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Mercato

El Futuro de la Edición. Una radiografia dell'editoria digitale argentina

di Alessandra Rotondo notizia del 15 dicembre 2017

Attenzione, controllare i dati.

Lo scorso settembre, a Buenos Aires, l’editoria argentina si è data appuntamento per la prima volta con l’iniziativa El Futuro de la Edición, un incontro senza precedenti per fare il punto sull’evoluzione digitale del settore. A margine della manifestazione, 140 tra gli editori presenti (oltre 200 in totale: circa il 40% di quelli attivi nel Paese) si sono prestati a fornire – con le loro risposte – i dati utili all’elaborazione di un report a tutto tondo sul sistema editoriale del Paese. Un’ecografia dell’editoria digitale argentina che è confluita in una pubblicazione diffusa in questi giorni dall’associazione Entre Editores, di cui riportiamo i dati più interessanti di seguito.

  • Il 70% degli editori argentini utilizza servizi di print on demand rivolgendosi a stampatori che lavorano in digitale. Le tirature si aggirano, per la maggior parte, tra i 200 e i 500 esemplari, con qualità e costi che vengono giudicati più che adeguati. Il print on demand non viene considerato solo una soluzione per piccoli editori: è una strategia produttiva a tutti gli effetti alla quale ricorrono anche gli editori maggiori per pubblicazioni di grande esito commerciale.

  • Gli editori argentini sono convinti che l’e-book rivestirà un ruolo sempre crescente nel sistema editoriale, ma è una convinzione più che altro teorica, «esotica». Solo il 20% degli intervistati riconosce vantaggi commerciali e distributivi ai formati digitali. E questa maniera vaga di approcciare il fenomeno è essa stessa una barriera all’accesso dell’editoria digitale.
  • Nonostante la popolarità e il risalto mediatico conquistato dall’audiolibro nel corso del 2017, il formato è praticamente inesistente per l’industria editoriale argentina. E quel 6% che dichiara di averne pubblicati almeno una volta si riferisce, a ben vedere, a prodotti precedenti all’era digitale: audiocassette o, al più, CD. Invece, è il 55% degli editori argentini a dirsi interessato al mercato dell’audio. 

  • La vendita di libri – e quindi il lavoro delle case editrici – è legata a doppio filo alla rete delle librerie nel sistema commerciale argentino. Gli editori continuano a considerare la libreria come il maggior canale di vendita per il loro prodotto, sia dal punto di vista del fatturato che dell’importanza percepita. Per la prima volta, però, lo sguardo che gli editori rivolgono alle librerie non è passivo, anzi: chiedono loro cambi e ammodernamenti, l’ampliamento dei servizi offerti e un approccio più esperienziale per attrarre il lettore.
  • In crescita di mese in mese le vendite digitali. MercadoLibre  è la piattaforma più importane dell’area latinoamericana, quella sulla quale il 30% delle case editrici argentine mette in vendita i propri libri. Il canale cresce d’importanza anche presso le librerie fisiche, molte delle quali hanno aperto propri marketplace sul sito.
  • Più del 40% degli editori argentini vende direttamente sulla propria pagina web. Una tendenza inedita per il Paese, che in alcuni casi sta trainando anche la distribuzione di prodotti esclusivamente digitali. In generale, comunque, il futuro dell’e-commerce dei libri fisici è ostacolato essenzialmente dagli alti costi di spedizione della merce.

  • Uno dei temi centrali discussi durante El Futuro de la Edición è sicuramente quello dell’export dei prodotti editoriali argentini. Pressoché nullo per il 50% dei soggetti intervistati, un ulteriore 40% afferma di esportare all’estero i propri libri, ma solo per meno del 20% del catalogo. La ragione di questi numeri è da ricercarsi in una ridotta competitività sul mercato internazionale: ridotta dalle barriere culturali, commerciali e amministrative che caratterizzano il settore creativo del Paese per la sua interezza.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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