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Lettura

Leer abre puertas. La lettura tra i giovani in Argentina

di Denise Nobili notizia del 20 novembre 2018

Attenzione, controllare i dati.

In questi giorni è stata lanciata in Argentina la campagna «Leer abre puertas», per promuovere i libri e la lettura soprattutto tra i giovani del Paese, pensata dalla fondazione El libro e Consiglio Pubblicitario dello Stato, organizzazione che si occupa della creazione di campagne di sensibilizzazione e promozione di temi considerati di pubblica utilità.

Se non è ancora ben chiaro in che modo e con quali iniziative concrete le due organizzazioni vorranno muoversi per promuovere la lettura in Argentina, è comunque interessante analizzare l’assunto da cui sono partite. La campagna prende mossa infatti da un’indagine e una serie di interviste fatte negli ultimi due anni, uno studio volto a indagare le abitudini di lettura dei giovani argentini.

La campagna vuole essere la risposta a una situazione di emergenza percepita dalle realtà del libro argentine da diversi anni. Secondo un’indagine organizzata nel 2016 dalla Asociación de Diarios del Interior de Argentina su un campione di 1.600 ragazzi tra i 14 e i 18 anni, soltanto il 15% degli adolescenti acquistano libri, e soltanto il 30% afferma di leggere dei libri non per studio o motivi scolastici.

Se i dati sembrano preoccupanti, la fondazione El libro sottolinea però che, dalle interviste tenute durante i due anni di studio che precedono la campagna, è emersa una percezione diversa di cosa significa «lettura» per i giovani: una concezione più ibrida rispetto a quella tradizionale legata solo al formato libro cartaceo, dovuta anzitutto al moltiplicarsi dei formati digitali e alla fruizione attraverso nuovi canali, spesso gratuiti. È significativa una tra le risposte raccolte tra i ragazzi: «Oggi è impossibile che qualcuno non legga, visto che leggiamo tutto il tempo anche se con formati diversi. Non penso che esistano “non lettori”, così come non è vero che soltanto un libro può definirti “lettore”».



Dalle interviste tenute a un campione di 40 giovani tra i 16 e i 28 anni è emersa come componente forte la tendenza a scegliere narrazioni che non si concludono con un solo libro: vengono preferite le saghe, meglio se c’è la possibilità di fruirle anche attraverso un parallelo canale audiovisivo, quindi con adattamenti film, serie tv o mini serie. Questa preferenza è mostrata soprattutto tra i «lettori forti» del campione (chi legge almeno 5 libri all’anno), che si dicono attratti dalla serialità a leggere subito il seguito della storia che hanno appena terminato. Ma chi legge di più è anche chi è disposto a spaziare di più tra diversi generi, autori e tematiche.

Tra le barriere rilevate alla lettura emergono il prezzo del libro, percepito come troppo costoso soprattutto rispetto ai molti contenuti che si trovano online gratuitamente, e l’imposizione da parte degli insegnanti di libri e schede di lettura, avvertiti dagli studenti più come castighi. Ma un altro dato sembra preoccupante: i ragazzi affermano di non leggere perché la lettura esige un impegno in termini di tempo e di attenzione che di fatto annulla il piacere.

Insomma, ciò che sarebbe cambiato nel modo di vedere il libro non è una concezione negativa della lettura in sé (gli intervistati riconoscono il libro come un oggetto portatore di valore), piuttosto sarebbe avvenuta una perdita di attrattiva da parte del libro nei giovani, dovuta soprattutto al contesto sempre più complesso e iperstimolante, con diverse offerte di contenuti e da diversi canali di fruizione.

Bisogna anche considerare che tutte le indagini tenute in Argentina negli ultimi anni sui comportamenti di lettura in un pubblico giovane non considerano la lettura digitale, di fatto escludendo gli e-book, le riviste e i giornali digitali. Una tipologia di fruizione che però normalmente risulta più forte proprio tra i più giovani.

La domanda rimane la stessa che ci si pone anche nel nostro Paese: cosa può essere indicato come lettura oggi? Quando si registrano dei cali negli indici di lettura tra i giovani vale sempre la pena interrogarsi sul metodo di indagine e cercare di capire piuttosto come oggi la lettura si sia evolvendo in qualcosa sempre più complesso, che va ben oltre il solo oggetto libro.

L'autore: Denise Nobili

Laureata in Filologia, mi sono poi specializzata e ho lavorato in comunicazione, approdando infine al Master in Editoria della Fondazione Mondadori. Oggi lavoro come editor al Giornale della Libreria, e mi occupo di accessibilità digitale in Fondazione LIA.
Sono interessata a tutto ciò che è comunicazione della cultura, nuovi media, e mi affascinano gli aspetti più pop e innovativi del mondo del libro.

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