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Lettura

Dai manuali ai long form letterari. Come cambia il racconto dello sport

di Federico Vergari notizia del 28 maggio 2018

Attenzione, controllare i dati.

Lo sport sta cambiando e si tratta di un'evoluzione molto veloce. Insieme al gesto sportivo vero e proprio sta mutando anche altro. Il modo di raccontarlo, ad esempio, si è totalmente rivoluzionato.
Sempre più spesso, e col mondiale in Russia alle porte non potremo non accorgercene, quando si assiste a un evento sportivo la narrazione che se ne fa sembra essere, a volte, più importante dell'evento stesso.
È facile trovare un esempio comprensibile a tutti per fare un veloce confronto. Pensiamo alla telecronaca della finale di Coppa del Mondo di Spagna ‘82 fatta da Nando Martellini, vecchia guardia del giornalismo RAI, da solo in cronaca e senza voci di commento al suo fianco. E poi si pensi alla finale di Germania 2006 fatta da Fabio Caressa – che ha inventato le introduzioni emozionali alla partita – ed è accompagnato da sempre dal commento tecnico di Beppe Bergomi.
Oggi la prima telecronaca annoierebbe, per quanto Italia - Germania (1982) sia stata decisamente una finale più entusiasmante (e ben giocata) di Italia-Francia (2006).
È cambiato qualcosa?
La risposta è sì.


È cambiato il modo di raccontare lo sport

Nell'epoca dello storytelling applicato a tutto, persino alla politica, non si può pensare a un evento sportivo senza un suo adeguato racconto. Che sia in diretta o che avvenga a voce, in video, su un sito, con un libro o su un quotidiano è ormai un dato di fatto che la qualità del racconto dell'evento (o del personaggio) contribuiranno in maniera decisiva al successo e alla notorietà di quell'evento (o di quel personaggio).  Ci sono trasmissioni televisive, case editrici e riviste che fanno dello sport una questione prima letteraria e poi agonistica. Perché parlare di sport significa parlare prima di tutto di uomini e donne. E ogni uomo e ogni donna hanno una loro storia. Bisogna solo saperla andare a cercare e poi raccontarla.


Dai tappeti delle librerie all'affermazione di genere

Chi ha un po’ di memoria sicuramente ricorderà che fino a qualche anno fa in molte librerie c’era una sezione «tappeto» (nel senso che ci si infilavano sotto tutti gli avanzi) denominata Tempo libero e che conteneva – più o meno – tutto quello che veniva pubblicato, ma che non trovava una vera e propria collocazione spaziale tra gli scaffali. Spesso e volentieri avevano un posto in questa sezione anche lo sport e il fumetto. Due generi che poi, recentemente, hanno iniziato a rafforzare la propria identità di genere e si sono ritagliati un posto nel mondo librario. Tutto questo ragionamento vale, se ovviamente non prendiamo in considerazione il ramo relativo alla manualistica sportiva. Quel tipo di pubblicazione è sempre esistito in libreria ed è stato spesso il dettaglio fondante di ogni definizione di editoria sportiva. Libri su come effettuare una perfetta battuta nel tennis, sull'alimentazione o sui regolamenti con letture critiche e analitiche o scritti da personaggi più o meno affermati, con consigli e tabelle da seguire, non smetteranno mai di esistere.


Tra biografie e graphic novel: nascono gli editori di sport

Il grande cambiamento a cui abbiamo assisto recentemente è stato dunque lo spostamento delle produzioni, che sono passate dal tecnico al letterario.  Lo sport che la fa da padrone è ovviamente il calcio, seguito in maniera più generale da storie di sport che si fondono alla narrativa e dalle biografie di personaggi celebri. Nel caso delle autobiografie la combinazione vincente è data dall'affiancamento di un nome noto dello sport con quello di uno scrittore importante (si badi bene: in veste di coautore e non di ghost writer). L'esempio di Open di Agassi scritto con J.R. Moheringer rappresenta la classica asticella spostata verso l'alto e con cui è iniziato a cambiare qualcosa negli equilibri del racconto sportivo, che non è più una sola questione tecnica, non è più una semplice questione di cronaca giornalistica, ma diventa anche altro: si fa racconto. Sullo stesso genere in Italia recentemente abbiamo letto Di furore e lealtà, che ha visto la collaborazione tra il campione Vincenzo Nibali ed Enrico Brizzi, appassionato di ciclismo e amico dell'atleta.
Molte case editrici iniziano ad avere una collana dedicata allo sport o se non allo sport in maniera esclusiva, collezionano sul tema  parecchi titoli nel catalogo. Sono anche molte le case editrici che hanno scommesso sullo sport a 360 gradi e intorno ad esso hanno deciso di costruire le fondamenta della loro linea editoriale. 66thand2nd è probabilmente la più nota, ma meritano una particolare attenzione per la varietà del catalogo e l'originalità delle pubblicazioni anche le edizioni Incontropiede, Urbone, Fila37 e Bradipolibri. Non restano a guardare neanche le case editrici di fumetto che hanno dato alle stampe sia biografie o racconti di graphic journalism sullo sport. Una su tutte è la casa editrice BeccoGiallo che ha proposto negli anni soprattutto storie di calcio e di ciclismo.


Il racconto dello sport è multimediale

La mutazione della narrazione sportiva non passa soltanto per le librerie e per le case editrici. È difficile individuare la causa scatenante che ha dato il via a questo cambiamento di stile ed è probabile che siano diversi i focolai da cui è iniziata a divampare la tendenza. Federico Buffa con il suo format «Buffa racconta» su Sky ha sicuramente capito prima di tutti cosa significa portare lo storytelling sportivo dentro le case degli italiani. Prima di lui ci aveva provato il programma Sfide sulle reti RAI, ma non aveva avuto lo stesso impatto, almeno in termini di coinvolgimento.
Sicuramente molto si deve al web e alla sua capacità di sperimentazione. Sono tanti i siti che raccontano lo sport senza limitarsi alla «semplice» cronaca. In molti di questi ha iniziato a prendere piede la struttura long form. Un articolo cioè lungo e molto approfondito con uno sviluppo complesso della storia o un analisi corposa di dati e statistiche. Per farsi un'idea di quello che stiamo raccontando basta visitare il sito ultimouomo.com per avere davanti uno dei migliori siti che elevano lo sport (in questo caso soprattutto il calcio) a genere letterario e che racchiude tutte le principali peculiarità che troviamo oggi nel mondo dello storytelling sportivo: attenzione ai dettagli, precisione statistica, rigorosa analisi tattica e racconto. Ovviamente sono ingredienti intercambiabili che non devono essere contemporaneamente sempre tutti presenti. 
Dal web all'edicola il passo è molto più breve di quanto si possa immaginare. Tra le tante citazioni possibili è doveroso partire da Undici, una rivista che nasce da una considerazione: l’Italia è il Paese che ha sublimato il racconto dello sport e del calcio in particolare, ma è l’unico Paese europeo che oggi non ha una rivista che parli di sport e di calcio con un linguaggio diverso. Alto. E questo è il motivo che ha portato alla fondazione della rivista che ormai è pubblicata da quattro anni. Insieme a Undici è necessario citare anche due magazine del gruppo Sport Tribune che sono Soccer Illustrated e Sport Illustrated. Si tratta di prodotti con poche foto (contrariamente a Undici che ha nella fotografia una componente fondamentale) e molte illustrazioni e a cui partecipano spesso anche importanti scrittori.


Nomi su cui scommettere

Dalle sezioni di manualistica alla fondazione di case editrici che nascono soltanto con lo scopo di raccontare in maniera letteraria lo sport. Dagli esperimenti sul web, alle riviste in edicola che cercano di arrivare al pubblico attraverso un linguaggio «alto» fino alla televisione, alla radio e ai podcast. Il racconto dello sport è sempre più centrale e l'offerta continuerà sicuramente a crescere e a offrire nuove possibilità di fruizione. Si tratta di un discorso molto ampio che merita ulteriori approfondimenti. Intanto però ci sono dei nomi che vale la pena tenere sotto controllo o andarsi a cercare (sul web si trovano molte loro cose) consapevoli del fatto che un in un prossimo focus su questo argomento li potreste trovare protagonisti. Si tratta di Simone Conte (autore e conduttore televisivo e radiofonico), Mabel Morri (fumettista e illustratrice) Stefano Felici (scrittore con una rubrica sui mondiali in partenza su Minima&moralia) e Osvaldo Casanova (illustratore).  

Buone letture e belle emozioni (sportive) a tutti.

L'autore: Federico Vergari

Giornalista. Scrive per il web, la carta stampata, parla in radio e collabora con il Tg di una televisione locale romana. Si occupa prevalentemente di cultura, cronaca, sport e nuove tecnologie. Per Tempo di libri cura i contenuti del Bar Sport, un luogo dove si raccontano storie e l'editoria si fonde con la narrazione sportiva.

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