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Contenuti on demand, Anica crea uno store on line

di E. Draghi notizia del 27 novembre 2012

Attenzione, controllare i dati.

Southpark è una serie televisiva animata americana dai toni irriverenti e spesso politically uncorrect che, tuttavia, ha il merito di essere sempre sul pezzo e di raccontare le grandi trasformazioni del nostro tempo in maniera ironica e divertente. Nella puntata dello speciale Halloween di quest’anno, Southpark paragonava il mercato del videonoleggio e i negozi della nota catena Blockbuster, fallita non molto tempo fa, allo spaventoso albergo di Shining. Luoghi senza più alcun legame con la realtà, infestati da fantasmi nostalgici e spauracchi per le tecnologicissime nuove generazioni.
È per questo che siamo lieti di dare notizia di un’iniziativa che ci sembra un segnale del fatto che l’industria italiana dei contenuti è al passo coi tempi, nonostante la crisi.
Aprirà infatti a dicembre il primo negozio digitale dedicato ai film italiani. Il nuovo servizio, Anica On Demand, costruito dall’associazione che rappresenta l’industria cinematografica italiana, offrirà per la prima volta oltre 800 titoli noleggiabili da pc, tablet, console e smart tv.
Riccardo Tozzi, presidente dell’Anica ha parlato di «prezzi concorrenziali» per i film di catalogo, non sempre facili da reperire in Dvd. Un servizio innovativo che l’Associazione offre al pubblico in generale e ai suoi associati in particolare, consentendo alle loro opere cinematografiche di raggiungere una notevole visibilità e diventando una vetrina importante per la promozione del patrimonio culturale italiano in digitale.
Una rivoluzione insomma, o qualcosa che le somiglia. Anche perché ormai è chiaro che questo sarà uno dei principali mezzi di fruizione del cinema. I dati lo confermano: nonostante le attuali contingenze economiche negative infatti, nel corso dell’ultimo anno i mercati digitali consumer, ovvero quei mercati che si rivolgono al consumatore finale e che si basano su piattaforme digitali come Pc, tablet, smartphone e Internet Tv, sono cresciuti in Italia del 14%, per un valore complessivo di 16.218 milioni di euro (Fonte: School of Management del Politecnico di Milano). Secondo questi dati, presentati ad ottobre in occasione del convegno Ict & Gaming: trend emergenti e soluzioni consolidate, il 56% del valore complessivo dei mercati digitali consumer proviene dall’e-commerce (9.137 milioni), il 31% (4.952 milioni) dalla vendita di contenuti e servizi digitali e il 13% (2.129 milioni) dalla pubblicità sui canali digitali, comparti che, rispetto al 2011, sono cresciuti rispettivamente del 18%, 7% e del 13%. Per quanto riguarda il mercato dei contenuti digitali a pagamento, interessante è notare che, benché i ricavi dalle vendite di abbonamenti premium alle cosiddette Sofa-Tv digitali siano rimasti pressoché stabili, a crescere sono stati in modo particolare i contenuti digitali e servizi di Pc (+ 23%)
Tornando ad Anica On Demand saranno circa duemila le pellicole che potremo acquistare o «affittare» (in streaming) via Internet a partire da dicembre su qualsiasi supporto.
Ci sembra di poter dire infatti che la parola chiave di questa iniziativa è «multi-accessibilità», un concetto che tutte le associazioni dell’industria dei contenuti dovrebbero fare proprio. Ci troviamo infatti nell’era del New Internet, in cui cioè l’accesso a Internet e ai contenuti digitali non avviene più solamente attraverso personal computer e il browser, ma mediante l’utilizzo di tablet, smartphone, Internet TV e applicazioni. È dunque bene che si cominci a riflettere sulla necessità che i contenuti siano disponibili in digitale in versione multipiattaforma e multidispositivo, in modo da poter garantire da una parte una distribuzione che sia la più ampia possibile e, dall’altra, una buona fruizione da parte dell’utente.


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