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Lettura

Le biblioteche scolastiche e aziendali al centro di #ioleggoperché 2016

di Camilla Pelizzoli notizia del 11 ottobre 2016

Attenzione, controllare i dati.

Si ricomincia: #ioleggoperché è alle griglie di partenza, pronto a dare il via alla sua seconda edizione. Insieme ai molti testimonial, ai Messaggeri, alle librerie, agli editori, alle associazioni, ai cittadini e a tutti coloro che renderanno possibile questo progetto, dal 22 al 30 ottobre si metteranno sotto i riflettori le biblioteche scolastiche e aziendali, pronti a tutto non solo per donare i libri che danno loro vita, ma anche per farle conoscere a quante più persone possibili. Organizzata dall'Aie (Associazione Italiana Editori), sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura del MiBACT (Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo), in collaborazione con AIB (Associazione Italiana Biblioteche), ALI (Associazione Librai Italiani – Confcommercio) e Confindustria Gruppo Tecnico Cultura e Sviluppo, quest’anno l’obiettivo è quello di sottolineare il valore culturale, formativo e d’intrattenimento che i libri hanno nel momento in cui sono messi a disposizione di tutti, nei luoghi che frequentiamo quotidianamente, oltre alle mura domestiche e ai luoghi che vengono associati di solito alla lettura.

Sul concetto di quotidianità del libro e della lettura è più volte tornato Federico Motta, presidente di Aie, nel corso della conferenza che si è tenuta oggi 11 ottobre nella Sala del Grechetto della biblioteca Sormani, a Milano. «Insieme a Libriamoci vogliamo portare il libro nelle scuole e nelle aziende per creare un tessuto sociale e culturale che migliori tanto noi stessi come cittadini quanto le relazioni sociali, che abbia una ricaduta concreta nella vita di tutti i giorni». Si punta quindi a creare una familiarità con l’oggetto-libro, così da renderlo «più accessibile al lettore – ovvero al cittadino – di domani» ha aggiunto Alessandro Monti, vice presidente di Aie e consigliere delegato di Feltrinelli. «Per me è una festa essere qui oggi e tornare in Sormani, dove venivo spesso da bambino. Ma mi rendo conto che purtroppo molti ragazzi non hanno avuto e non hanno tuttora questa fortuna, e vivono senza libri in casa: per questo dobbiamo aiutare le biblioteche e la scuola, che non sempre hanno i mezzi per supplire questo compito».
In effetti, l’ultima indagine Aie relativa alle biblioteche scolstiche – risalente al 2013, sul 26% delle scuole italiane – dava dati sconfortanti: 4,7 libri (di cui 0,1 libri nuovi comprati all’anno) per studente, spazi in media di 57 metri quadri. «Per questo» ha continuato Monti «Aie raddoppierà il numero di libri donato alle scuole durante #ioleggoperché, e questi libri non andranno soltanto agli istituti che già ne riceveranno durante la fase che va dal 22 al 30, ma anche a molte altre realtà scolastiche che ne hanno necessità. Stiamo facendo qualcosa che, come la semina, è lenta, ma se ben curata darà buoni frutti, e non si esaurirà da qui a poche settimane ma crescerà nel tempo».

Come si sta organizzando, concretamente, l’iniziativa e come avverrà la raccolta dei libri? L’evento ha avuto una prima fase iniziata a maggio 2016, che si è sviluppata attraverso i gemellaggi tra le scuole e le librerie, l'impegno delle aziende e la prima partecipazione dei Messaggeri e dei Testimonial. Le adesioni hanno portato, attraverso la piattaforma di ioleggoperché.it, a dar vita a ben 4.478 gemellaggi, coinvolgendo 2378 scuole e 1417 librerie, che durante la seconda fase daranno vita a un evento diffuso e dinamico che concretizzerà l’impegno di chi ha collaborato per dare vita a #ioleggoperché.
Per quanto riguarda le biblioteche scolastiche, i cittadini potranno acquistare nelle librerie aderenti uno o più titoli da donare e, se lo desiderano, potranno lasciare il loro nome sull’adesivo che identifica quel libro come «frutto» di #ioleggoperché; inoltre, potranno scegliere se indicare una scuola specifica a cui donare o affidarsi alla libreria e ai Messaggeri per la scelta.
Per quanto riguarda le biblioteche aziendali, invece, grazie all’accordo tra Aie e Confindustria Gruppo Tecnico Cultura Sviluppo si darà avvio al consolidamento o alla creazione vera e propria di biblioteche interne alle aziende che hanno deciso di partecipare alla campagna. Così come per le biblioteche scolastiche, Aie e Confindustria si sono attivate per ripagare lo sforzo di chi sosterrà il progetto e offrirà un monte libri del valore pari al 50% della spesa effettuata in libreria a quelle aziende che prevedono una spesa in libri pari o superiore a 500 euro, più l’esclusiva collana #ioleggoperché composta da 24 titoli. Venti aziende hanno già aderito (e c’è ancora tempo per partecipare): a dare il via sono state Pirelli, Accor Italia e Zambon Company.  La prima, in particolare, inaugurerà due biblioteche aziendali nella sede di Milano Bicocca e nello stabilimento di Bollate, che andranno ad affiancare quella già esistente del Polo Industriale di Settimo Torinese. Un esempio di attenzione ed eccellenza che, si spera, grazie a #ioleggoperché verrà presto seguito anche da altre realtà industriali. «C’è la necessità di costruire un circolo virtuoso tra biblioteche comunali, scolastiche e aziendali» ha detto Antonio Calabrò, senior advisor per la cultura di Pirelli «perché i libri danno dignità, diritti e senso di appartenenza, e fanno parte di ciò che rende un luogo di lavoro, una fabbrica – anche se questa parola ha un sapore antico – un luogo bello, in cui si lavora bene, anzi, meglio. I libri fanno parte di una “dimensione larga” della bellezza del luogo di lavoro. E questo varrà anche per i due nuovi poli bibliotecari che attiveremo: saranno posti in cui sedersi e sfogliare con calma un libro, oppure prenderlo in prestito, e forniremo anche libri per l’infanzia, perché i genitori possano portarli a casa ai figli».

La macchina è stata accesa, i motori cominciano a girare. La nuova edizione di #ioleggoperché parte col piede giusto e il 22 ottobre saranno in molti a essere pronti a tutto per riportare il libro e la lettura nella realtà quotidiana e far riscoprire a chi magari ha avuto meno possibilità e meno mezzi il piacere e l’utilità di confrontarsi con un libro.

L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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