Il tuo browser non supporta JavaScript!
Lettura

Genitori e figli: veder leggere spinge a leggere?

di Sandro Pacioli notizia del 18 gennaio 2016

Attenzione, controllare i dati.

Fino a qualche anno fa osservavamo come i bambini e i ragazzi che vedono leggere i loro genitori tendano a essere lettori più forti e assidui rispetto ai loro coetanei che vivono in famiglie prive di libri e di consolidate abitudini di lettura. Questa affermazione continua a essere vera, ma la correlazione tra i due fenomeni è meno evidente rispetto al passato. Guardiamo cosa è successo tra 2011 e 2015.
Tra i bambini di 6-10 anni, chi nel 2011 vedeva leggere a casa entrambi i genitori staccava di 21 punti (arrivando a toccare il 75,4%) la media dei coetanei «lettori» (54,3%). Chi non aveva genitori dediti alla lettura di libri, veniva a collocarsi venti punti sotto la media (34,1%). Anche nella fascia dei ragazzi (11-14 anni) il distacco rispetto alla media (60,8%) si attestava sulle medesime percentuali per quanto riguarda le famiglie dedite alla lettura. Si riduceva invece la disparità – per effetto della scolarizzazione che appiana i dislivelli «familiari» – per i ragazzi figli di non lettori: 46,2% la percentuale relativa a quella fascia d’età, 15 punti meno della media.
Guardiamo come si presenta la situazione quattro anni dopo. Nella fascia dei bambini più piccoli, tra la media di lettura (44%) e la percentuale dei piccoli lettori che hanno avuto la fortuna di nascere in famiglie dotate di biblioteca domestica, la distanza resta quella di quattro anni fa: 19,7 punti. Ma dal 75,4% si scende al 63,7%.

Tra gli 11-14enni troviamo una situazione diversa
. Innanzitutto i ragazzi lettori (figli di genitori a loro volta lettori) in quella fascia di età si sono ridotti di 10 punti percentuali: dall’80,5% del 2011 al 71,1% del 2015. Poi, la distanza che li separa dalla media dei loro coetanei (52,2%), che nel 2011 era di 19,7 punti, si riduce di un punto nel 2015 (18,7).
La percentuale dei ragazzi lettori, tra i figli di genitori non lettori, scende dal 46,2% del 2011 al 35,9% del 2015, spostando da quasi 15 a 16 i punti percentuali sotto la media di lettura collezionati rispetto ai coetanei.
Bambini e ragazzi che vivono in famiglie con biblioteche, con genitori lettori, leggono nel 2015 meno, molto meno di quanto non facessero i loro coetanei solo quatto anni prima.
Che si continui a prendere esempio dal veder leggere i genitori resta vero. Ma non è probabile che si imitino anche altri comportamenti, come l’uso dello smartphone?

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice attivare il servizio.