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Mercato

Gli editori statunitensi contro le posizioni dominanti di Amazon e Google

di Antonio Lolli notizia del 28 giugno 2019

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«Il dominio incontrastato di un piccolissimo numero di piattaforme rappresenta un grave rischio per il mercato delle idee, con effetti che possono essere anche irreparabili». Con queste parole Maria A. Pallante, presidente e ceo dell’Association of American Publishers ha annunciato la presa di posizione dell’Associazione nei confronti dei giganti di internet, in particolare Amazon e Google, chiedendo formalmente alla Federal Trade Commission di intervenire per risolvere una situazione che «sta letteralmente soffocando la concorrenza nel settore».

Una posizione riassunta in un documento di 12 pagine (il testo completo è disponibile a questa pagina) in cui si sottolineano i gravi rischi derivanti dallo strapotere che le due piattaforme hanno rispettivamente nel mercato della distribuzione libraria e nelle ricerche online. Se Google viene menzionato 12 volte all’interno del testo, soffermandosi in particolare sui problemi derivanti «dal suo modello di business, in larga parte indifferente al fatto che il consumatore con la ricerca possa arrivare a prodotti legali o piratati», Amazon ricorre addirittura 33 volte.

Per quest’ultimo, il documento si sofferma nell’evidenziare come «ormai nessun editore possa evitare di essere distribuito da Amazon, che a sua volta impone i suoi termini economici». In questo modo si è arrivati alla situazione paradossale per cui gli editori «spendono sempre di più per accedere ai suoi servizi ma ricevono sempre meno in cambio». Il testo dell’AAP si sofferma anche nel constatare che l’approccio di Amazon porta ad altri gravi problemi come una maggiore diffusione di libri contraffatti o «difettosi» e di recensioni false che peggiorano l’esperienza del consumatore. Tutto questo con un ulteriore rischio: disincentivare autori ed editori a realizzare nuovi libri e a immetterli nel mercato.  

La richiesta degli editori Usa alla FTC è chiara: proteggere l'interesse pubblico esercitando la necessaria supervisione e regolamentazione, soprattutto nei casi in cui queste piattaforme arrivino a soffocare la libera concorrenza e a manipolare le scelte e le azioni dei consumatori.

La presa di posizione dell’AAP arriva in un momento cruciale per il settore Usa, con il Congresso che vuole intervenire direttamente con una nuova campagna antitrust nei confronti nelle grandi aziende tecnologiche, per la quale sono in programma audizioni e richieste di consegna di informazioni a numerose realtà attive nel mondo di internet.

L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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