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Innovazione

Stampa, pubblicità, e tablet

di E. Sarno notizia del 1 gennaio 1970

La stampa nel 2010 ha fatto fatica a uscire dalla crisi che aveva coinvolto il mercato pubblicitario nel 2009. Se gli altri media, già nella seconda parte dell'anno, avevano mostrato segni di ripresa, la stampa è rimasta con i suoi segni meno. È vero che a novembre i periodici hanno fatto registrare un +2,6% sul mese precedente, ma la situazione complessiva resta negativa. All’interno dinamiche diverse. Il peso della stampa rispetto al mercato pubblicitario nel suo complesso è di poco superiore al 20% (nel 1999 era superiore al 35%). Se è vero che in questi ultimi anni si sono affermati nell’ambito della raccolta pubblicitaria mezzi come Internet, mobile ecc., radio e tv sono riuscite nello stesso contesto ad incrementare la loro quota.
Sempre nel periodo gennaio-novembre 2010, i periodici rappresentano il 52% del totale e la stampa quotidiana il 44%. Il resto è raccolto dalla free press. L’andamento dei singoli comparti rispetto al 2009 mostra andamenti diversi: i quotidiani a pagamento crescono del +0,8%, la free press fa un -21,9%, i settimanali registrano un -3,8% e mensili un -10,5%.
Quali le prospettive che nielsenfeaturedinsight (fonte di questi dati) individua da questo scenario? «In questi anni la tecnologia, che da una parte ha rappresentato una minaccia, sta offrendo un’opportunità agli editori tradizionali. I tablet infatti, sebbene non sia ancora definito un modello di business vincente, offrono delle soluzioni per rilanciarsi e per affiancare al prodotto cartaceo altre finestre per sfruttare i propri contenuti. […] Il prestigio, l’autorevolezza e il ruolo di filtro degli editori resterà a lungo insostituibile. Trovare delle soluzioni valide dal punto di vista editoriale e sostenibili dal punto di vista economico sarà la strada principale per restare sul mercato». Queste considerazioni in quale misura possono costituire un punto di partenza anche per l’editoria libraria?
 


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