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Mercato

La produzione di audiolibri ispanofoni: una previsione per il 2019

di Alessandra Rotondo notizia del 27 febbraio 2019

Attenzione, controllare i dati.

Per aiutare gli editori ispanofoni da un lato e dall’altro dell’Atlantico a comprendere l’evoluzione dei formati audio per il nostro settore (e l’importanza che vanno via via assumendo da un punto di vista di consumo e di mercato), Dosdoce.com ha condotto una ricerca tra i più importanti operatori spagnoli e latinoamericani che, ad oggi, realizzano e commercializzano audiolibri in castigliano: circa il 95% di quelli di fatto operanti nel segmento.

Alla fine del 2018 i lettori ispanofoni potevano contare su un’offerta ci circa 8 mila audiolibri, un anno prima non superavano i 6 mila. I dati raccolti ed elaborati da Dosdoce.com portano a stimare che, entro il dicembre dell’anno in corso, questo numero raggiungerà e supererà i 10 mila.

Se nel 2017 varie fonti confermavano un giro d’affari compreso tra 1 e 3 milioni di euro, la maggior parte degli editori che hanno contribuito con i loro dati alla realizzazione dello studio hanno confermato che nel 2018 il mercato dell’audio ha generato nel complesso tra i 3 e i 5 milioni. In linea con quanto sta avvenendo negli altri Paesi, è molto probabile che nel 2019 la cifra crescerà ancora, raggiungendo i 7 milioni di euro nei mercati di lingua spagnola.

Due anni fa il numero dei titoli in catalogo che gli editori intervistati dichiaravano di aver convertito in formato audio non toccava le 700 unità; nel 2018 è salito a 1.715. Per il 2019 si stima che 2.300 nuovi titoli in castigliano verranno realizzati, con una crescita del 230% in 3 anni.

Sul fronte dei modelli di marketing, gli editori hanno in larga maggioranza affermato che le piattaforme che offrono abbonamenti come Storytel, Audible, Kobo o Scribd, sono diventate il canale principale di guadagno. Al secondo gradino del podio hanno collocato canali di vendita al dettaglio come Google Play, iTunes, Downpour o Libro.fm e, al terzo, servizi di audio streaming come Spotify, Deezer, Napster, Apple Music e simili. A differenza di quanto avviene nei mercati anglosassoni, la vendita di audiolibri alle biblioteche è una voce di bilancio ancora poco sviluppata per gli editori ispanofoni: quel poco che si muove, lo fa attraverso piattaforme come eBiblio ed eLiburutegia in Spagna, Overdrive e Hoopla negli Stati Uniti.




La previsione degli editori è che i subscription service continueranno a essere il principale canale di marketing nel 2019, mentre gli e-shop al dettaglio e le piattaforme di streaming concorreranno per il secondo e terzo posto, anche in ragione a fattori di sviluppo tecnologico che potrebbero accrescerne la competitività. Un discorso simile caratterizzerà la distribuzione di contenuti audio tramite il canale bibliotecario, il cui sviluppo è condizionato dall’interesse (e dagli investimenti) che vari editori stanno convogliando su Odilo e Findaway.

Ma quali sono, nel mondo, i principali mercati dell’audiolibro in castigliano? Se fino alla fine del 2017 in prima posizione si collocava quello ispanico degli Stati Uniti seguito da quello spagnolo, nel 2018 la situazione è mutata, portando in cima Spagna e Messico. Una tendenza che gli editori immaginano rafforzarsi nel 2019, con Spagna e Messico al comando seguiti dagli Stati Uniti; in coda il resto dei Paesi dell’America Latina.

Senza dimenticare che il castigliano conosce, su base geo-etnica, almeno tre declinazioni diverse: lo spagnolo peninsulare, quello latinoamericano e il così detto spagnolo neutro, una lingua standardizzata che possa essere capita senza problemi di sorta in qualsiasi Paese ispanico del mondo. Una questione non di poco conto quando si parla di traduzione editoriale, per di più applicata a un prodotto audio, per sua natura molto linguisticamente connotato.

Se nel 2018 la ripartizione tra i vari «accenti» era stata piuttosto omogenea, l’attesa per il 2019 è che la produzione di audiolibri in spagnolo latinoamericano (e anche in questo caso non stiamo parlando di una lingua sola, quanto piuttosto di una pluralità di sfumature prosodiche e lessicali) aumenti di gran lunga, coprendo il 60% dei nuovi titoli che verranno realizzati in audio nel corso dell’anno. Una previsione che riflette l’impegno delle editorie ispanofone nel raggiungere con contenuti ad hoc i mercati dell’America Latina e degli Stati Uniti. Dove, peraltro, la fruizione di audiolibri in castigliano è cresciuta nell’ultimo periodo al ritmo di un 20% annuo.

Per quanto riguarda i generi, il giallo, il crime e il thriller sono stati i più ascoltati nel 2018. A seguire self help e benessere, romance e romanzo erotico. All’equatore degli ascolti più frequenti troviamo invece le narrazioni per bambini e ragazzi, a seguire storia, biografie e saggistica. Infine, all’ultimo gradino dei generi più ascoltati, fantascienza, fantasy e avventura.

In conclusione, Dosdoce.com fa notare che solo il 40% di chi attualmente produce e vende audiolibri in spagnolo afferisce a qualche associazione settoriale di categoria, come la FGEE (Federación de Gremios de Editores de España) o la ASELID (Asociación Empresarial del Libro Digital). Un dato preoccupante soprattutto nell’ottica dell’affidabilità e della completezza dei dati raccolti ed elaborati da questi istituti, che finiranno probabilmente per descrivere il mercato in maniera parziale.
  

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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