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Mercato

Il mercato delle app nel 2018

di Alessandra Rotondo notizia del 19 febbraio 2019

Attenzione, controllare i dati.

Nel 2018, nel mondo, sono stati scaricati 194 miliardi di app e 101 miliardi di dollari sono stati spesi dagli utenti all’interno degli app store. Di tre ore al giorno, invece, è stato il tempo medio trascorso da ciascun utente alle prese con l’utilizzo delle applicazioni sui dispositivi mobili. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel report The state of mobile 2019 realizzato e condiviso da App Annie, la società di ricerche di mercato di riferimento per il settore.

Sono i mercati emergenti a trainare la crescita diffusionale delle app. A fronte di un +35% di media realizzato tra il 2016 e il 2018, tre dei cinque Paesi «top downloader» appartengono di fatto a questa categoria:  l’India (+165%), l’Indonesia (+55%) e il Brasile (+25%). Nei mercati maturi come gli Stati Uniti i download continuano a crescere (+5%), ma con un rallentamento decisamente evidente; e più significativi della perdurante crescita del settore diventano indicatori come il numero di sessioni e il tempo di utilizzo. La Cina, da sola, copre il 50% dei download dell’intero 2018, con un tasso di crescita del +70% rispetto al 2016.




Anche sul fronte del volume di spesa realizzato sugli app store lo scenario è in crescita, in media del +75% in due anni (e considerando i soli «download paganti», gli acquisti in-app e i servizi in abbonamento. E non, ad esempio, i pagamenti indirizzati ai vari Uber o Amazon). Anche in questo caso a trainare la crescita è la Cina (+140%), seguita da Corea del Sud (+80%), Stati Uniti (+70%) e Inghilterra (+55%). Va segnalato che le app non di gaming hanno coperto solo il 26% della spesa destinata al settore, ma con una significativa crescita del 18% rispetto a due anni fa. Vale a dire che siamo via via più disposti a pagare per servizi diversi dai giochi.

Un significativo incremento è stato registrato anche rispetto al tempo che trascorriamo sulle app. Le 5 categorie di servizi a maggiore crescita e diffusione (video player ed editor, intrattenimento, fotografia, strumenti e finanza) hanno manifestato una crescita del tempo di utilizzo del +110%, crescita che comunque si attesta sul +50% guardando al settore delle app nel suo complesso. E a crescere – con tassi che vanno dal 10 al 20% – è anche il numero medio di app installate per dispositivo. Interessante notare anche come nei mercati emergenti questo numero si mantenga sostanzialmente più basso, in ragione della forte diffusione di dispositivi Android di fascia bassa, con capacità di storage limitate.




Il Giappone, il Brasile e il Regno Unito sono in cima alla lista dei Paesi in cui la capacità di spesa dei «mobile consumer» sta crescendo con più rapidità dei rispettivi Pil nazionali. Segno che la mobile economy gioca un ruolo sempre più importante per lo sviluppo economico, e che potenziare reti e infrastrutture diventa sempre più cruciale. In più, molti mercati emergenti – come l’India e le Filippine – hanno manifestato nel 2018 caratteristiche propriamente «mobile first», nel senso che dispositivi e reti mobili sono il principale (e spesso l’unico) punto d’accesso a Internet, con tutto quanto ne consegue in termini di spese e acquisti.




Il segmento anagrafico cruciale per la diffusione e l’utilizzo delle app? La così detta Generazione Z. Le ragazze e i ragazzi che attualmente hanno un’età compresa tra i 16 e i 24 anni trascorrono il 20% in più del tempo alle prese con le non-gaming app  rispetto alla popolazione ultraventicinquenne; e interagiscono con le app di maggior popolarità il 30% in più. Per la Generazione Z, la mobilità è d’altronde una seconda pelle: un valore non negoziabile sia quando si parla di comunicazione che di servizi, shopping, informazione…

Il podio delle 5 app più lucrative – sempre al netto di quelle di gioco – tocca nel 2018 a Netflix, Tinder, Tencent Video, iQIYI (la piattaforma di video del colosso cinese Baidu) e Pandora Music, segnalando un’interessante tendenza: a trainare il mercato non gaming sono gli abbonamenti in-app.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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