel 2016, pari all’8,1% dei titoli).

Il quadro che emerge è quello di una realtà in cui il libro di carta mantiene la sua centralità all’interno della proposta didattica degli atenei e in cui gli altri materiali a disposizione di studenti e dei docenti non sono percepiti come sostituti del libro cartaceo ma come suo ausilio, seguendo una strada che va sempre di più verso l’integrazione tra i diversi supporti e formati.  

L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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