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Librerie

Uk: la riscossa dei librai indipendenti

di R. Cardone notizia del 1 gennaio 1970

Il Natale dei librai indipendenti inglesi è andato bene, meglio dell’anno passato. Un’inchiesta di «The Bookseller» su 50 indipendenti vede il 54% degli intervistati che dichiarano un Natale migliore del 2008 e il 26% incassi pari all’anno precedente; solo il 10% registra una flessione. Certamente le chiusure dei punti vendita di Woolworths e di Borders hanno aiutato gli indipendenti nelle vicinanze, così come catene medio piccole come Foyles. Sia come sia, se le librerie indipendenti (10% di quota di mercato) sono in crisi da anni – secondo la Bookseller Association dal 2000 ne sono scomparse il 20% –, anche le catene non se la passano molto bene. A parte il caso recente di Borders Uk, affondata per una cattiva gestione, la quota di mercato delle grandi catene librarie tra il 2004 e il 2008 è passata dal 43,3 al 36,1%. I retailer on line e la gdo, dal canto loro, hanno raddoppiato le quote passando, rispettivamente al 16% e al 9,6% delle quote di mercato. Border è collassata principalmente per aver perseverato nell’adottare il modello americano dei superstore (solo grandi negozi nelle high street) senza poterne sostenere i costi e mandando a picco i margini, Waterstone sembra invece tenere botta, grazie ai 312 punti vendita di ogni dimensione ormai ramificati in ogni angolo del Paese e, va da sé, anche al collasso delle 45 librerie di Borders.


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