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Innovazione

Springer, Amazon e il Pod

di R. Cardone notizia del 2 gennaio 2010

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Springer science business media ha stretto un accordo con CreateSpace, ramo d'impresa di Amazon dedicato a sviluppo e realizzazione di servizi on demand per l'editoria libraria, l'industria cinematografica, le etichette musicali e più in generale per tutte le aziende indipendenti dell'industria dei contenuti.
Di fronte alle incertezze di questa nuova fase dell'editoria digitale, legate soprattutto alla pirateria dei file pdf (violati a più riprese nonostante programmi Drm sempre più sofisticati) che sono i più diffusi nell'editoria STM, e alla ricerca di nuovi modelli di business, Springer (e altri editori del settore) stanno investendo in nuovi programmi per diffondere il print on demand, soprattutto sui titoli a più ampia diffusione. Con queste intenzioni, Springer (880 milioni di euro di fatturato nel 2008, ceduta qualche anno fa da Bertelsmann alle banche d'investimento Cinven e Candover) ha deciso di affidare a CreateSpace la gestione di migliaia di titoli del proprio catalogo paperback (front, mid e backlist), oltre a molte novità edite solamente in paperback-POD. Per incrementare il catalogo la casa editrice tedesca (ventesima nel ranking mondiale) ha aggiunto al catalogo paperback diversi titoli hardcover e creato versioni large-print dei libri di maggior successo. Syed Hasan, direttore commerciale di Springer per Nord e Sud America ha dichiarato a «BookWire» che l'intenzione della casa editrice – che ha scelto prima di molte altre la strada del libro elettronico – è quella di «sviluppare un nuovo modello di business per l'e-book nel settore STM, che garantisca una maggiore diffusione dei libri, una distribuzione più capillare e una proposta commerciale vantaggiosa per i lettori». Secondo Syed Hasan i vantaggi sono evidenti: avere sempre disponibile l'intero catalogo, risolvere una volta per tutte il problema delle mancate vendite per la rottura di stock, liberarsi dai vincoli tradizionali di disponibilità-assortimento e, forte della logistica di Amazon, abbattere drasticamente i costi di spedizione, considerando che la comunità scientifica è ormai sparsa ai quattro angoli del pianeta.
I titoli POD di Springer disponibili su Amazon potranno beneficiare delle condizioni di shipping privilegiate come il Free super saver shipping e Amazon Prime, oltre che della funzione Search Inside, che oltre ad offrire in lettura alcuni estratti permette di consultare gli indici e di leggere le introduzioni, cosa non certo secondaria per i libri scientifici e professionali.
Springer, che edita 2.000 riviste tecnico scientifiche e 6.500 novità librarie l'anno ed è presente in 20 Paesi, vuole anche arginare la concorrenza di giganti come Pearson, Thomson Reuters, Reed Elsevier e Wolters Kluwer anche sui prezzi. Ma le biblioteche universitarie (i principali clienti del settore STM), con budget sempre più limitati, hanno stretto i cordoni della borsa soprattutto sugli abbonamenti alle riviste superspecializzate che, non di rado, arrivano a costare 30 o 40 mila dollari l'anno e che ormai sono prevalentemente in formato elettronico. L'operazione di Springer mira dunque ad incrementare i margini su un prodotto come il libro cartaceo che ha bisogno di magazzino, ristampa, assortimento e distribuzione fisica. Se il «tesoro» delle riviste specializzate resta quindi nelle mani dell'editore, l'operazione di Springer pone qualche interrogativo anche sulla redditività del mercato degli e-book in questo settore che non ha mai dato segnali di esplicita preoccupazione sulla pirateria, sia perché la clientela è per lo più istituzionale sia perché la struttura stessa di gran parte dei testi tecnico-scientifici, pieni di formule, diagrammi, tabelle e disegni, rende difficile, una volta craccato il file, mantenere la formattazione e quindi l'insieme coerente del contenuto. Sarà interessante vedere se anche le altre major del STM si avvieranno in un simile percorso (molte stanno già adoperandosi per intensificare il print on demand) e, nel caso, con quale operatore alternativo all'onnipresente Amazon, non tanto nel print on demand in sé e per sé quanto nella logistica delle spedizioni.


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