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Librerie

Gli e-book che si prendono come i caffè

di G. Pepi notizia del 20 luglio 2011

Attenzione, controllare i dati.

Non è la prima volta che ci si prova. Mettere in vendita i libri, tendenzialmente best seller, nelle macchinette delle stazioni metropolitane e ferroviarie è un tabù – non si sa bene quanto remunerativo – sdoganato da tempo nelle grandi metropoli italiane. Ma al libro digitale, in Italia, ancora non ci si aveva pensato.
In Giappone invece sì, ed è così che qualche settimana fa alla Tokio Book Fair visitatori rotti ad ogni esperienza quando si parla di canali di vendita, hanno potuto stupirsi di fronte al prototipo dell’e-book vending machine esposta dalla Glory, azienda giapponese sviluppatrice di questa e di altre curiose quanto stravaganti «macchinette».
Il funzionamento pare ancora un po’ macchinoso. Una volta scelto il proprio titolo si paga e si ottiene una ricevuta con incorporato un QR code da fotografare con il proprio smartphone o iPad. Il codice riporta così al link diretto per il download del proprio libro.
L’idea è certamente curiosa e perfezionabile (perché, ad esempio, non fare in modo di poter collegare direttamente il proprio reader alla macchina?) ma, ipotizzando che possa avere un mercato, chi mai sceglierebbe di utilizzare un rivenditore fisica senza nemmeno i vantaggi della presenza umana offerti dalla libreria per acquistare un prodotto digitale che potrebbe a quel punto comprarsi comodamente da casa propria?

             


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