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Innovazione

Pirateria col colbacco

di E. Draghi notizia del 8 marzo 2012

I pirati di contenuti più attivi del mondo? Sono Canada, Cina, Russia e Ucraina. Almeno questo è quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’International Intellectual Property Alliance (Iipa) che ha stilato una priority watch-list per la pirateria di film, musica, videogame e software.
In materia di provvedimenti si attende l’elenco delle iniziative studiate dall’Osservatorio europeo dell’audiovisivo che sono oggetto dell’ultimo rapporto Iris, con un occhio di riguardo per la situazione della Russia. Il paese infatti non dispone di una legislazione completa in materia di tutela della proprietà intellettuale on line né di una regolamentazione per il Web. Pare che nei tribunali alberghi infatti la confusione e che spesso vengano prese decisioni contrastanti in materia di sentenze per cui le Web company russe si lamentano che i giudici non sappiano come risolvere le controversie relative al settore.
Il paradosso più evidente è emerso di recente, con l’iscrizione nella blacklist delle piattaforme da tenere sotto controllo di VKontate.ru (una sorta di Facebook) perché un utente del social network pare aver caricato sulla rete un file audio illegale. La legge russa infatti non impone agli operatori Internet di verificare la legalità del comportamento dei loro utenti ma, allo stesso tempo, non impedisce ai giudici di ritenerli colpevoli perché non lo fanno.
Tuttavia nel corso di questo 2012 le cose potrebbero cambiare perché la Russia aspira a diventare membro della World Trade Organization e, a quel punto, sarebbe costretta, per forza di cose, a uniformare le proprie leggi in modo che siano conformi agli accordi Wto.


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