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Lettura

Usa. L'identikit del non lettore

di Denise Nobili notizia del 4 aprile 2018

Attenzione, controllare i dati.

Ogni tipo di ricerca fatta sulle abitudini di lettura e sui consumi culturali è utile senz’altro per identificare meglio il pubblico di riferimento per chi i libri li progetta, li fa e — soprattutto — li vuole vendere. È importante per l’editore avere bene chiaro in mente chi è il lettore che potrà essere interessato ad acquistare un titolo, per capire come confezionarlo al meglio in modo che risponda ai suoi bisogni e alle sue esigenze.

Allo stesso tempo, però, diventa fondamentale sondare anche il campione contrario, quello dei non lettori. Si tratta di un mercato potenziale per l’editoria, che partendo dal suo identikit potrebbe capire come è meglio muoversi per incuriosirlo e farlo leggere (non solo per svago, ma magari proprio andando a riscontrare un bisogno inespresso di formazione).

È quello che fa l’ultima ricerca del Pew Research Center sulla popolazione americana adulta, di cui ben il 24% non ha letto un libro nello scorso anno, sia cartaceo che digitale (e-book, audiolibro). L’indagine cerca di delineare la figura del non lettore, intrecciando i dati di non lettura con quelli demografici.

Ne emerge che i non lettori sono soprattutto persone con un titolo di studio più basso: il 37%, una percentuale cinque volte più alta rispetto a quella dei non lettori tra chi ha intrapreso un percorso universitario dopo il college (7%). Uno scarso interesse per il mondo del libro che si accompagna anche a una scarsa propensione a possedere uno smartphone. Al contrario, chi ha un titolo di studio superiore si mostra più interessato verso la tecnologia e i vari tipi di device, che spesso utilizza proprio per leggere e-book, addirittura preferendo tablet e smartphone agli e-reader.

È più facile trovare non lettori negli strati di popolazione con reddito famigliare più basso (inferiore ai 30 mila dollari): 36% contro il 18% di chi ha un reddito medio (tra i 30 e i 75 mila dollari) e contro il 13% di chi ha un reddito superiore ai 75 mila dollari. Guardando all’etnia, è quasi doppia la percentuale di non lettori tra gli ispanici rispetto a quella tra i bianchi (38% vs. 20%), in particolare si tratta soprattutto di ispanici nati all’estero e solo in seguito trasferitesi negli Stati Uniti.

Infine, risultano meno significativi i dati che emergono confrontando il genere dei lettori, la residenza (città o campagna), e persino l’età (anche se è vero che dopo i 50 anni la percentuale di non lettori sale al 28%, contro il 20% del campione dalla maggiore età ai 50).

La ricerca di Pew Research è stata condotta a inizio di questo anno sui 12 mesi precedenti e può essere confrontata con le analoghe analisi annuali sulla non-lettura: la prima, nel 2011, aveva registrato un 19% di non lettori negli Stati Uniti, una percentuale più o meno stabile negli anni con un picco negativo nel 2015, quando era arrivata ben al 27%.

Rimane, invece, coerente con le descrizione degli scorsi anni l’identikit del non lettore emerso da queste indagini: titolo di studio più basso, reddito famigliare sotto i 30 mila dollari, etnia ispanica. Un profilo che corrisponde con quello delineato in una ricerca del 2016 sull’abitudine di frequentazione della biblioteca pubblica negli Stati Uniti: il non lettore americano coincide con chi non è mai stato in una biblioteca. Una dato interessante perché in qualche modo fa emergere la necessità di una campagna di promozione della lettura e soprattutto di informazione sulle possibilità esistenti in fatto di pubblica lettura.

L'autore: Denise Nobili

Laureata in Filologia, mi sono poi specializzata e ho lavorato in comunicazione, approdando infine al Master in Editoria della Fondazione Mondadori. Sono interessata a tutto ciò che è comunicazione della cultura, nuovi media, e mi affascinano gli aspetti più pop e innovativi del mondo del libro.

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