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Mercato

Kindle ha iniziato a supportare il cinese tradizionale

di Alessandra Rotondo notizia del 28 maggio 2019

Attenzione, controllare i dati.

L’approccio di Amazon con l’indecifrabile mercato asiatico è in continua evoluzione. E nonostante poco più di un mese fa il gruppo di Bezos abbia comunicato l’intenzione di chiudere il negozio online che consente ai consumatori cinesi l'acquisto di beni da venditori locali, il suo interesse nei confronti dell’Oriente è tutt’altro che affievolito.

Se, da un lato, la dismissione dal prossimo 18 luglio della piattaforma Amazon.cn notifica la resa nei confronti degli operatori cinesi (Tmall del gruppo Alibaba e JD.com controllano insieme l’82% del mercato dell’e-commerce locale, lasciando pochi spazi di crescita a chi viene dall’estero), dall’altro chiarisce l’intenzione del colosso statunitense di dedicarsi ad altro – sia da un punto di vista geografico che di offerta – aggredendo il mercato laddove presenta maggiori varchi e domande inaccolte da parte dei consumatori.

«Continueremo a investire e crescere in Cina attraverso Amazon Global Store, Amazon Global Selling, AWS, e i dispositivi e i contenuti Kindle» dichiarava non più tardi di qualche settimana fa un portavoce della company. Assicurando che anche l’offerta di cloud computing via Amazon Web Services continuerà, così come la vendita degli e-reader del marchio, assieme ai loro contenuti.

Un versante, quello dei contenuti localizzati, al quale Amazon – in maniera funzionale alla logica di universo chiuso che lo contraddistingue – presta da tempo significativa attenzione. Il 2012, per esempio, ha segnato un passo importante nella sua espansione in Asia proprio perché è l’anno in cui inizia a vendere e-book in cinese semplificato – i caratteri usati nella Cina continentale – sul suo store locale. Il preludio all’ingresso di Kindle in Cina, l’anno successivo.

Negli anni a seguire tanto Amazon quanto Kindle hanno continuato a espandere la loro copertura linguistica. Negli ultimi sei mesi la società ha aggiornato i Kindle con nuove opzioni linguistiche e di supporto per gli e-book in afrikaans, arabo, catalano, islandese, svedese e gallese. Restava una lacuna: quella del cinese tradizionale, usato a Taiwan, Hong Kong, Macao e da numerose comunità asiatiche all’estero.

Una lacuna colmata pochi giorni fa, quando Amazon ha inaugurato un nuovo portale nel Kindle store dedicato al cinese tradizionale, con 20 mila titoli in lingua incluse le traduzioni di best seller come i romanzi della serie Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin.

Amazon ha ottimizzato l'esperienza di lettura per i caratteri cinesi tradizionali e ha migliorato il motore di ricerca. Ai lettori è attribuita la possibilità di modificare l'intera interfaccia utente del Kindle e delle varie app Kindle per Android o iOS. Le ottimizzazioni rilasciate consentono di regolare le dimensioni dei caratteri e le impostazioni dei margini, oltre che di passare senza problemi dall'app all’e-reader tenendo a memoria il punto in cui la lettura era stata interrotta.

Ulteriore aspetto interessante dell’operazione è il fatto che il portale dedicato agli e-book in cinese tradizionale non è accessibile soltanto dall’Asia, ma da qualsiasi parte del mondo attraverso la piattaforma Amazon.com. Un dettaglio non di poco conto, che guarda alla vasta popolazione di lettori sinofoni che per ragioni diverse si trova fuori dal proprio Paese.

Anche Kindle Direct Publishing ha ricevuto gli aggiornamenti necessari a funzionare con i caratteri del cinese tradizionale. Questo significa che gli autori indipendenti che vogliono autopubblicarsi tramite la piattaforma possono farlo ora anche in cinese tradizionale. E i loro contenuti saranno disponibili sul portale dedicato e potranno essere acquistati ovunque nel mondo.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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