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Librerie

La maledizione del «Se ti è piaciuto questo ti piacerà anche...»

di E. Draghi notizia del 5 marzo 2013

Attenzione, controllare i dati.

Il successo di alcuni tra i più grandi siti di e-commerce del mondo è spesso stato ricondotto alla precisione dei suoi algoritmi. Ma nella frase «Se ti è piaciuto questo prodotto ti consigliamo…» incappiamo ormai sempre più spesso. Sulla sua efficacia le opinioni degli analisti sono spaccate in due fazioni contrapposte: c’è chi considera l’algoritmo infallibile – se fatto bene – e chi invece sostiene che la perspicacia e la sensibilità della mente umana non siano riproducibili da nessun surrogato artificiale.
A quest’ultima scuola di pensiero fa riferimento anche Fuzz, una start-up lanciata lo scorso anno, che ha fatto della filosofia «robot-free» il suo elemento distintivo. Fuzz è un progetto di «people-powered radio» ossia una piattaforma tramite cui è possibile scoprire nuova musica consigliata da altri utenti «umani». La start-up infatti invita i suoi utenti a creare la propria «stazione radio» nella convinzione che la sensibilità e l’orecchio degli amanti della musica possano ancora trasmettere qualcosa che nessun algoritmo è in grado di eguagliare. Quindi per Fuzz le recensioni più interessanti provengono sempre da un essere umano.
Ma gli autori hanno davvero ancora qualche possibilità di sopravvivere nell’era in cui il monitoraggio automatico dei contenuti rischia di diventare la nuova «bibbia» della creatività?
Grazie al Kindle, Amazon e gli altri siti di e-commerce proprietari di device sono in grado di raccogliere una vastissimo patrimonio di informazioni sulle abitudini di lettura dei propri utenti: quali libri finiscono e in quanto tempo, quali abbandonano a metà, quali le parti che saltano e quelle su cui invece si soffermano. Sulla base di questi dati il retailer è potenzialmente in grado di creare il libro perfetto (ricordiamo che Amazon, per esempio, ha una propria divisione editoriale) quello che ciascuno di noi desidererebbe leggere. E in più conosce i comportamenti d’acquisto dei clienti.
Allora il futuro è già scritto? Non è proprio così. FiveBooks, un sito dedicato agli amanti della lettura, applica il modello di Fuzz ai libri. Anche qui la logica è che l’intelligenza umana sia in grado di superare gli algoritmi. E allora, se Amazon ha i suoi algoritmi per i consigli ai lettori, FiveBooks può contare sulle recensioni di personalità autorevoli come Paul Krugman, Harold Bloom e Ian McEwan, piazzandosi così in tutt’altra scala.
Sembra quindi che gli editori italiani e internazionali si trovino di fronte ad un bivio: quale metodo privilegiare? Probabilmente, come sempre, in medio stat virtus. La recensione migliore è quella che lascia all’utente lo spazio per scegliere tra la recensione automatizzata e quella umana. L’equilibrio tra le due è fondamentale e non è sempre detto che quella logaritmica sia meno accurata di quella di un recensore in carne ed ossa.

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