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Lettura

Lettura digitale: troppo rapida, a discapito della comprensione

di Denise Nobili notizia del 25 ottobre 2017

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Uno studio pubblicato da Patricia A. Alexander e Lauren M. Singer, ricercatrici dell’Università del Maryland, mostra come i nativi digitali facciano più fatica a comprendere nei dettagli un testo quando letto in versione digitale, andando a confermare risultati analoghi sui metodi di studio emersi da altre ricerche.

Le due studiose si occupano da sempre di apprendimento e le loro ricerche riguardano le modalità attraverso cui avviene la comprensione di un testo, in particolare analizzando cosa cambia a seconda del medium di lettura. Il loro ultimo studio pubblicato si focalizza sulle differenze tra la lettura cartacea e quella digitale tra i cosiddetti nativi digitali che oggi frequentano il college.

Negli ultimi dieci anni in tutti gli Stati Uniti si è assistito alla progressiva trasformazione delle scuole in  un luogo sempre più digitale: investimenti spesso cospicui sono stati fatti per l’acquisto di device per la lettura in classe e, allo stesso tempo, specifiche legislazioni hanno spinto verso la conversione dei libri di testo in digitale. Fin dal suo apparire, questa urgenza nasceva dall’idea che bisognasse aggiornare le classi e i metodi didattici in linea con studenti diversi da quelli delle generazioni precedenti: i nativi digitali sono cresciuti a contatto con ogni tipo di tecnologia, così si è pensato che fossero più portati ad apprendere attraverso il supporto di lavagne digitali, tablet, e-reader e altri device.

A un campione di studenti del college sono stati, quindi, sottoposti due testi con medesimo livello di difficoltà, uno su supporto cartaceo e l’altro digitale. Dopo la lettura, agli studenti sono stati fatti alcuni test di comprensione: individuare i punti chiave e il messaggio principale veicolato dal testo, domande di carattere più analitico, infine è stato chiesto loro di dare un giudizio sul livello della propria performance.

I risultati e le risposte date hanno fatto emergere delle differenze sostanziali tra i due tipi di lettura. Innanzitutto la maggior parte degli studenti ha indicato di preferire la lettura su supporto digitale, mostrando anzi la convinzione che la loro comprensione del testo online fosse migliore di quella del testo su foglio. Se, in effetti, non è stata rilevata alcuna differenza nei risultati sulla comprensione a un livello più superficiale e generale – ­­­­­nelle risposte sul messaggio principale e sui punti chiave del testo –, i risultati del test hanno rovesciato le aspettative degli studenti su un livello di comprensione più profonda: la quasi totalità del campione ha mostrato risultati migliori nella comprensione del testo cartaceo nelle domande più specifiche e su più livelli di penetrazione del significato. ­

Una difficoltà che però potrebbe essere superata cambiando semplicemente le proprie abitudini di lettura digitale: confrontando studenti che avevano raggiunto bassi risultati nella comprensione del testo con studenti che invece non avevano avuto problemi, le due ricercatrici infatti hanno scoperto che la discriminante che caratterizza i due gruppi è la velocità di scorrimento durante la lettura. Gli studenti che si sono concessi una lettura più lenta hanno avuto risultati migliori, di contro quegli studenti che anche per leggere hanno confermato l’abitudine a utilizzare il device con un uso molto dinamico e focalizzato su pochi elementi.

Ciò che però è importante sottolineare è che rispetto ai primi studi che mostravano come i ragazzi tendessero a preferire il supporto cartaceo per lo studio, relegando l’uso dei device digitali per altre attività legate al tempo libero, ora si registra una volontà da parte degli studenti di utilizzare anche supporti digitali per leggere e studiare. Un cambiamento che è avvenuto sul lungo periodo, si parla di decenni, ma che dimostra come, in realtà, nulla può essere dato per definitivo quando si parla di digitale e di metodi di apprendimento.

L'autore: Denise Nobili

Laureata in Filologia, mi sono poi specializzata e ho lavorato in comunicazione, approdando infine al Master in Editoria della Fondazione Mondadori. Oggi lavoro come editor al Giornale della Libreria, e mi occupo di accessibilità digitale in Fondazione LIA.
Sono interessata a tutto ciò che è comunicazione della cultura, nuovi media, e mi affascinano gli aspetti più pop e innovativi del mondo del libro.

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