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Mercato

Flette ma guarda all’estero. Al Salone del libro di Torino il mercato del libro nei primi mesi del 2024

di Alessandra Rotondo notizia del 10 maggio 2024

Flette del 2,2% l’editoria italiana di varia – romanzi e saggi venduti nelle librerie fisiche e online e nella grande distribuzione – nei primi 4 mesi dell’anno rispetto al 2023, con 465,6 milioni di euro di vendite a prezzo di copertina. La flessione a copie è stata del 3,5%, con 30,1 milioni di copie vendute. Rispetto al 2019, la crescita a valore è stata del 15,1% e a copie dell’11,7%.

«I dati che presentiamo oggi – ha spiegato il presidente di AIE Innocenzo Cipolletta durante il consueto convegno dedicato ai primi mesi dell’anno al Salone internazionale del libro di Torino – ci dicono due cose: la prima è che l’editoria italiana è un’industria solida che ha in larga parte stabilizzato la crescita del post pandemia grazie a un’offerta capace di intercettare nuovi bisogni di lettura. La seconda è che gli editori si muovono su un terreno ancora fragile: capiremo nei prossimi mesi se i segni meno che vediamo in questa prima parte dell’anno saranno ampliati, e in quale misura, dal venir meno o dalla modifica di misure a sostegno della domanda quali il fondo speciale per le biblioteche e le Carte Cultura e del Merito».

L’indagine AIE – consultabile a questo link – evidenzia varie tra le possibili ragioni della flessione del 2024. Le diverse politiche di lancio da parte degli editori rispetto al 2023 e la flessione dei manga sono certamente tra le ragioni del segno meno del mercato in questa prima parte dell’anno. In particolare, le vendite dei top 10 mensili da gennaio ad aprile sono state inferiori rispetto all’anno precedente di 90 mila copie che valgono 2,5 milioni di euro a prezzo di copertina. Il numero delle novità pubblicate è calato del 4,6% rispetto l’anno precedente. Il mercato dei manga è in flessione del 18,4%, con vendite inferiori rispetto all’anno scorso per 3,3 milioni.

«Contando anche l’ultima settimana di dati, e quindi comprendendo la chiusura di aprile, il mercato cala del -1%» conferma Enrico Selva Coddè (Gruppo Mondadori). «Il confronto risulta così omogeneo con il 2023 perché la app18 finisce, per l’appunto, ad aprile. A copie il calo è del -3% con un due punti di differenziale dovuti all’aumento dei prezzi di copertina».

Non si tratta di una dinamica omogenea, continua Selva Coddè, evidenziando che il calo è imputabile alle novità, mentre il catalogo tiene o addirittura cresce. «Il fumetto vale il 5% del mercato e cala a valore e a copie, il professionale cala dell’8%. Il trade, invece, è leggermente positivo, con un -2% a copie e un differenziale, anche in questo caso, dovuto all’aumento dei prezzi».

Selva Coddè conferma anche il calo di vendite dei titoli in top: «Un fenomeno evolutivo di lungo termine», come pure quello del segmento bambini e ragazzi, ma è «un tema che preoccupa tutti, non solo l’Italia, con la crescita del prescolare e le difficoltà negli altri segmenti».

«C’è nel nostro settore un po’ di timidezza – commenta Renata Gorgani (Editrice Il Castoro, vicepresidente di AIE e presidente del gruppo editoria di varia di AIE) – come se fossimo aggrappati al 2019 invece di ripartire con una nuova crescita». La crescita dei prezzi di copertina, che tra il 2019 e il 2024 è stata del 3% contro un’inflazione del 16,5%, «dire che è contenuta è poco» continua Gorgani. «Un’industria che non ha il coraggio non dico di guadagnarci, ma di stare al passo con l’inflazione, deve imparare a cavarsela da sola».

Renata Gorgani si sofferma poi sull’importanza che hanno avuto negli ultimi anni fumetti e letterature di genere nel catalizzare l’interesse di lettrici e lettori più giovani, young e new adult. «La sfida è adesso interessare alla lettura i bambini delle scuole elementari e medie, là dove c’è un calo strutturale pazzesco della lettura. La domanda è: sono loro a essere distratti da altro o siamo noi a non aver trovato ancora storie che li appassionano? Così rischiamo di perderli».

Venendo alla segmentazione in generi del mercato editoriale italiano, i dati AIE ci dicono che nei primi quattro mesi del 2024 l’autorialità italiana guadagna quote e cresce in controtendenza rispetto alla media del mercato. Su 445,3 milioni di euro di vendite a prezzo di copertina nelle librerie fisiche e digitali (è qui esclusa la grande distribuzione), 250,2 milioni sono di libri di autrici e autori italiani (più 1,3% rispetto al 2023), mentre 195,1 milioni di euro sono i libri di autrici e autori stranieri (-5,6%).

Nei primi quattro mesi dell’anno la narrativa italiana cresce dell’8% e quella straniera del 3,1%. In calo del 3,1% i libri per bambini e ragazzi, del 3,9% la manualistica, del 4,1% la saggistica specializzata, del 5,7% la saggistica generale e di divulgazione, dell’11,1% i fumetti (che però rispetto al 2019 crescono del 161,8%). Significativi i numeri del romance: i libri scritti da autrici italiane crescono del 48,7% raggiungendo il 52,6% del totale, mentre calano le vendite di autrici straniere (-15,5%). Complessivamente il romance cresce del 9,3%.

Sulla crescita dell’autorialità italiana, segnatamente femminile, Stefano Mauri (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) riporta l’attenzione sui titoli che hanno chiuso l’anno in testa alle classifiche nell’ultimo lustro. «Nel 2019 il libro più venduto in Italia è stato I leoni di Sicilia, di Stefania Auci, nel 2020 Valérie Perrin [francese] con Cambiare l’acqua ai fiori, nel 2021 ancora Auci con L’inverno dei leoni, nel 2022 Erin Doom con Fabbricante di lacrime, nel 2023 Francesca Giannone con La portalettere [in un testa a testa con Spare]. Nel 2013 in classifica primeggiavano gli autori maschi stranieri, nel 2023 le donne italiane». Nel celebrare questo risultato, Mauri fa anche riferimento alla globalizzazione di gusti e narrazioni indotta dai social, dal digitale e dalle piattaforme: da Wattpad a Netflix.

Ma anche Amazon che, come ricorda Andrea Giunti (Gruppo Giunti) favorisce le vendite organiche dall’estero, accordandosi alla logica della countryfication a cui le piattaforme di streaming audiovisivo stanno improntando la loro crescita negli ultimi anni: vale a dire la tendenza ad attingere dai Paesi in cui la piattaforma distribuisce la sua offerta sia in termini di autorialità che di produzione.

Parlando di contaminazioni globali, non si può fare a meno di pensare ai manga che, dai mercati orientali, spopolano oggi nelle nostre librerie attirando un pubblico sempre più giovane. «L’arrivo dei manga in libreria ha fatto la sua parte nell’apertura dei fumetti al grande pubblico – racconta Caterina Marietti (Bao Publishing) –, ma dobbiamo sempre ricordare che il fumetto è un linguaggio, non un genere», precisa facendo riferimento alla vastità che abbracciamo con questa parola. «Tutti gli operatori culturali dovrebbero impegnarsi a non disincentivare i ragazzi da questo tipo di fruizione, anzi a favorirla. Non solo le librerie, ma anche le scuole, le biblioteche: speriamo siano sempre più nostre alleate. D’altronde che la popolazione lettrice aumenti è la nostra ambizione comune».

Per quanto riguarda i canali di vendita, l’indagine dell’Ufficio studi AIE ci dice che crescono le librerie fisiche, piazzandosi in prima posizione con una quota del 54,8% sul venduto totale, rispetto a un minimo del 49,6% toccato nel 2021, ma comunque lontane dal 65,9% del 2019 pre-pandemia. L’online è al 40,7% contro il massimo del 45% toccato nel 2021, ma molto sopra il 27% del 2019. La grande distribuzione organizzata cala ancora ed è oggi al 4,5%.

«Le librerie fisiche consolidano la loro posizione, i lettori riconoscono la libreria come luogo di piacevolezza, di incontro, di competenza dei librai. Per gli editori è davvero un’occasione imperdibile per rafforzare il rapporto con i lettori» racconta Alessandra Carra (Gruppo Feltrinelli). «Le librerie del nostro gruppo vendono 22 milioni di libri l’anno: dai dati della nostra carta fedeltà sappiamo che crescono gli acquirenti più giovani, che hanno meno di 25 anni, e che nelle regioni del sud sono un terzo dei nostri clienti».

Il 70% di chi acquista nelle librerie del Gruppo Feltrinelli, prosegue Carra, si identifica come donna, mentre negli acquisti online la componente maschile aumenta. E ancora: un terzo dei gialli sono acquistati dagli over 65, fumetti e young adult sono acquistati per più di un terzo dalla fascia under 25. «Sono dati che ci raccontano che il nostro mercato si sta spostando verso i ragazzi e verso le donne». È vero, conclude Carra, che siamo un’industria un po’ timida, con la paura di una domanda fragile. Dovremmo certamente chiedere un aiuto pubblico ma anche riconoscere che marginalità e profittabilità sono parole che devono far parte del nostro linguaggio».

Se gli equilibri delicati del nostro mercato sono un tema per tutti gli attori che vi partecipano, l’accentuazione è forse maggiore sugli operatori più piccoli: «Sono quelli che soffrono di più, che hanno già per loro natura caratteristiche di difficoltà e fragilità» sottolinea Lorenzo Armando (Lexis Compagnia Editoriale, vicepresidente AIE e presidente del gruppo Piccoli editori di AIE). «Mi aggiungo alle richieste dei colleghi che hanno parlato prima di me, chiedendo l’attenzione e il supporto delle istituzioni. Ma penso che ciò che dobbiamo fare è anche sederci con la filiera del libro attorno a un tavolo per capire dove ci può essere un recupero di marginalità. Stiamo usando in maniera adeguata i dati di cui disponiamo? Ci sono delle soluzioni logistiche più ottimizzate da poter implementare? Credo che in un mercato editoriale sano debbano poter coesistere grandi, piccole e medie aziende».

La seconda parte del convegno dell’Associazione Italiana Editori, oggi al Salone del libro, ha riguardato l’internazionalizzazione dell’editoria italiana. I diritti venduti all’estero passano dai 1.800 del 2001 ai 7.889 del 2022, ultimo anno di rilevazione. Nello stesso arco di tempo, i diritti acquistati passano invece da 5.400 a 9.423.

«È significativa la crescita dell’autorialità italiana, senza ovviamente nulla togliere al ruolo importantissimo delle opere straniere pubblicate in traduzione e che ci permettono di conoscere meglio il resto del mondo» ha commentato Innocenzo Cipolletta. «È un riconoscimento per i nostri scrittori e significa che gli editori hanno costruito professionalità e competenze sul territorio che si traducono in titoli di successo per il mercato nazionale e, in prospettiva, anche per l’estero. La nostra partecipazione a Francoforte 24 come Ospite d’Onore valorizzerà ancora di più e ancora meglio questo patrimonio in chiave di internazionalizzazione».

Guardando ai segmenti, i libri per bambini e ragazzi sono il genere più venduto (35%) in termini di diritti sui mercati esteri, seguito dalla saggistica generale (20%), narrativa (19%) e manualistica (9%). «È un dato che stupisce ancora – sottolinea Gorgani – che più di un libro su tre di quelli che vanno all’estero sia un libro per ragazzi. Ma è il frutto degli ultimi vent’anni di lavoro, un lavoro che ci ha restituito una delle migliori editori al mondo, più ricca, innovativa e con libri eccezionali per fattura e qualità».

Per quanto riguarda le aree geografiche, la vendita diritti è verso altri Paesi europei nel 62% dei casi, segue Asia con il 18%, Sud e Centro America con il 6%, Medio Oriente il 5%. I primi cinque mercati europei di esportazione sono Spagna, Francia, Polonia, Grecia e Germania. Le coedizioni nel 2022 sono state 1.716. Nell’84% dei casi riguardano libri per bambini e ragazzi, nel 93% riguardano altri editori europei e nel 2% asiatici.

Ma l’internazionalizzazione non si realizza soltanto attraverso la compravendita di diritti di edizione: coedizioni e marchi editoriali operanti sui mercati esteri sono poli altrettanto rilevanti. Lo conferma Selva Coddè, quando racconta che per Mondadori «lo sviluppo internazionale è più incisivo in termini di alleanze e di acquisizioni che di vendita di diritti». Lo confermano Carra e Giunti, raccontando le rispettive partecipazioni in una casa editrice spagnola e britannica. Non mancano le esperienze in tema di piccole o medie case editrici, che aprendo succursali estere hanno lanciato nei Paesi d’arrivo i loro successi disintermediando il mercato dei diritti: «Francoforte 2024 sarà senz’altro una grande opportunità anche per noi» conclude Armando.

L'autore: Alessandra Rotondo

Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi coordino il Giornale della libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.

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