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Mercato

Generazione Z e pirateria. Il rapporto Euipo 2019

di Andrea Collivignarelli notizia del 4 novembre 2019

Attenzione, controllare i dati.

Meno contenuti pirata, più servizi in subscription. Secondo il rapporto 2019 sui giovani e la proprietà intellettuale a cura dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), oltre la metà dei giovani europei non accede a contenuti culturali digitali ricorrendo a fonti illegali (51%, contro il 40% del 2016).

L’indagine è stata condotta su 23 mila giovani di età compresa fra 15 e 24 anni dai 28 Paesi dell’Unione, studiandone le preferenze e i comportamenti quando si trovano ad accedere a contenuti digitali protetti da copyright (e-book, musica, film e serie TV, videogiochi, contenuti educativi, programmi televisivi e trasmissioni sportive, quotidiani e magazine online) e ad acquistare merce contraffatta. Sebbene i dati siano in tendenza con il 2016, l’EUIPO vede alcune possibili direzioni di miglioramento. Dovute in particolare all’evoluzione del mercato.

Se infatti il 97% dei giovani europei ha ascoltato o scaricato musica nel 2019, solo il 39% lo ha fatto anche attraverso fonti illegali, con un -17% rispetto al 2016; un calo, quello della fruizione pirata, rintracciabile anche fra chi ha guardato film e serie TV online (il 94%): dall’85% al 79%. Nel resto dei segmenti individuati dall’indagine, invece, il calo è leggero e poco significativo; chi legge e-book («appena» il 56% dei rispondenti) raramente lo fa attingendo a siti pirata, soprattutto rispetto alla musica e ai film: è solo il 15%. Cifra che, però, non cambia rispetto al 2016.



Un terzo dei giovani europei (ma -5% dal 2016) dichiara di avere fruito contenuti pirata. Più nel dettaglio, solamente il 21% degli intervistati lo ha fatto intenzionalmente (in calo del 4%), mentre il 12% dichiara che non ne aveva intenzione; cifre in calo, sia per la maggiore scelta di formule e piattaforme, sia per la crescita nella consapevolezza digitale da parte della Generazione Z.



Il rapporto dell’EUIPO indaga anche i driver che portano a scegliere contenuti acquisiti illegalmente rispetto alle fonti legali. La ragione prevalente resta il prezzo (per il 56%, ma inferiore del 10% rispetto al 2016), ma anche la percezione dell’offerta disponibile: il 30% ritiene inadeguata quella legale, e il 26% che quella illegale sia molto più ampia. E, a parte per il timore di una sanzione (35%) e per una brutta esperienza personale, come avere smartphone o computer infettati da virus e malware (26%), per il 55% degli intervistati un’offerta legale più accessibile è la chiave per combattere i contenuti digitali pirata. Una soluzione è cercata dagli stessi giovani della Generazione Z, più attenti alle considerazioni morali dei loro predecessori, perché, dichiarano, «i beni contraffatti e piratati non sono belli» (dal 48% del 2016 al 56% delle preferenze), «gli artisti, i realizzatori e i team che li hanno creati possono esserne danneggiati» (dal 60 al 66%) e «i beni contraffatti possono essere dannosi all’ambiente» (dal 58% al 66%).

Una soluzione potrebbe venire dai servizi in subscription. Infatti, se fra le motivazioni di scelta di un contenuto digitale la qualità si conferma al primo posto (59%), cala del 9% l’economicità o gratuità dei contenuti, mentre aumenta specularmente di valore (+9%) il poter pagare un servizio in subscription (22%). I servizi digitali in abbonamento, insomma, si diffondono e si stabilizzano nelle abitudini di consumo dei giovani europei, orientano sempre più le scelte dei consumatori e, incrociando questo trend con il calo nell’ascolto e nella visione di musica e film illegali, offrono – se a tariffe accessibili – soluzioni alternative alla pirateria.

L'autore: Andrea Collivignarelli

Dopo essermi laureato in Lettere all’Università degli Studi di Milano, ho intrapreso il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e AIE. Oggi collaboro presso la redazione del Giornale della Libreria e l’Ufficio studi di AIE, dove approfondisco il mio interesse per il mondo dei libri e della cultura, soprattutto nei suoi aspetti sociologici e di mercato.

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