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Mercato

La traduzione di libri in Usa e Uk nel 2018. Andamenti e lingue più tradotte

di Antonio Lolli notizia del 11 marzo 2019

Attenzione, controllare i dati.

I libri pubblicati in lingua inglese rappresentano una quota importante dei titoli tradotti a livello internazionale, a conferma del grande interesse che nel mondo continua ad avere la produzione dei Paesi anglofoni, in particolare degli Stati Uniti e del Regno Unito. Basti pensare che in Italia i libri provenienti dall’area linguistica anglosassone rappresentano il 61-65% dei titoli di varia complessivamente tradotti.

Ma qual è il livello di attenzione che ha la produzione editoriale straniera in Usa e Uk? I dati pubblicati nei giorni scorsi e relativi al 2018 evidenziano tendenze contrapposte, con il francese che si conferma come lingua più tradotta in Uk (con una forte crescita però del norvegese e dello svedese) e lo spagnolo che per la prima volta diventa la lingua più tradotta negli Usa.  L’italiano si mantiene nella parte alta di questa speciale classifica, posizionandosi al quinto posto negli Stati Uniti e in sesta posizione nel Regno Unito.

Secondo i dati Nielsen, nel Regno Unito le vendite di titoli di narrativa tradotti da altre lingue sono aumentate del 5,5% nel 2018, con un giro d’affari di 20,7 milioni di sterline. Una crescita ancora più consistente si osserva per la sottocategoria della «narrativa generale in traduzione», con un +20% rispetto al 2017, mentre la corrispondente sottocategoria delle opere originali in lingua inglese mostra un numero di titoli sostanzialmente stabile.
Oggi la narrativa in traduzione rappresenta il 5,63% del totale delle vendite del settore: una percentuale quasi raddoppiata rispetto al 3% relativo a pochi anni fa. Un aspetto da sottolineare riguarda la provenienza dei titoli: la narrativa in traduzione pubblicata in Uk infatti  è soprattutto europea, con il francese che si conferma come lingua più tradotta e che rappresenta il 17% del totale delle copie vendute, seguita dal norvegese, dallo svedese, dal giapponese (unica lingua non europea nella top 20 dei titoli tradotti in termini di copie vendute), dal tedesco e dall’italiano. Il ritratto che emerge è quello di un Paese più attento alla produzione internazionale e che, almeno dal punto di vista editoriale, mantiene e fortifica i rapporti con i Paesi europei.




In termini di nuovi titoli pubblicati, le lingue che hanno registrato un vero e proprio boom negli ultimi cinque anni sono state il norvegese e lo svedese. E questo vale anche dal punto di vista del numero di copie vendute nel 2018. Basti pensare che sono dello scrittore norvegese Jo Nesbo i due titoli tradotti che hanno venduto più copie nel 2018: le versioni in lingua inglese di Sete e di Macbeth, con rispettivamente 123.066 e 111.206 copie vendute. Da sottolineare la presenza in dodicesima posizione di My brilliant friend, la versione inglese de L’amica geniale di Elena Ferrante – e tradotta da Ann Goldstein – con 26.627 copie vendute e di Elena Varvello al diciottesimo posto con la versione inglese de La vita felice e 18.897 copie vendute.

I dati relativi agli Stati Uniti, presenti nel Translation Database pubblicato da «Publishers Weekly», mostrano invece una situazione meno rosea dal punto di vista dell’attenzione alla traduzione di titoli dall’estero. Per il secondo anno consecutivo infatti è diminuito il numero di titoli di narrativa e poesia tradotti da altre lingue, con un calo complessivo dell’8,5% tra il 2016 e il 2018. È la narrativa a registrare il calo più forte: dai 551 titoli del 2016 ai 495 del 2018, con una riduzione del 10,2%.  
Per la prima volta è lo spagnolo la lingua più tradotta negli Usa, con 101 titoli nel 2018, seguito dal francese con 97 e dal tedesco con 53 titoli. Seguono il giapponese (47 titoli), l’italiano (33 titoli), il norvegese (23 titoli), il cinese (22 titoli) e lo svedese (21 titoli).
Sono soprattutto le case editrici indipendenti – compresa AmazonCrossing – a puntare sulle opere in traduzione, pubblicando ben l’86% dei titoli complessivamente tradotti nel Paese, contro il 14% dei maggiori gruppi editoriali, i cosiddetti big 5 (Penguin Random House, HarperCollins, Macmillan, Simon & Schuster e Hachette).
Si è ridotto infine il gap tra il numero di opere scritte da uomini e da donne negli Usa, pur rimanendo su livelli ancora troppo distanti.  Nel 2018 il 59,9% dei libri tradotti è stato scritto da un uomo, contro il 35,7% firmato invece da una donna. Un divario di oltre 24 punti, che è inferiore a quello relativo al 2017, pari a 35,9 punti.


L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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