Il tuo browser non supporta JavaScript!
Mercato

Cina. Il mercato del libro nei primi sei mesi del 2019

di Antonio Lolli notizia del 5 novembre 2019

Attenzione, controllare i dati.

Dopo il +11,3% registrato nel 2018, il mercato del libro cinese continua la sua crescita a doppia cifra anche nei primi sei mesi del 2019, con un +10,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Secondo i dati di OpenBook – l’azienda cinese leader nel monitoraggio del settore editoriale – il settore bambini e ragazzi continua a essere il principale volano della crescita, rappresentando circa un terzo del totale del mercato. Era l’8,7% del mercato nel 1999, il 26,3% nel 2017 e nei primi sei mesi di quest’anno è arrivato a rappresentare il 28,9%. Tra le motivazioni di questo boom possiamo osservare i cambiamenti avvenuti nella classe media cinese in questi ultimi anni: una fascia di popolazione più giovane, più istruita e soprattutto con una maggiore disponibilità economica di quella della fine del secolo scorso. I genitori cinesi di oggi sono quindi più propensi a investire nella cultura dei propri figli. Il bacino di pubblico a cui il settore si rivolge è costituito da più di 370 milioni di bambini e ragazzi di età inferiore a 18 anni. Un bacino che il governo cinese sta cercando di far aumentare con iniziative e campagne pubblicitarie, ma che risente ancora degli effetti della politica del figlio unico, abolita concretamente solo dal 2016. Nel 2018 per esempio il tasso di natalità in Cina è stato il più basso dal 1949. Dal 1979, anno della sua introduzione, la politica di controllo delle nascite ha certamente contrastato l’incremento demografico del Paese ma come conseguenza ha portato a un invecchiamento della popolazione.

Il 2019 vede un aggravarsi del momento di crisi delle librerie fisiche, che registrano un calo dell’11,7% delle vendite rispetto al 2018. Parallelamente si conferma e si rafforza la crescita degli store online, che ha contribuito in larga parte al trend positivo del mercato. Nei primi sei mesi dell’anno le vendite online sono cresciute infatti del 24,2% rispetto allo stesso periodo del 2018.




Nei primi sei mesi dell’anno sono stati pubblicati 90.900 nuovi titoli, con un calo del 6,2%. Nessuno di questi è però entrato nella classifica dei dieci libri più venduti, dominata da titoli di backlist. Nello stesso periodo dell’anno scorso erano stati invece due i nuovi titoli a entrare in top10.

In Cina sono attive oltre 500 case editrici, molte delle quali però poste sotto il controllo governativo. Anche l’agenzia che si occupa di rilasciare i codici ISBN per i nuovi titoli è controllata dal governo. Questo significa che, per poter essere pubblicato, ogni titolo deve essere comunque approvato da parte delle autorità governative.

Il quadro che emerge è quello di un mercato in espansione in termini di fatturato, con una tendenza però a un peggioramento della situazione delle librerie fisiche a vantaggio degli store online e con la conferma del ruolo centrale dell’editoria per ragazzi per l’intero settore editoriale. I dati rilevati da OpenBook rappresentano circa il 60% del totale delle vendite di libri realizzate in Cina. Sono circa settemila gli esercizi fisici e online che inviano i propri dati di vendita, di cui 4.151 librerie fisiche disseminate per l’intero Paese, fatta eccezione per il Tibet, Hong Kong e Macao.

L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

Guarda tutti gli articoli scritti da Antonio Lolli

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice attivare il servizio.