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Lettura

Stati Uniti, il 73% ha letto almeno un libro (e probabilmente era cartaceo)

di Camilla Pelizzoli notizia del 5 settembre 2016

Attenzione, controllare i dati.

Gli statunitensi confermano la loro propensione alla lettura: nell’ultimo sondaggio portato avanti dal Pew Research Center, infatti, ben il 73% degli statunitensi hanno affermato di aver letto almeno un libro nei mesi precedenti dell’anno in corso. Una percentuale cresciuta di un punto rispetto a quella dell’anno passato (72%), ma in calo rispetto al 2011, quando a leggere almeno un libro era quasi l’80%.


Nonostante l’enorme quantità di contenuti attualmente disponibile sul mercato americano, dunque, i libri continuano a mantenere la propria importanza nell’ambito dell’intrattenimento e della formazione: tant’è che, andando oltre al «singolo libro» sufficiente ai fini della statistica appena vista, la ricerca rivela che gli statunitensi leggono in media di 12 libri l’anno (a cui corrisponde un valore mediano – ovvero dell’individuo «tipico» – di 4 libri l’anno). Numeri che si sono mantenuti stabili sin da quando il Pew Research Center ha cominciato a proporre questo sondaggio.

Ci sono altri dati, però, che possono rivelarsi di maggiore interesse rispetto alla semplice percentuale dei lettori: la ricerca, infatti, non si limita a chiedere se e quanto si legge, ma anche in che formato e con che motivazione. Si va così a creare un profilo che mostra le diverse attitudini del lettore a seconda del gruppo demografico d’appartenenza; uno strumento utile per poter riflettere sullo stato della lettura (e quindi dell’editoria) negli Stati Uniti.

Print books continue to be more popular than e-books or audio books

Uno dei dati che più ha attirato l’attenzione della stampa, ad esempio, è stata la generale stabilità del formato cartaceo: ben il 65% di chi ha letto almeno un libro, infatti, ha deciso di farlo con un titolo stampato, e il 38% dei lettori ha affermato di aver letto solo libri in questo formato nei dodici mesi precedenti. Il che non sta affatto a dire che gli e-book stiano uscendo dalla circolazione – nonostante stiano passando un periodo di leggera stagnazione del mercato – ma sottolinea come la carta non sia destinata a scomparire, perlomeno non in tempi brevi come molti ipotizzavano. Questo in parte è dovuto, probabilmente, al fatto che i lettori «forti» sono soprattutto persone laureate, tra i 30 e i 65 anni, a proprio agio con la tecnologia ma ancora legati – per comodità, per abitudine, per affetto magari – al formato con cui sono cresciuti. Anche i ragazzi tra i 18 e i 29 anni mostrano un forte gradimento per i libri cartacei, ma più nell’ottica di una commistione con il digitale (tant’è che risultano i lettori con percentuali più alte in tutti i formati).

In linea più generale, dunque, la preferenza per il cartaceo non sta a significare che gli e-book abbiano subito una battura d’arresto: piuttosto, come abbiamo accennato, hanno continuato a procedere sui binari più stabili che stanno percorrendo da un paio d’anni a questa parte, affiancandosi per l’appunto alla lettura su carta. Il 28% degli statunitensi, infatti, legge in tutti i formati (carta, digitale e audio): una percentuale di tutto rispetto, composta principalmente da giovani (il 35% dei ragazzi tra i 18 e i 29 anni ha letto almeno un e-book, la percentuale più alta tra tutti i gruppi d’età presi in considerazione). Inoltre, la lettura digitale sta crescendo anche tra quei gruppi demografici che generalmente mostrano percentuali più basse, come coloro che non hanno frequentato il college, oppure di etnia non caucasica: un’informazione importante, perché concretizza le possibilità che gli e-book hanno di riuscire a raggiungere anche chi generalmente entra meno in contatto coi libri, creando nuovi lettori o «rafforzando» chi leggeva meno.

More Americans are reading books on tablets and cellphones, even as dedicated e-reader use has remained stable

Questi ultimi dati si ricollegano anche a quelli raccolti dal Pew sui device utilizzati per la lettura digitale. Mentre l’utilizzo di e-reader rimane stabile (si passa dal 7% del 2011 all’8% di quest’anno), l’uso di tablet e smartphone è passato rispettivamente dal 4% al 15% e dal 5% al 13% (sempre dal 2011 a oggi): e sono proprio i tablet e gli smartphone gli strumenti che i gruppi demografici citati nel paragrafo precedente utilizzano maggiormente per avere accesso a internet e attraverso cui entrano in contatto con i libri. In particolare, gli afroamericani sono i maggiori lettori su smartphone (16%, contro il 13% dei caucasici e l’11% degli ispanici). Dunque, benché la crescita di queste percentuali non sia stata repentina come quella a cui gli e-book ci avevano abituato – forse in parte a causa dell’«affaticamento digitale» evidenziato da altri sondaggi – possiamo dire con certezza che, per certi gruppi demografici, il futuro della lettura passa attraverso gli smartphone (ed è uno dei motivi per cui sta crescendo anche l’importanza delle app in ambito editoriale).  

Un altro dato piuttosto interessante riguarda l’ascolto degli audiolibri. Sebbene le vendite siano aumentate molto, tanto da essere ritenuta una delle nicchie più interessanti al momento, la percentuale di statunitensi che li utilizza è cresciuta di tre soli punti percentuali rispetto al 2011 (dall’11% al 14%). Bisognerà quindi attendere per capire quali saranno gli effettivi sviluppi di un mercato che, per quanto interessante, per mantenersi sui livelli di crescita mostrati deve in grado di creare una base di lettori solida.

Cosa ci dicono tutti questi dati, in linea generale? Innanzitutto, che la lettura resiste negli U.S.A., anzi, mostra segni di buona salute; in parte grazie alla stabilità del libro cartaceo, che rimane senz’altro il formato preferito, in parte grazie alle novità introdotte dal digitale e dai device collegati, che sembrano avere modo di raggiungere chi non era toccato dai titoli cartacei e, quindi, aumentare la base di lettori. Una commistione che, se ben sfruttata dal nostro settore, potrebbe portare a ottimi risultati, magari facendo anche da esempio anche per altri mercati.

Cellphones play a relatively prominent role in the e-reading habits of non-whites, those who have not attended college         College graduates are especially likely to read books in both print and digital formats 

L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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