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Lettura

Ai poli estremi dell’editoria per bambini e ragazzi. La lettura 0-3 anni e YA

di Giovanni Peresson notizia del 6 dicembre 2018

Attenzione, controllare i dati.

Il mondo dell’editoria per bambini e ragazzi viene spesso considerato come un tutt’uno, una sorta di settore il cui valore aggregato ha fatto sì che si evidenziasse spesso come esso si sia sempre mosso in controtendenza rispetto all’andamento complessivo del mercato. Cresceva di più quando il mercato cresceva, calava di meno o ne riduceva il valore della caduta quando il mercato si muoveva in territori negativi. E bambini e ragazzi – è più che noto – leggono molto di più della media nazionale (siamo attorno a una quota del 20% in più).
 
In realtà, è il prodotto di una matrice dove su un asse abbiamo l’età del bambino e sull’altra i tanti generi che lo compongono, fino ad arrivare in un’area – quella dei YA – in cui si sconfina definitivamente nella lettura (e nella letteratura) adulta.
 
Per di più, proprio prendendo in esame i poli estremi, ci dobbiamo porre inevitabilmente la domanda: cosa significa oggi leggere? E quindi come si conciliano i progetti editoriali con questi cambiamenti?
 
Si pensi che il 59% dei 0-3enni e il 92% di chi ha 4-6 anni legge almeno un libro. Ma poi abbiamo un 71% di bambini di 0-6 anni i cui genitori leggono loro delle storie. È lettura anche questa? Oppure sfogliare un libro tattile o un albo da colorare è lettura? È prendere confidenza con la forma libro? O con i luoghi in cui questi oggetti si trovano?
 
Al polo opposto, dove la penetrazione della lettura di libri o di e-book inizia a calare (tra i 15-17enni è dell’84% rispetto al 91%-92% che troviamo tra i 4-6 e i 7-9), abbiamo un 93% di ragazzi che praticano forme non convenzionali di lettura, legate anche alle nuove opportunità aperte dal digitale: lettura di fan fiction, di testi a cui si accede magari gratuitamente o si leggono a puntate, e così via.
 

 
Sicuramente, in entrambe queste fasce estreme si vede chiaramente che la piattaforma attraverso cui si entra in una storia non conta nulla: il mix comprende, con percentuali diverse libri, e-book, audiolibri, app, libri tattili e «primi libri». Si legge di più, ed è vero, ma si dedica in generale meno tempo continuativo alla lettura (almeno tra i 14 e 18 anni: solo il 5% afferma di aver letto per almeno un’ora continua nel giorno precedente l’intervista o in un giorno medio della settimana precedente).
 
Tutto ciò pone, e in quale misura, le premesse per un modo diverso di «pensare» ai prodotti editoriali? Quindi, storie e contenuti multipiattaforma o che comunque si sviluppano e si articolano su piattaforme diverse. Ma anche storie «brevi» e autoconcludenti, oppure lunghe ma frammentate, in puntate.
 
Quando si pongono a raffronto i poli estremi della lettura di bambini e ragazzi emergono anche altri aspetti e nuove combinazioni. Certo, il regalo e il prestito sono largamente dominanti (tra il 71% e il 73%) ma non è vero che la libreria viene usata in modo preponderante dai genitori di bambini piccolissimi: sia essa specializzata o meno: solo il 28%. Al contrario, son ben di più i genitori che ricorrono a punti vendita come cartolibrerie, banchi libri della Gdo, negozi di giochi, edicole. Canali di vendita che assieme fanno il 55% dei rispondenti! Lo store online, invece, praticamente non esiste per i genitori: solo il 5%. Il «primo libro» lo si vuole toccare o almeno sfogliare.
 
Così come non è vero che i 15-17enni non comprano in libreria. Lo fa l’84% di loro, e rimane alto anche l’insieme di cartolibreria, edicola, Gdo: 36%. Sale invece lo store online (con la carta di credito di mamma o papà): 17%.
 
È il segno di una emancipazione. Perché se tra i 7-9 anni il 33% afferma di aver scelto, comprato o fatto comprare «prevalentemente in modo autonomo» o «esclusivamente in modo autonomo», tra i 10 e 14 anni questa emancipazione letteralmente esplode. In pochi anni – e comunque fino ai 14 anni – diventa l’84%. Ed ecco l’altro problema: come comunico con queste fasce di età?
 
 

Le slide, presentate durante l'incontro Ai poli estremi dell’editoria per bambini e ragazzi. La lettura tra gli 0-3 anni e tra i YA e le scelte editoriali che si è svolto a Più libri più liberi 2018, sono disponibili e liberamente scaricabili alla pagina dedicata all'evento, nella sezione Presentazioni di questo sito.

L'autore: Giovanni Peresson

Mi sono sempre occupato di questo mondo. Di editori piccoli e grandi, di libri, di librerie, e di lettori. Spesso anche di quello che stava ai loro confini e a volte anche molto oltre. Di relazioni tra imprese come tra clienti: di chi dava valore a cosa. Di come i valori cambiavano in questi scambi. Perché e come si compra. Perché si entra proprio in quel negozio e si compra proprio quel libro. Del modo e dei luoghi del leggere. Se quello di oggi è ancora «leggere». Di come le liturgie cambiano rimanendo uguali, di come rimanendo uguali sono cambiate. Ormai ho raggiunto l'età per voltarmi indietro e vedere cosa è mutato. Cosa fare da grande non l'ho ancora perfettamente deciso. Diciamo che ho qualche idea. Viaggiare, ma forse non è il viaggio che mi interessa. Intanto continuo a dirigere l'Ufficio studi dell'Associazione editori pensando che il Giornale della libreria ne sia parte, perché credo sempre meno nei numeri e più alle storie che si possono raccontare dalle pagine di un periodico e nell'antropologia dei comportamenti che si possono osservare.

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