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Mercato

A un mese dall’uscita dall'Ue, arriva il Brexit forum for publishers

di Alessandra Rotondo notizia del 1 ottobre 2019

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Descritto dagli organizzatori come «un urgente programma d’intervento per supportare l’industria editoriale nelle principali sfide logistiche e legali poste da una Brexit no deal» la Uk Publishers Association ha annunciato, oggi, l’organizzazione di un evento gratuito sul tema rivolto alla filiera britannica del libro.

Il Brexit forum for publishers – questo il nome dell’incontro – si svolgerà nell’intera mattinata di giovedì 10 ottobre al Barbican Centre di Londra e sarà aperto alla partecipazione di tutto il comparto editoriale, non soltanto ai membri dell’associazione editori. Per chi non potesse essere presente di persona, sarà disponibile anche una diretta streaming (sempre registrandosi).

L’annuncio dell’incontro – e la sottesa ricerca, sempre più pressante, di risposte da parte degli editori rispetto alle conseguenze e al clima d’incertezza paventati dall’attuazione di una Brexit «dura», senza intese commerciali tra Regno Unito e Unione europea – arriva nello stesso giorno in cui Paul Hannon segnala sul «Wall Street Journal» che gli effetti economici della fuoriuscita si stanno verificando in maniera più rapida di quanto atteso.

«Nel trimestre aprile-giugno 2019 l’economia del Regno Unito ha subìto una contrazione più accentuata di quanto previsto – scrive Hannon – poiché la produzione industriale è crollata e le aziende hanno ridotto gli investimenti a causa dell'incertezza su quando e come il Paese lascerà l'Unione europea». Una condizione sofferta dalle imprese britanniche e non priva di effetti sul commercio internazionale.

Un ulteriore segnale d’urgenza, insomma, che l’associazione ha tematizzato individuando con gli editori e con gli altri agenti della filiera tre argomenti cardine – corrispondenti ad altrettante priorità – attorno ai quali costruire il programma del Brexit Forum for Publishers: circolazione delle merci; proprietà intellettuale; flussi di dati (e di informazione) oltre i confini nazionali.

Agli appuntamenti e le tavole rotonde per argomento si affiancheranno anche spazi e momenti nei quali i partecipanti potranno porre domande specifiche sui temi di loro interesse, ottenendo una consulenza istantanea o supporto legale gratuito.

Stephen Lotinga, a capo della Uk Publishers Association, si è dichiarato consapevole di «quanto siano preoccupati gli editori per l’impatto di una Brexit “senza accordo” sulle loro attività». E lieto di poter allargare la consulenza e il supporto abitualmente riservati ai membri dell’associazione all’intero comparto editoriale britannico.

L’iniziativa è stata realizzata con i finanziamenti del Brexit readiness fund, un fondo stanziato a fine agosto – si poteva presentare domanda fino al 20 settembre – dal Department for business, energy & industrial strategy per assicurarsi che le imprese britanniche arrivino pronte all’imminente saluto con l’Europa, anche nell’ipotesi di uno scenario no deal. Peraltro la manovra ministeriale non ha mancato di suscitare perplessità e polemiche. In primo luogo per le tempistiche molto contingentate, considerando che oggi manca esattamente un mese – a meno di sorprese – all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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