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Lettura

Book Aid in Africa: quando il progresso passa per il libro

di Denise Nobili notizia del 18 dicembre 2017

Attenzione, controllare i dati.

Al secondo anno dal lancio del suo ultimo progetto di promozione della lettura in Africa, Book Aid International tira le somme dei successi ottenuti, rendendo pubblici alcuni dati e risultati. Si chiama Inspiring Readers il programma dell’organizzazione benefica che alla fiera internazionale del libro di Londra ha vinto quest’anno l’International Excellence Award come migliore iniziativa nel campo dell’educazione.

Inspiring Readers supporta l’istruzione primaria in Africa e lo fa innanzitutto attraverso la donazione di libri scolastici e di svago per i bambini. Ma il progetto non si ferma alla sola donazione, visto che prevede anche un apposito momento di aggiornamento agli insegnanti, orientato a insegnare come la lettura può essere inserita all’interno del programma scolastico.

Il progetto nasce nel 2016 dalla constatazione che il libro è un oggetto raro in molti Paesi dell’Africa subsahariana: nonostante gli investimenti fatti nell’istruzione pubblica, sono ancora pochissime le scuole che posseggono delle biblioteche (in Kenya soltanto il 2%), ma il problema riguarda in generale l’uso di libri di testo per l’insegnamento primario. Non è allora un caso che nel continente sono 48 milioni i giovani analfabeti e il problema non può che reiterarsi di generazione in generazione: i bambini crescono in ambienti familiari privi di libri, ma spesso anche non avendo accesso a una biblioteca vicina.




Il programma di Book Aid nasce allora da un ideale forte, secondo cui non c’è progresso (anche economico) senza istruzione: offrire ai bambini libri e cultura porterà benefici a lungo termine, creando adulti istruiti e consapevoli che possano contribuire allo sviluppo del Paese.

Book Aid ha stimato una spesa di 2.600 sterline per ogni scuola aiutata, a cui viene recapitato un pacco di 1.250 libri, selezionati con attenzione anche alle specificità locali (autori del luogo, temi particolarmente sentiti in quella regione). Fin dal suo avvio, il progetto si è posto una sfida non indifferente: riuscire a raggiungere 310 sedi in diversi Paesi africani per arrivare a 250 mila bambini.

Durante il suo primo anno, Inspiring Readers è riuscito a raggiungere circa 30 mila bambini di Kenya e Cameroon, concentrandosi su 50 scuole. Ma il successo a livello globale dell’iniziativa, veicolato anche dalla vincita del premio a Londra, ha incrementato le possibilità e i fondi della onlus, che è riuscita così a espandere il suo raggio d’azione a Malawi e recentemente Uganda.



Nel suo report annuale, Book Aid ha dichiarato di aver iniziato rapporti con classi e scuole dei quattro Paesi, per un totale di quasi 99 mila bambini ai primi anni di scuola. L’aiuto di Book Aid non si ferma poi a fornire i materiali per l’insegnamento della lettura a livello elementare, ma si propone attraverso altri progetti ad avvicinare i bambini al libro come oggetto di studio e scoperta, di ampliamento dei propri orizzonti e di divertimento. Come col progetto Open Doors, che prevede la creazione di spazi a misura di bambino all’interno delle biblioteche locali già esistenti, oltre la formazione dei librai nell’ideare attività formative e di gioco con la lettura.

Ma poi sono molti anche i progetti pensati da Book Aid, onlus storica che ha da poco celebrato i suoi 60 anni di attività, per gli adolescenti e gli adulti. Sono dedicati alla scuola secondaria o all’insegnamento di un mestiere, alle biblioteche pubbliche, ai rifugiati politici, ai programmi di recupero nelle carceri, e all’educazione sulle norme igieniche e sanitarie alla popolazione. La mission dell’organizzazione punta, infatti, a investire sul futuro dei 14 Paesi in cui opera, e lo fa scommettendo sull’oggetto libro. Perché un libro trasmette consapevolezza, un passo necessario per ogni cambiamento.

L'autore: Denise Nobili

Laureata in Filologia, mi sono poi specializzata e ho lavorato in comunicazione, approdando infine al Master in Editoria della Fondazione Mondadori. Oggi lavoro come editor al Giornale della Libreria, e mi occupo di accessibilità digitale in Fondazione LIA.
Sono interessata a tutto ciò che è comunicazione della cultura, nuovi media, e mi affascinano gli aspetti più pop e innovativi del mondo del libro.

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