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YouTube ricorre in appello contro la sentenza di Amburgo

di E. Draghi notizia del 24 maggio 2012

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Nuovi sviluppi in Germania. Avevamo già parlato della sentenza che aveva visto il tribunale di Amburgo condannare YouTube, la più famosa piattaforma di video sharing del Web, nel processo intentatogli dalla Gema (la Siae tedesca), per aver caricaricato contenuti per cui non aveva pagato la licenza.
Il verdetto era stato definito da più parti «storico» perché non si limitava a imporre a YouTube la rimozione dal suo portale dei video incriminati, ma imponeva il sito di proprietà di Google a impegnarsi affinche tali contenuti non fossero più disponibili nel suo catalogo. Per far ciò YouTube non avrebbe potuto affidarsi soltanto al suo attuale sistema di «content id» ma avrebbe dovuto affiancargli anche un filtro semantico che identificasse non solo la versione «official» di un determinato brano, ma anche le sue versioni «amatoriali». Inoltre la sentenza specificava che il colosso dei video Web avrebe dovuto impedire illegali caricamenti futuri per iniziativa dei singoli utenti: pena multe fino a 250.000 euro.
Oggi YouTube fa sapere a chiare lettere che non ci sta ed annuncia il ricorso in appello per ribaltare la decisione di Amburgo. L’imposizione di un nuovo meccanismo di filtraggio dei contenuti limiterebbe l’innovazione e la libertà d’espressione, i pilastri su cui si basa la piattaforma di video sharing di proprietà di Mountain View, che trae linfa vitale dai contenuti caricati dagli utenti. Il sistema di filtraggio attuale costituirebbe per altro una garanzia sufficiente per garantire il rispetto della proprietà intellettuale.
Il bello delle coincidenze: la notizia arriva all’indomani della presentazione del Digital Music Report 2012 e dello studio Recording Industry in Numbers - 2012 edition dell' Ifpi (International Federation of the Phonographic Industry) da cui è emerso che il consumo legale di musica on line è in crescita proprio grazie all’aumento della fruizione dei video via streaming (+117%) dovuta principalmente a… YouTube.

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