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Innovazione

Uniti per l’accessibilità. LIA cresce con AID e Biblioteca per i ciechi

di Denise Nobili notizia del 29 ottobre 2019

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Per la prima volta a livello internazionale, una fondazione riunisce tutte le principali organizzazioni impegnate a garantire l’accesso alle pubblicazioni da parte delle persone con disabilità. Entrano, infatti, a far parte di Fondazione LIA – Libri italiani accessibili come membri istituzionali anche l’Associazione italiana dislessia e la Biblioteca italiana per i ciechi  di Monza, due realtà con le quali LIA collabora già da diversi anni.

Un’alleanza importante e strategica, grazie a cui le associazioni coinvolte potranno unire le competenze sviluppate in questi anni sul campo per dar vita insieme a nuovi progetti di inclusione.

La collaborazione nasce dalla volontà degli enti coinvolti di sfruttare insieme le nuove opportunità che la tecnologia propone alle persone con disabilità visiva o con disturbi della lettura, per permettere una vera inclusione sociale, che comprenda anche il diritto alla lettura come momento di intrattenimento, studio, lavoro, crescita personale. Come ha sottolineato Mario Barbuto, presidente di Fondazione LIA e dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, da un lato abbiamo la realtà che ha permesso la creazione di «un vastissimo catalogo di titoli accessibili» e dall’altro «le principali istituzioni che in Italia provvedono agli adattamenti dei testi» per permetterne la fruizione a tutti. Si tratta di una nuova alleanza – che già segue gli accordi e i protocolli d’intesa esistenti tra Associazione italiana editori e Biblioteca di Monza – che avvicina «editori e lettori, allo scopo di superare le barriere fisiche e tecniche che ostacolano il pieno diritto di uguaglianza tra i cittadini».

In questa unione di intenti, centrale è anche il ruolo del mondo editoriale. Infatti, i risultati ottenuti in questi anni dalla Fondazione sono stati resi possibili dalla collaborazione da parte degli editori, come ha ricordato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi: nel catalogo di e-book accessibili gestito da LIA – libriitalianiaccessibili.it – sono presenti 76 marchi editoriali, più dell’80% del mercato italiano di narrativa e saggistica. Il catalogo «offre la possibilità alle persone con disabilità visiva di scegliere tra più di 24.000 titoli, tra cui best sellers, premi letterari, libri per ragazzi, saggi di qualità ed è il più ampio catalogo di e-book, creati accessibili fin dalla loro prima pubblicazione, disponibile a livello internazionale».

La Fondazione è sempre più impegnata a fare formazione e informazione sul tema dell’accessibilità a realtà e professionisti del mondo editoriale, ma anche ad aziende di ogni tipo, che ogni anno producono documenti e diversi tipi di pubblicazioni. Per far comprendere l’importanza di un’accessibilità a tutto tondo, che tocchi cioè tutti i passaggi della filiera (dalla produzione alla distribuzione, dalla vendita fino all’utente finale), recentemente ha rilasciato un paper tecnico E-books for all. Towards an accessible publishing ecosystem.

La consapevolezza di come il tema dell’accessibilità sia sentito come sempre più urgente e necessario passa dall’interesse che è stato mostrato nei confronti di questo documento, che è stato scaricato dalle principali istituzioni del mondo editoriale, come il Ministero della Cultura Francese, lo US Department of iEducation, il Copyright Licensing New Zealand, la Dirección General de Publicaciones y Fomento Editorial Messico, il British Columbia Accessibility Secretariat, il Börsenverein des Deutschen Buchhandels, il Syndacat National Edition, l’International Publishers Association. Oltre alle realtà che si occupano di accessibilità, prima fra tutte il Daisy Consortium, e dalle principali aziende tecnologiche (Amazon, Kobo, Apple) e da editori come Hachette Livres, Penguin Random House. In meno di due mesi, 225 download da tutto il mondo (72 soltanto da parte di Canada e Usa dove il discorso sull’accessibilità è infatti da anni molto sentito, ma anche da realtà asiatiche e sudamericane).

Cresce soprattutto, anche numericamente, l’interesse per il tema in Europa (133 download) dove si sta facendo sempre più rete per capire come costruire un sistema funzionale che garantisca l’accessibilità delle pubblicazioni su tutti i livelli, anche in previsione dell'attuazione dell'European Accessibility Act che dal 2025 renderà obbligatorio produrre e distribuire pubblicazioni digitali accessibili. Si tratta di numeri incoraggianti perché significano che si sta iniziando a parlare sempre più di accessibilità.

L'autore: Denise Nobili

Laureata in Filologia, mi sono poi specializzata e ho lavorato in comunicazione, approdando infine al Master in Editoria della Fondazione Mondadori. Oggi lavoro come editor al Giornale della Libreria, e mi occupo di accessibilità digitale in Fondazione LIA.
Sono interessata a tutto ciò che è comunicazione della cultura, nuovi media, e mi affascinano gli aspetti più pop e innovativi del mondo del libro.

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