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Mercato

Anche a BookExpo America si è parlato di audiolibri

di Alessandra Rotondo notizia del 5 giugno 2018

Attenzione, controllare i dati.

Pochi giorni fa, l’industria editoriale statunitense e una buona parte di quella anglofona si sono riunite a New York per BookExpo. Uno dei temi maggiormente trattati, in accordo con un trend (modaiolo o di mercato, staremo a vedere) ormai globale, è stato quello della rapida crescita del mercato dell’audiolibro che – in Usa più che altrove – sembra non conoscere battute d’arresto.
 
Se nel corso del 2017 gli e-book hanno generato vendite per 1,1 miliardi di dollari, con un calo del 4,7% rispetto all’anno precedente, gli audiolibri hanno invece continuato a crescere, affermandosi come il segmento in più rapida espansione dell'editoria digitale. Nel 2016 hanno fatto segnare un +25,8%, generando entrate per 264,8 milioni di dollari, mentre lo scorso anno l’incremento ha quasi tagliato il traguardo del +30%, totalizzando 343,4 milioni di dollari. Un trend confermato anche nei primi mesi del 2018.

Intervistati da GoodEreader, i maggiori editori statunitensi hanno confermato che uno su dieci libri venduti nei primi mesi del 2018 è in formato audio, una percentuale molto più alta rispetto a pochi anni fa. E mentre all’arrivo dell’e-book l’editoria discuteva scettica sulla sue capacità di espandere il mercato, concentrandosi piuttosto sullo spostamento dalla lettura cartacea a quella digitale che il nuovo formato avrebbe generato, oggi gli editori concorderebbero nel sostenere che l’audiolibro porta nuovi clienti ed espande le possibilità e le occasioni di fruizione di quelli già esistenti.

Mentre il mercato prospera, l'industria editoriale guarda con diffidenza al produttore e distributore dominante. «Audible ha svolto un lavoro fenomenale nell’aprire e popolare il segmento dell’audio» ha dichiarato Carolyn Reidy, ceo di Simon & Schuster. «Ma una posizione così forte sul mercato non può che portare problemi». Gli editori temono la tendenza di Amazon a trattare direttamente con gli autori e già la colgono nella «pretesa», manifestata da alcuni agenti, di negoziare separatamente i diritti audio: un conflitto peraltro già emerso con la diffusione del formato e-book.

Fortunatamente non mancano altri attori emergenti sulla scena globale. Storytel, per esempio, è il competitor principale di Audible in Europa, portatore di un’offerta streaming particolarmente interessante per i Paesi «immaturi» dal punto di vista dei consumi audio. Il modello all-you-can-listen,  infatti, (vale la pena ricordare che, negli Usa come nella maggior parte dei mercati sui quali è approdato, Audible non ha un modello di questo tipo, come invece avviene in Italia) è efficace per convincere gli utenti a provare il servizio, facendogli «assaggiare» libri di argomenti o generi che potrebbero non essere disposti ad acquistare.

Nel settembre 2017  Kobo ha lanciato la sua offerta audio negli Stati Uniti, in Canada, nel Regno Unito e in Australia; da quest’anno anche in Francia. «Parte della nostra missione come azienda è aiutare le persone a trasformare il tempo libero in tempo di lettura. A questo proposito ci siamo chiesti: “Se non puoi usare gli occhi o le mani, come leggeresti?”» ha raccontato Nathan Maharaj, a capo del merchandising. Come sappiamo, Kobo produce i propri e-reader e viene spontaneo chiedersi se la fruizione audio verrà implementata attraverso una soluzione hardware. «Aggiungeresti un jack per cuffie a un dispositivo impermeabile con una batteria che dura un mese, rischiando di intaccarla?» ha commentato Maharaj a questo proposito.

Anche Audiobooks.com è un rivenditore di audiolibri in crescita, e recentemente si è espanso al di fuori degli Stati Uniti, approdando in Australia e nel Regno Unito. Secondo Jemma Wolfe, responsabile del marketing, sulla piattaforma tende a concentrarsi un pubblico di età compresa tra i 25 e i 44 anni con «un reddito e una formazione più elevati della media. Il 75% ascolta narrativa, il 25% saggistica, il resto si divide tra mémoire, letteratura di genere e self help».

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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