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Lettura

Le abitudini di lettura degli americani in un’infografica

di Alessandra Rotondo notizia del 23 marzo 2018

Attenzione, controllare i dati.

Il service editoriale Global English Editing ha realizzato un’infografica sulle abitudini di lettura del popolo statunitense che, nel corso del 2017, avrebbe letto leggermente meno rispetto all’anno precedente. L’infografica è stata costruita a partire dai dati raccolti da diverse fonti, che indagano ciascuna un aspetto differente del mondo editoriale, della sua industria, i suoi clienti e i loro comportamenti. Il risultato è uno schema in cui cogliere, a colpo d’occhio, l’intero panorama della lettura in Usa.

Secondo un sondaggio HuffPost / YouGov, «solo» il 13% degli americani non avrebbe letto neanche un libro nello scorso anno, cui va aggiunto un ulteriore 7% che «non è sicuro» di aver letto qualcosa. E se il 41% dichiara di aver dedicato alla lettura lo stesso tempo del 2016, il 21% ritiene di aver letto addirittura di più.

La propensione alla lettura, pur decisamente alta ovunque, sembra decrescere con l’età: è l’80% dei 18-29enni ad aver letto almeno un libro nei dodici mesi, il 73% dei 30-49enni, il 70% dei 50-64enni e il 67% degli ultrasessantacinquenni.

Tra i formati, vince senza gara la carta. Il fenomeno potrebbe essere la conseguenza di un «affaticamento da schermo» che – non potendo evitare in molte delle attività quotidiane, lavorative o no, che svolgiamo – leniremmo escludendo (o limitando) la lettura in pixel. Nel 2017 il libro fisico è stato scelto dal 65% degli americani (e le vendite sono cresciute di 4,1 punti percentuali rispetto allo scorso anno), l’e-book – con un calo delle vendite del 18,7% – è stato preferito dal 28%. L’audiobook è al 4%, ma con una crescita di mercato di 7,5 punti percentuali. Questi dati, assieme a quelli sull’andamento della lettura per fasce d’età, provengono dal Pew Research Center.

Tra i libri più letti, primeggiano quelli di autori americani, molto rappresentati anche nella lista dei best seller. D’altronde, il 73% degli autori più pagati al mondo nel 2017 è statunitense: sebbene in cima alla lista si collochi la britannica J.K. Rowling, gli americani James Patterson, James Kinney, Dan Brown e Stephen King seguono da vicino (in questo caso la fonte dell’informazione è Forbes). Segmentando il territorio statunitense, i dati di Scribd permettono persino di scattare un'istantanea del libro più popolare in ciascuno dei cinquanta Stati, evidenziando non poche differenze.

Interessante la lista, proveniente dall’American Library Association, dei 10 libri più censurati dell’anno, tra i quali abbondano quelli di tematica LGBT. Per inciso, il 52% dei libri esposti al rischio di censura o vietati, negli Stati Uniti negli ultimi dieci anni, affronta questioni di razza, religione, identità di genere, orientamento sessuale, malattie mentali e disabilità.

Il podio delle città «più letterate»? Tocca a Washington, Seattle e Minneapolis che primeggiano per numero di librerie, qualità della connessione internet, possibilità di accesso alle risorse bibliotecarie, alla stampa periodica e ai quotidiani. E per livello di alfabetizzazione, che ha importanti implicazioni sociali: è stato dimostrato, ad esempio, che tassi più bassi di scolarizzazione sono associati a una salute più precaria e a un aumento della mortalità precoce.


L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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