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Innovazione

L’evoluzione degli standard dell’editoria digitale

di Gregorio Pellegrino notizia del 24 settembre 2018

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Nessuna editoria, nessuna casa editrice, ormai da anni, può prescindere dall’attenzione verso gli standard. Questa attenzione, semmai, è diventata e diverrà sempre più un fattore strategico di sviluppo e di crescita in seguito ai processi di internazionalizzazione del settore e, per l’Italia, in ragione della necessità di aumentare la sua presenza (il suo mercato) nello scenario internazionale.

Nel 2018 a livello internazionale è cresciuta l’attenzione riguardo all’evoluzione del più importante formato per la realizzazione degli e-book: l’ePub. L’evoluzione dell’ePub, il formato più utilizzato a livello internazionale per la pubblicazione di novità nel settore trade, è stata al centro dell’attenzione nel 2017, quando l’International Digital Publishing Forum (IDPF), l’ente che dal 1999 si occupava del mantenimento dello standard, è confluito nel World Wide Web Consortium (W3C), l’organizzazione che definisce e mantiene gli standard di internet, fondato nel 1994 da Tim Berners-Lee, l’inventore del web.

Si è trattato di un percorso naturale, dato che il formato ePub3 è basato sui linguaggi tecnici utilizzati per la realizzazione dei siti web: HTML5 e Css3 che sono gestiti dal W3C. La versione più recente l’ePub3, pubblicato inizialmente nel 2011 come evoluzione e arricchimento dell’ePub2, rappresenta oggi lo stato dell’arte di ciò che può essere realizzato come pubblicazione digitale: le sue specifiche lo rendono infatti un formato ottimale per la realizzazione sia di testi semplici (narrativa e saggistica), sia di testi complessi (scolastica e professionale), offrendo anche la possibilità di includere elementi interattivi e multimediali.

La gestione dello standard da parte del W3C, che vede la partecipazione attiva di rappresentanti di importanti case editrici internazionali, ha promosso l’inserimento di nuove specifiche implementate su espressa richiesta del mondo editoriale, come ad esempio la caratterizzazione grafica dei capilettera prevista nei Css3 e i metadati editoriali e di accessibilità di ARIA che identificano porzioni di testo all’interno degli e-book quali il frontespizio, il sommario, il colophon, ecc.
Anche l’evoluzione dei sistemi di DRM ha offerto dei vantaggi: ad esempio l’Adobe DRM, applicato a un file ePub3, non ne blocca le funzionalità di accessibilità, permettendo quindi agli utenti con disabilità visiva di fruire dei contenuti protetti (cosa non possibile con la precedente versione).

Infine il file ePub3, opportunamente convertito, permette di realizzare, rispetto al formato precedente, e-book più ricchi graficamente e migliori come esperienza utente anche per Amazon, che utilizza questo formato come input per la creazione di tutti gli e-book presenti sulla sua piattaforma.

ePub3: l'adozione a livello internazionale

A livello internazionale il Giappone è stato uno dei primi mercati ad adottare in modo massiccio l’ePub3, le nuove specifiche infatti offrono la possibilità di utilizzarlo per pubblicare nativamente le versioni digitali dei tradizionali fumetti della cultura giapponese, come i manga, processo che risultava assai più complesso con l’ePub2.

Anche in Francia, mercato sicuramente più affine a quello italiano, ci si è mossi verso l’utilizzo del nuovo formato: il gruppo Hachette, importante editore internazionale, per esempio, ha iniziato a produrre tutte le sue novità digitali in formato ePub3; il passaggio è avvenuto dopo un attento studio sulla retro compatibilità del nuovo formato con i più datati dispositivi di lettura e con le soluzioni di aggregazione e distribuzione che fino ad ora si basavano sull’ePub2, nonché con le applicazioni DRM disponibili sul mercato. Questo ha permesso una migrazione senza intoppi e trasparente per il cliente finale, cui sono stati invece offerti nuovi vantaggi tra cui una migliore resa grafica e un prodotto più aggiornato.

Italia: ancora ePub2

Il passaggio globale al formato ePub3 attualmente evidenzia un gap nel mercato italiano, dove la maggior parte delle novità sono pubblicate ancora nella versione ePub2 le cui specifiche, dal giugno 2014, sono state dichiarate dal W3C come obsolete e non verranno quindi più manutenute, con tutte le conseguenze del caso.

Il passaggio dall’ePub2 all’ePub3 non dovrebbe creare particolari problemi nella gestione dei processi produttivi: la maggior parte dei software di impaginazione per l’editoria gestisce infatti pienamente l’ePub3, presentando questa opzione di salvataggio di default: l’ultima versione di Adobe Indesign permette di realizzare i file in pochi click.

Una specifica importante: l'accessibilità

Un’ultima importante nota riguardo all’ePub3 è quella relativa all’accessibilità. Considerando l’evoluzione normativa in atto sia con il trattato di Marrakech – che verrà implementato nella normativa italiana entro fine 2018 – che con l’European Accessibility Act, in corso di discussione a livello del Parlamento Europeo – che prevede che tutti gli e-book dovranno essere prodotti in versione nativamente accessibile – l’importanza del passaggio all’ePub3 diventa ancora maggiore. Molti editori italiani, grazie alla collaborazione con Fondazione LIA, hanno svolto un ruolo da pionieri nel campo, essendo i primi a produrre e distribuire e-book accessibili nei tradizionali canali commerciali.

Utilizzando l’ultima versione del formato è però possibile pubblicare contenuti con un maggiore livello di accessibilità, offrendo agli utenti con disabilità visiva dei prodotti pienamente fruibili. E ciò è possibile grazie alla possibilità di sfruttare al massimo i tag semantici dell’HTML5, all’arricchimento dei tag ARIA (che identificano le varie porzioni di testo), oltre che alla possibilità di dichiarare il livello di accessibilità del file direttamente tra i metadati dell’e-book.


L'autore: Gregorio Pellegrino

Laureato in ingegneria informatica, mi occupo di editoria digitale, nuovi media e web come consulente (e docente) per aziende editoriali. Sono responsabile tecnico della Fondazione LIA - Libri Italiani Accessibili per la quale svolgo attività di consulenza e formazione per organizzazioni nazionali e internazionali che vogliono cambiare i processi produttivi per mettere al centro l'accessibilità.

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