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Innovazione

Passato, presente e futuro del BolognaRagazzi Digital Award

di Warren Buckleitner notizia del 24 maggio 2017

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Nel 1996due anni prima di Google e 14 anni prima dell’iPad – la Bologna Children’s Book Fair mi chiese di aiutarli a progettare un premio internazionale per la tecnologia. Era un compito di grande portata: trovare i prodotti tecnologici per bambini più innovativi, provenienti da tutto il mondo.

Al tempo il mercato era florido e c’erano molti premi. La maggior parte erano progettati per vendere qualcosa – come dei riconoscimentio uno spazio di fiera, cose a cui non ero interessato. Insistetti affinché il premio fosse basato sulla due diligence accademica, senza tariffe per l’iscrizione; e che i prodotti fossero testati da ogni giurato quando si fossero incontrati faccia a faccia. Con mia grande gioia BolognaFiere ha accettato le mie condizioni, e il mio annuale pellegrinaggio primaverile a Bologna è cominciato. Il Bologna New Media Prize era nato.

Gli anni d’oro del CD-ROM

Dal 1997 al 2002, la maggior parte dei prodotti per lo storytelling digitale erano su CD-ROM: ce n’erano centinaia ogni anno. Questo li rendeva difficili da giudicare. Senza contare le differenze linguistiche e culturali, i giurati dovevano installare ogni titolo su un computer Mac o Windows. Ma era possibile perché il mercato dei software era in forte espansione. Avevamo una grande giuria che rappresentava gli U.S.A. e l’Asia per aiutare a recensire tutti i prodotti. I giurati hanno trovato molti esempi di magia su molti tipi di piattaforme. Scholastic fu onorata per la sua serie I Spy. Fu riconosciuto il valore dei «Living Books» della Broderbunds, e i dischi di non-fiction prodotti da DK Multimedia erano spesso vincitori. Ma il mercato dei CD-Rom si è bloccato nel 2001, e il premio digitale finì. Come molti editori cartacei, ho cominciato a spostare le mie pubblicazioni sul web. E ho anche avviato la conferenza «Dust or Magic» e ho cominciato a scrivere recensioni per il New York Times.

L’era delle app, il BolognaRagazzi Digital Award (BRDA) e la digital hall

Quando Steve Jobs annunciò l’iPad nella primavera del 2010, si aprirono di nuovo le porte ai prodotti digitali per bambini. Lo schermo largo e sensibile al tocco aveva un grande richiamo sia per gli storyteller che per i bambini, e gli app store hanno reso possibile il libero fluire delle idee attraverso i confini. Giovani start up come Toca Boca e editori esistenti come Nosy Crow sono diventati nomi familiari, e il premio digitale è tornato in gioco. Il premio è stato ripreso con un nuovo nome: il BolognaRagazzi Digital Award. Come per la prima edizione, non c’è una tariffa per l’ingresso nella competizione, e qualunque prodotto può vincere, proveniente da qualunque luogo. Ogni primavera, continuo a ospitare un nuovo insieme di giurati a Bologna. Dopo due giorni intensi di dibattito e di test, brindiamo ai vincitori con un meraviglioso pasto bolognese.

Oggi: una presa ferma sull’era digitale

Man mano che la tecnologia si è evoluta, lo stesso è accaduto alla Book Fair. Centocinquanta nuovi prodotti sono giudicati ogni anno da circa 30 Paesi, e le tendenze vanno e vengono. Quest’anno sono cresciuti molto i prodotti in realtà aumentata e realtà virtuale, così è stata creata una nuova categoria. Una masterclass di un giorno di «Dust or Magic» fornisce ai partecipanti della fiera una panoramica delle tendenze chiave dell’editoria digitale, e una vivace digital hall fornisce una vetrina per dimostrazioni e per la discussione dello stato delle app.

Due decadi sono passate dal primo Bologna New Media Prize. Benché molte cose siano cambiate, molte sono rimaste uguali. Possiamo affermare con sicurezza che la tecnologia non ha danneggiato le vendite dei libri tradizionali, e che la relazione tra le pagine ei pixel è una danza complessa. Ma milioni di bambini portano una qualche sorte di device con il touch screen nelle proprie tasche, che possono connettere direttamente alle idee di un autore. Nulla rimpiazzerà mai una buona storia e illustrazioni di qualità, che siano su una pagina, uno schermo, o a metà tra i due. E, come hanno mostrato i vincitori del premio, spesso possono essere entrambe le cose.

Tutti i vincitori: http://childrenstech.com/bolognaragazzidigital

I vincitori e la shortlist del 2017: http://childrenstech.com/blog/archives/17907

(Articolo originariamente pubblicato in inglese sul sito di Aldus, network delle fiere del libro europee; traduzione di Camilla Pelizzoli)

L'autore: Warren Buckleitner

Warren Buckleitner è uno psicologo dell’educazione che recensisce media interattivi per bambini. È stato un insegnante per l’asilo, la scuola elementare e il college (e ora è un professore per l’IMM program al College of the New Jersey). È il fondatore di «Children’s Technology Review». È relatore per conferenze sull’istruzione e sulle biblioteche, e scrive per libri e pubblicazioni, tra cui il «New York Times» (per cui ha coperto per dieci anni la tecnologia per bambini). Si è laureato a pieni voti in Elementary Education alla Central Michigan University, ha conseguito un Master of Arts in Early Childhood Education presso il Pacific Oak College, e ha un dottorato in Education Psychology presso la Michigan State University. Coordina il BolognaRagazzi Digital Award per la Bologna Children’s Book Fair. È il creatore di «Dust or Magic» e della Mediatech Foundation, un centro comunitario no profit per la tecnologia nella biblioteca della sua città.

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