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Mercato

Cina: in aumento il peso delle vendite online e del prezzo dei libri. Ecco i dati del mercato 2019

di Antonio Lolli notizia del 27 gennaio 2020

Attenzione, controllare i dati.

Un settore che a valore cresce a doppia cifra, con le vendite negli store online arrivate a rappresentare il 70% del totale, il prezzo medio dei libri in continuo aumento e il numero di titoli pubblicati in forte calo.
Queste sono alcune delle tendenze principali del mercato del libro cinese nel 2019, rese note durante l’ultima conferenza di OpenBook – l’azienda cinese leader nel monitoraggio del settore editoriale – che si è svolta a Pechino all’inizio del mese.

Il mercato del libro del Paese del Dragone è cresciuto a valore del 14,4% rispetto al 2018, attestandosi a 102,7 miliardi di yuan (circa 13,4 miliardi di euro). Si conferma quindi il consistente segno positivo che il settore ha registrato negli ultimi anni, dopo il +11,3% del 2018, il +14,6% nel 2017, il +12,3% nel 2016 e il +12,8% nel 2015. I dati di OpenBook di lungo periodo mostrano una crescita confermata anno dopo anno a partire dal 2001, quando il valore del mercato era di poco inferiore ai 20 miliardi di yuan.
Il numero di titoli pubblicati invece ha registrato l’anno scorso una contrazione del 6,7% rispetto al 2018, arrivando a un valore di 194 mila titoli.




A crescere progressivamente è stato il prezzo medio dei libri, arrivato nel 2019 a un valore di 45 yuan (circa 5,9 euro), contro i 40 yuan del 2018 e addirittura i circa 12-13 yuan del 1999.
Un altro trend che risulta confermato è l’aumento delle vendite online, che rappresentano oggi il 70% del totale. Questo andamento caratterizza il settore già da diversi anni ed ha portato a un incremento esponenziale della quota delle vendite online rispetto al totale: basta considerare che nel 2012 questa percentuale era del 28%. A perdere – come è facilmente intuibile – sono state le librerie fisiche che nel 2019 hanno registrato un calo del 4,24% delle vendite rispetto all’anno precedente. In valori assoluti, le vendite di libri negli store online hanno determinato un giro d’affari di 71,51 miliardi di yuan, mentre quelle nelle librerie fisiche soltanto di 30,76 miliardi.
Il successo delle vendite online in Cina è condizionato anche dall’alto valore degli sconti applicati, in media pari al 38-41% del prezzo del libro. Per avere un’idea del divario che esiste con gli altri esercizi, lo sconto medio applicato sui libri nelle librerie fisiche cinesi è dell’ordine dell’11%. Il genere che gode in media degli sconti maggiori (oltre il 60%) è quello dei manuali di self help, particolarmente amato dai lettori cinesi, mentre sono i titoli dei settori dell’ingegneria – e della tecnologia in senso lato – a ricevere gli sconti minori, dell’ordine del 30%.

Nel loro complesso i dati relativi al 2019 confermano la tendenza alla crescita che caratterizza il mercato cinese già da diversi anni. Quando si parla di Cina però non bisogna dimenticare i problemi legati alla limitazione della libertà di espressione e di edizione che ancora caratterizzano il Paese e che – anche recentemente – sono balzati agli onori delle cronache. È notizia di qualche giorno fa, per esempio, la decisione del Ministero dell’educazione cinese di bandire dalle scuole primarie e secondarie pubbliche i materiali didattici realizzati all’estero, tra cui i libri di testo. Una strategia che consentirà un ulteriore controllo del governo sul sistema educativo del Paese.


L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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