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Librerie

Waterstones ha comprato Foyles, celebre libreria londinese

di Alessandra Rotondo notizia del 10 settembre 2018

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Foyles è una catena indipendente di librerie che conta sette punti vendita in Inghilterra. Il primo, il più celebre e iconico – finito anche nel Guinness dei primati per i suoi 48 km di scaffalatura – è quello di Charing Cross Road, e può vantare apparizioni tra le pagine di autori del calibro di Agatha Christie, Graham Greene, John Le Carre e Ian McEwan. Oltre che star tra i suoi clienti: come Elizabeth Taylor che, secondo Richard Burton, qui avrebbe rubato una raccolta di poesie di Alfred Edward Housman.

La scorsa settimana Foyles ha però concluso il capitolo indipendente della sua vita. Un capitolo durato più di un secolo: dall’apertura, nel 1903, fino alla firma dell’accordo con Waterstones che, con i suoi quasi 300 negozi tra Regno Unito, Irlanda, Belgio e Paesi Bassi, è la maggiore catena britannica di librerie.

I termini finanziari dell'accordo non sono stati resi noti, ma i media suggeriscono che si sia trattato di «una cifra modesta» e che l’operazione si chiuderà entro la fine dell'anno. Comune, peraltro, il fronte d’intenti tra le due insegne: unire le forze per lottare contro la concorrenza dell’online e degli e-book. Di Amazon, in una sola parola. E valorizzare i punti di forza della libreria fisica: primo tra tutti, la competenza dei librai.

James Daunt, il direttore generale di Waterstones, ha dichiarato di volersi impegnare nel mantenere inalterata la personalità di Foyles. Che – vale la pena sottolinearlo – per le sue pratiche commerciali spesso eccentriche, talvolta apertamente anacronistiche e antieconomiche, ha cominciato nei decenni sempre più a somigliare a un’attrazione turistica e meno a una libreria. «Le garantiremo un futuro brillante quanto il suo passato» ha chiosato Daunt.

La verità è che, con l’avvento della nuova generazione di proprietari, la libreria aveva già conosciuto importanti cambiamenti. E, a fronte di una voluta cristallizzazione del milieu di Charing Cross Road, un processo di ammodernamento del modello del business di famiglia era già stato avviato. A partire dall’indirizzo storico, che nel 2014 si era spostato di qualche civico, fino all’apertura di un e-commerce. E senza contare che, già nove anni prima, la libreria rinunciava alla sua «unicità» aprendo una succursale presso la Royal Festival Hall di Londra. E, in seguito, altre cinque in giro per il Regno Unito.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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