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Innovazione

We kiss the screens. La fiction ipertestuale tra schermo e carta

di Alessandra Rotondo notizia del 24 maggio 2019

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Nel 2016 una partnership avviata tra Google Creative Lab e Visual Editions aveva portato alla nascita di Editions At Play, esperimento di editoria digitale guidato dall’intento di dare sostanza a quei libri che «non possono essere stampati». Il progetto aveva mostrato una certa dirompenza nel superare il concetto di libro elettronico come copia anastatica del cartaceo: il touch screen diventava il portale d’accesso a una storia di cui il lettore si configurava come parte integrante; la narrazione si faceva interattiva e l’apporto editoriale ibrido e dinamico.

Entrances and Exits, per esempio, materializzava i ricordi del protagonista attraverso le immagini di Google Maps e spingeva il lettore a inoltrarsi e a esplorare. The truth about cats & dogs, invece, lo catapultava nel mezzo di un dialogo in divenire: il pretesto narrativo era la burrascosa stesura di un racconto a quattro mani intrapresa da un poeta e uno scrittore. I punti di vista raddoppiavano, sullo schermo si materializzavano le esitazioni, gli errori, le incertezze tipiche della scrittura.

Tre anni dopo, Editions At Play torna alla carica con un nuovo esperimento: We kiss the screens, un oggetto narrativo che esplora i diversi spettri della personalizzazione digitale. E lo fa connettendo pixel e inchiostro (la storia, con tutte le personalizzazioni che sono state scelte durante la lettura, può essere infine stampata on demand e trasformata in un libro) in un panorama di fruizione ancora una volta significativamente agito dall’utente, dal lettore.

L’editore descrive il progetto come «una narrazione contemporanea a prospettive multiple ispirata a Le metamorfosi di Ovidio». Di fatto una fiction ipertestuale, che parte dal presupposto che l’attribuzione di senso è un processo individuale e che una storia ha tante interpretazioni quante sono le persone che la vivono e la raccontato. E anche il concetto di verità è molto più opinabile e malleabile di quanto si possa supporre. Un tema particolarmente significativo in tempi di fake news e manipolazione dell’informazione.

Per leggere e scoprire le molteplici prospettive di We kiss the screens, il lettore accede alla narrazione attraverso degli hashtag, seguendo i quali vedrà di volta in volta dipanarsi una versione diversa della stessa storia, acquisita e raccontata da una diversa prospettiva. Tra cui c’è anche quella di George: un’intelligenza artificiale nutrita dai testi di Ovidio, Erodoto e Omero.

Le scelte del lettore su come iniziare e procedere la lettura avranno conseguenze visibili tanto nella sostanza quanto nella forma della narrazione: ognuno potrà personalizzare la sua versione del libro in molti dettagli, ad esempio modificando lo spettro dei colori che fa da sfondo al testo. Al termine della lettura – dopo circa 24 schermate o pagine – l'utente potrà scegliere di stampare e ricevere a casa il libro: quello generato dal peculiare percorso di lettura che ha compiuto sullo schermo.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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