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Librerie

Librai in movimento: come avviare e gestire una libreria itinerante

di Ilaria Costanzo notizia del 6 ottobre 2016

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A dieci anni dalla creazione della prima libreria itinerante in Italia – Ottimomassimo, operante soprattutto su Roma e provincia – molte sono le esperienze che si sono susseguite su tutto il territorio nazionale. Pur presentando caratteristiche proprie, a partire dal mezzo usato fino ad arrivare al tipo di attività svolte, ognuna di esse ha però dovuto fare i conti con varie criticità derivanti soprattutto dai vincoli normativi attualmente imposti, che equiparano tutti i settori merceologici senza fare distinzione alcuna. In attesa dell'emanazione di una normativa specifica che regolamenti la loro peculiare attività, a oggi disciplinata da una generica legislazione per il commercio itinerante, i librai hanno quindi cercato di porre rimedio alle diverse problematiche riscontrate, adottando di volta in volta fantasiosi escamotage che possano aggirare i divieti e le restrizioni esistenti.

A livello nazionale la normativa vigente è il D.Lgs. 114/98, che prevede due tipi di autorizzazione per il commercio su aree pubbliche: la licenza di tipo A per l'attività di vendita esercitata su un posteggio assegnato in concessione, che consente anche l'esercizio in forma itinerante nell'ambito del territorio regionale, e la licenza di tipo B che invece abilita esclusivamente al commercio ambulante in forma itinerante su tutto il territorio nazionale, nonché alla partecipazione a fiere e mercati, sempre su tutto il territorio nazionale, nei limiti dei posteggi disponibili o provvisoriamente non assegnati attraverso la cosiddetta «spunta». Tale autorizzazione – che è quella posseduta da tutti i librai dei quali potete leggere le storie nella parte Plus della notizia – abilita sia alla vendita presso il domicilio del consumatore, sia a quella nei locali dove egli si trova per motivi di lavoro, di studio, di cura, di intrattenimento o di svago; dietro esplicito consenso del soggetto proprietario e/o detentore dei luoghi.

Il legislatore nazionale ha poi demandato la disciplina di dettaglio alle regioni, ma solo alcune di esse hanno provveduto a legiferare in materia. Inoltre le diverse discipline regionali non hanno adottato un'impostazione univoca per regolamentare il commercio itinerante: alcune si sono limitate a ribadire quanto già determinato a livello nazionale; altre hanno invece inserito alcuni paletti concernenti le modalità di esercizio dell'attività, dando così un indirizzo a cui i comuni dovranno attenersi.

Una prima differenza tra le varie leggi regionali riguarda il soggetto deputato al rilascio della relativa licenza, che ad esempio nel Lazio è rappresentato dal comune nel quale il richiedente ha la residenza o, in caso di società di persone, dal comune in cui ha sede legale la società, così come stabilito dalla L.R. 33/99; mentre in Lombardia la L.R. 6/2010 dispone che l'autorizzazione venga rilasciata dal SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) del comune nel quale il richiedente intende avviare la propria attività. Tuttavia vi sono città in cui l'alto numero di venditori ambulanti presenti ha portato a inibire il rilascio di nuove autorizzazioni, come nel caso di Roma, secondo quanto disposto dalla deliberazione del consiglio comunale n. 35/2006, che consente soltanto il subingresso, ossia l'acquisto della licenza da una persona che ne è già in possesso. In deroga a quanto previsto dalla legge regionale del Lazio, tale divieto è stato in qualche modo superato potendo presentare richiesta a comuni limitrofi a quello di propria residenza in cui non vi fosse la medesima interdizione.

È ciò che ha fatto Valentina Rizzi, ideatrice di Bibliolibrò, libreria itinerante su tre ruote attiva dal 2013 soprattutto nella Capitale, con autorizzazione rilasciata dal comune di Pomezia, e vincitrice di un finanziamento pubblico della provincia di Roma – il Fondo Creatività – che ha coperto per l'80% l'acquisto del veicolo da lei scelto, un Ape Calessino d'epoca. Come ci spiega la libraia romana vari sono i limiti imposti a livello comunale in tutte le città italiane – a Roma introdotti dall'ordinanza sindacale n. 8/2011 – tra cui l'obbligo di svolgere la propria attività con un mezzo mobile e di esporre la merce unicamente su tale mezzo, escludendo l'esposizione a terra come pure l'uso di banchi, attrezzature o appendici che non facciano parte integrante del mezzo di trasporto. Per far fronte a tale impasse, Valentina ha dotato il suo Ape Calessino di alcune fioriere e di una ribaltina posizionata nel portabagagli dove espone circa 150 - 200 titoli per bambini e ragazzi, costituiti per il 99 % da albi illustrati, tra cui figurano – oltre a opere di piccole e medie case editrici dalle quali si rifornisce direttamente – anche 12 libri pubblicati dallo stesso Bibliolibrò, divenuto nel 2014 un marchio editoriale.




Tra le altre limitazioni cui i librai itineranti sono soggetti, di particolare rilievo risulta essere il vincolo temporale previsto da tutte le leggi regionali, sebbene con differenti specifiche. Di norma, infatti, è consentito sostare con il proprio mezzo solo il tempo strettamente necessario a effettuare le operazioni di vendita e questa generica indicazione è stata ripresa da varie regioni, tra cui la Lombardia che vieta inoltre di tornare sul medesimo punto nell'arco della stessa giornata e di posizionarsi a meno di 250 metri da altro operatore itinerante. Ovviamente tale disposizione non facilita il libraio itinerante nell'esercizio della propria attività, che necessiterebbe di una più lunga permanenza per poter essere svolta efficacemente. Questo problema è stato in parte risolto da Luca Santini, creatore di LibriSottoCasa ed ex titolare della libreria milanese di Largo Mahler, chiusa nel 2013. Per poter continuare il suo mestiere Luca si è munito di una cargo-bike – tramutabile all'occorrenza in un piano espositivo – con cui attraversa le strade di Milano svolgendo quattro diverse attività: la prima e più remunerativa è costituita dalla consegna a domicilio di libri – in genere difficilmente reperibili – ordinati dai suoi clienti che cerca di soddisfare in tempi assai celeri, recandosi tutti i giorni dai grossisti per poter battere in tempestività la concorrenza di Amazon; la seconda è rappresentata dai giri effettuati con la bicicletta in orari strategici e in zone di passaggio, ove la sosta è effettuata su richiesta del potenziale acquirente; la terza consiste nell'allestimento di aree espositive presso esercizi commerciali che gli mettono gratuitamente a disposizione un corner all'interno dei propri locali; la quarta infine è svolta su invito ricevuto da scuole e biblioteche o in occasione di eventi (presentazioni, fiere, mercatini, mostre e concerti), nel corso dei quali alla vendita di libri può abbinare anche letture ad alta voce. Pur con varie difficoltà a oggi l'attività di Luca Santini presenta un bilancio in positivo, soprattutto grazie all'abbattimento di costi fissi di gestione (affitto e utenze) e alla scelta di un mezzo di trasporto che, oltre a essere ecologico, risulta economico da mantenere e semplice da posteggiare.

Ci sono regioni, poi, che specificano la durata massima della sosta in uno stesso punto. Come ci racconta Manlio Rossi, in arte Gian dei Brughi, libraio itinerante attivo nelle Marche dal 2014 a bordo di un furgone, nella sua regione la permanenza nel medesimo luogo è permessa fino a un’ora, trascorsa la quale l'operatore è tenuto a spostarsi di almeno 500 metri, ai sensi della L.R. 27/2009. Anche in questo caso per ovviare al limite orario, Rossi si è dovuto ingegnare trovando «il sostegno di privati e conoscenti che mi danno la possibilità di fermarmi in zone libere, dove cerchiamo di creare un appuntamento fisso in modo che gli interessati sappiano del mio arrivo e si presentino all'ora concordata. La vendita itinerante vera e propria non è semplice da fare, perché indubbiamente le leggi sono state fatte pensando soprattutto ad attività di tipo alimentare». Un'ampia rete di relazioni con diverse realtà a suo parere risulta necessaria al sostentamento di un'attività che comunque comporta costi da non sottovalutare: la manutenzione ordinaria e straordinaria del furgone (capace di contenere fino a 600 titoli), le spese per la benzina, i pedaggi autostradali, i posteggi nei mercatini e talvolta anche le spese di vitto e alloggio in caso di spostamenti più lunghi.

A confermarci la complessità della gestione di una libreria itinerante è pure Alessandro Lana, proprietario di L'Ape Libraia Bartlebee su tre ruote e in passato anche di una sede stabile, Bartlebook a Sarzana in provincia di La Spezia, che per un certo periodo ha portato avanti contemporaneamente, non essendoci alcun divieto in merito alla coesistenza delle due attività. Tra le problematiche da lui riscontrate va sottolineata l'interdizione relativa ad alcune zone, come il centro storico. Tale disposizione certamente ha un più forte impatto in città di piccole dimensioni come La Spezia, rispetto a Roma e Milano dove pure vige il medesimo divieto, in quanto così facendo si limita l'attività ai soli quartieri periferici, economicamente meno redditizi e fuori da quei flussi turistici che Alessandro mirava inizialmente a intercettare, avendo nel suo assortimento guide di viaggio, libri tascabili, gialli e letture per l'estate. La Liguria risulta invece più tollerante per quel che concerne la durata della permanenza, stabilita da ogni singolo comune mediante apposito regolamento, ma di norma mai inferiore a un'ora.




Un'esperienza del tutto particolare è poi quella realizzata in Sicilia da Giovanni Lauritano, libraio ipovedente che ha trasformato una roulotte in una libreria itinerante per ragazzi chiamata Libertina, all'interno della quale ha collocato panche, tavolini e scaffali con centinaia di libri studiati per facilitare la lettura a chi come lui ha difficoltà con la pagina scritta. Nel corso delle soste la sua clientela può entrare all'interno del mezzo, dotato anche di pannelli solari che producono energia in modo ecosostenibile. Inoltre all'occorrenza il libraio può avvalersi di banchi mobili, il cui utilizzo è consentito dai regolamenti comunali di alcune città siciliane o dietro accordo preso con l'assessorato alla cultura in particolari occasioni. Coadiuvato dalla moglie e dallo scrittore Angelo Riccobene, Giovanni si muove attraverso la Sicilia tanto in modo autonomo quanto raccogliendo inviti da parte di istituzioni, scuole, parrocchie e privati, nonché partecipando a festival, fiere e mercatini.

Alla luce delle varie criticità rilevate, è nata in seno ad alcuni librai l'idea di unirsi creando una Federazione italiana librai itineranti (FILI), con l'intento di rappresentare in modo unitario le istanze e i diritti di questa nascente categoria. Promotrice dell'iniziativa è Valentina Rizzi di Bibliolibrò, che racconta così il progetto: «Innanzitutto abbiamo pensato a creare un codice deontologico e alcune regole di statuto per chi volesse aggregarsi. Come principali finalità ci proponiamo il sostegno della bibliodiversità e dei piccoli editori, nonché la collaborazione attiva con librerie stabili, biblioteche e scuole, volta a rinforzare le virtuose filiere del libro. Tra le nostre regole prevediamo l'obbligo del pagamento anticipato dei libri acquistati, nessun debito a tutela della reputazione del gruppo, pieno rispetto della legalità e delle norme vigenti in materia di commercio itinerante. Tra i punti di forza la possibilità di attivare collegamenti nazionali che rinforzino il nostro potere di acquisto presso gli editori, gli spazi di visibilità e la capacità di saper fronteggiare tempi di crisi con un fondo comune, nonché la nostra rappresentanza a livello istituzionale per ottenere un adeguamento della legislazione in vigore che tenga conto del nostro particolare ruolo».

Per cominciare a dare concretezza a questa idea è stato organizzato da Valentina il primo raduno di bibliolibrai su ruote nel corso del Minifestival del Libro Itinerante, svoltosi a Roma lo scorso aprile e giunto alla sua quarta edizione. In attesa di vedere come evolverà la situazione, viene spontaneo rievocare le parole di Luciano Bianciardi, che negli anni '50 ideò il Bibliobus, un furgone trasformato in biblioteca con cui lo scrittore portava i libri in campagna, dove diversamente non sarebbero mai arrivati: «Se la gente non va dai libri, saranno i libri ad andare dalla gente».

L'autore: Ilaria Costanzo

Laureata in Lettere con specialistica in Editoria e giornalismo, ho lavorato come redattrice per case editrici e periodici. Mi occupo di promozione culturale, collaborando con associazioni ed enti di cultura. Tra i miei interessi, i nuovi trend dell'industria libraria.

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