Il tuo browser non supporta JavaScript!
Librerie

Che ne sarà di noi? L’editoria nel 2014 secondo gli esperti USA

di E. Draghi notizia del 7 gennaio 2014

Attenzione, controllare i dati.

Il 2013 è concluso ed il 2014 è cominciato senza clamori. Il bisogno di sapere cosa ne sarà in futuro degli editori è impellente e le incertezze sono tante. In mancanza di profezie – pare che Nostradamus non si sia preoccupato del domani del libro di carta e che abbia del tutto ignorato la rivoluzione digitale – vi proponiamo le cassandre di Digital Book World ovvero le opinioni di una squadra di esperti del mondo editoriale su cosa sarà dell’editoria nel 2014. Si tratta di ipotesi riguardanti il mercato americano e proprio per questo «spie» di quanto potrebbe accadere in Europa nel prossimo futuro.

1. Barnes & Noble chiuderà i battenti oppure venderà il Nook per diventare privata
Ad un certo punto pareva che Barnes & Noble sarebbe diventata competitor diretto di Amazon nel mercato degli e-book. Nel 2010 e 2011 la quota di mercato del Nook sul mercato digitale degli Usa si aggirava intorno al 25%. Nel 2012 Microsoft e Pearson investivano cifre ingenti scommettendo sulla vittoria del noto e-reader nella battaglia con Amazon, Apple e gli altri. Ma anche in quei caldi giorni di speranza quando William Lynch (ceo di B&N) rassicurava gli investitori affermando che presto il device targato B&N non sarebbe più stato in perdita e che le vendite dell’e-reader avrebbero presto subito un’impennata il motto era, per dirla con George R. R. Martins, «winter is coming».
Nel 2013 non solo il Nook era ancora in perdita ma crollavano anche le vendite di dispositivi e contenuti. Nel suo ultimo trimestre la divisione Nook registrava un fatturato di 109 milioni di dollari contro 160 dello stesso periodo nell’anno precedente.
Secondo il fondatore della start-up per la discovery di e-book Jellybooks, Andrew Rhomberg, l’unica opzione di B&N per arrestare le crescenti perdite registrate dal Nook è vendere o cessare l’attività. Un potenziale acquirente sembrava potesse essere Microsoft, ma anche quella speranza finì per affievolirsi lentamente. Liberatasi del Nook B&N potrebbe considerare l’idea della privatizzazione. La tradizionale attività di libreria potrebbe infatti rivelarsi una scommessa vincente per gli anni a venire, sebbene non sia esattamente il tipo di business che invoglia gli investitori ad aprire i portafogli.

2. Amazon farà la fine di B&N… e nel 2014 aprirà i propri punti vendita fisici
Come abbiamo a nostra volta segnalato, di recente Amazon ha investito nella creazione di succursali fisiche – che volgarmente potremmo definire come un servizio di «armadietti» per la consegna delle merci – a disposizione dei propri utenti. Il colosso di Seattle ha inoltre aperto un pop-up store nel pieno centro di San Francisco che, come suggeriva la sua stessa natura, dopo un certo periodo ha chiuso i battenti. Tuttavia era da tempo che il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, accarezzava l’idea di affermarsi anche con una presenza fisica. Uno store fisico avrebbe la funzione di showroom per i prodotti a marchio Amazon, dal Kindle ai libri, un luogo dove i clienti avrebbero la possibilità di toccare e sentire le prossime novità di Amazon, che potrebbero essere difficili da vender on line.

3. Gli editori potrebbero vendere e acquisire beni per verticalizzare le loro imprese
Negli ultimi anni l’attività finanziaria nel mondo dell’editoria è aumentata vertiginosamente. L’avvenimento più rilevante è stato senza dubbio la fusione tra Penguin e Random House, ma non dimentichiamo l’acquisizione di Thomas Nelson da parte di HarperCollins o quella di Hyperion da parte di Hachette. Anche in Italia quelle delle concentrazioni e verticalizzazioni sta diventando una tendenza di mercato e non solo per gli editori (cfr. il caso Librerie Galla-Libraccio o la partnership tra i distributori cattolici aderenti a Proliber)

4. Il mercato del libro illustrato sarà messo a dura prova
A differenza della lettura immersiva – ovvero romanzi e saggi in formato solo testo – quella dei libri illustrati non è stata ancora declinata in digitale.
Autori ed editori continueranno ad innovare servendosi delle nuove tecnologie digitali per creare nuove, impressionanti forme di contenuti digitali per deliziare i lettori che tuttavia, per molti di questi nuovi prodotti, non sono abbastanza. Come se non bastasse, tali pubblicazioni devono sostenere anche la concorrenza di Internet e delle applicazioni dove è possibile reperire gratuitamente o a bassissimo prezzo molti dei contenuti e delle illustrazioni che una volta erano patrimonio esclusivo di questo genere di letteratura.
Il mercato del libro illustrato è dunque in difficoltà negli States, per il 2014 la produzione potrebbe diminuire e alcuni piccoli editori potrebbero trovarsi in cattive acque. A soffrire di più saranno i libri che non rientrano nelle varie categorie del fai-da-te che difficilmente potranno trovare una collocazione al di fuori delle librerie.

5. Il fatturato degli e-book continuerà a diminuire e gli editori rincorreranno nuovi flussi di reddito
Nel 2013 la crescita del libro digitale negli Usa ha subito un notevole arresto. Gli editori, sempre più in difficoltà anche a causa dell’aumento del potere di Amazon, loro principale cliente sia per i libri fisici che per gli e-book, cominceranno a cercare nuovi modi per generare profitto.
Secondo Richard Nash, imprenditore editoriale e ex vice precedente della start-up di digital publishing Small Demons, ora chiusa, molti editori espanderanno il loro business in direzione di conferenze e formazione, cose difficili da replicare e mercificare. Oppure potrebbero decidere di inseguire clienti istituzionali di grandi dimensioni, come il servizio professionale di sottoscrizione di libri digitali di Safari, che tra i suoi principali clienti può annoverare il Dipartimento di difesa americano.

6. Altri editori abbracceranno il modello di lettura di e-book ad abbonamento come quello offerto Oyster o Scribd
Se la possibilità di sottoscrivere degli abbonamenti per la lettura di libri digitali pareva per molti essere un sogno irrealizzabile, da quest’anno le cose potrebbero cambiare.
Nel 2011 Amazon lanciava la Kindle Owner’s Lending Library, servizio che consente ai sottoscrittori di Amazon Prime che possiedono anche un Kindle di prendere in prestito un e-book gratis al mese. Tuttavia le limitazioni e il catalogo di titoli a disposizione hanno allontanato molto il servizio dal diventare lo Spotify degli e-book. Esistono naturalmente anche altri servizi del genere ma anch’essi sono assai lontani dall’essere rivoluzionari.
La differenza potrebbero invece farla Oyster, eReath (oggi Entitle) e Scribd, tutti lanciati nell’ultima parte del 2013, tutti servizi di abbonamento a libri digitali a fasce di prezzo abbordabili e con cataloghi di alcuni grandi editori.

7. Sempre più editori lanceranno riviste e siti Web appositamente per catturare l’interesse dei lettori e cominceranno a vendere gli e-book direttamente agli utenti finali
Sono molti gli editori ad aver già intrapreso questa strada: l’esempio più noto è certamente quello di Simon & Shuster che ha lanciato un portale on line multi piattaforma Hot Bed, dedicato ai romanzi per adulti. L’utilizzo di questi portali serve per coinvolgere i fan e invogliarli ad acquistare e-book, HarperCollins ha recentemente lanciato una serie di siti – tra cui uno dedicato esclusivamente al mondo di Narnia – a questo scopo.

8. Aumenterà il peso dei dati quantitativi nel processo decisionale degli editori
Se una volta le decisioni editoriali si basavano prevalentemente sull’istinto oggi, grazie al monitoraggio dei retailer on line, alle piattaforme di social media, alle ricerche di mercato gli editori hanno accesso ad un numero enorme di informazioni e dati.
Nel 2014 queste informazioni assumeranno un’importanza strategica in tutti i processi decisionali del mondo editoriale. La cattiva notizia? C’è una crescente consapevolezza che non tutti questi dati sono affidabili quanto si credeva o sperava.

9. Più sperimentazioni sul prezzo
Nel 2014 il prezzo degli e-book continuerà a calare. Perché? I rivenditori statunitensi continueranno a usare questa leva per contendersi i consumatori e gli editori sanno che abbassando il prezzo la gente sarà maggiormente predisposta a scoprire qualcosa di nuovo. In Italia per il momento si tratta di un problema cui la Legge Levi ha messo un freno, nonostante non manchino polemiche sulle sue «scappatoie».

10. I big five metteranno a disposizione delle biblioteche i loro cataloghi di e-book per l’acquisto
Nel 2012 i bibliotecari americani lamentavano il fatto che molti importanti editori non vendevano i loro e-book alle biblioteche (o li vendevano a condizioni estremamente sfavorevoli per quest’ultime).
Nel 2013 le cose hanno cominciato a cambiare e oggi tutti – a condizioni diverse – fanno affari con gli istituti di pubblica lettura, una strada che anche in Italia potrebbe presto crescere di importanza (basta pensare alla crescita del servizio offerto da MediaLibraryOnLine).


Inserire il codice per il download.

Inserire il codice attivare il servizio.