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Innovazione

In crescita gli acquisti online conclusi attraverso la voce

di Alessandra Rotondo notizia del 6 luglio 2018

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Un report elaborato da Voicebot e Voysis (due società che si occupano di sviluppare soluzioni tecnologiche voice oriented per le aziende) segnala che il 21,2% degli adulti statunitensi ha utilizzato la voce per comprare beni e servizi, cercarli in rete, comparare i prezzi o per qualsiasi altra azione connessa allo shopping online.

Di questa quota, più del 56% ha operato attraverso il proprio smartphone, utilizzando l’assistente vocale virtuale in dotazione al suo sistema operativo. Un ulteriore quarto, invece, lo ha fatto «conversando» con uno smart speaker. Stando all’indagine, per il momento le attività legate agli acquisti che passano dalla voce gravitano comunque attorno ai dispositivi e alle piattaforme con cui gli utenti hanno una maggiore familiarità, e mantengono in ogni caso una connessione forte con l’interazione tattile, soprattutto in fase di finalizzazione. Ma la diffusione degli altoparlanti intelligenti sta condizionando e modificando questo paradigma, abituando gli utenti a cercare il loro supporto – oltre che per gestire gli altri oggetti intelligenti disseminati in casa, per fare ricerche online, consultare la propria agenda e fruire di contenuti d’intrattenimento – anche per gli acquisti.

Alla base della decisa maggioranza di persone che utilizza – via smartphone – l’assistente vocale virtuale per fare compere, infatti, non c’è altro che la capillare diffusione del device tra un pubblico assolutamente eterogeneo. L’80% della popolazione americana ne possiede uno e il 62% ne ha provato almeno una volta l’assistente vocale, conto il 21,6% che ha sperimentato l’interazione con uno smart speaker.

Eppure, stando sempre alla ricerca di Voicebot e Voysis, chi possiede un altoparlante intelligente ha il doppio delle probabilità di concludere un acquisto online per il tramite della voce di chi utilizza solo l’assistente vocale dal proprio smartphone. Ciò porta a supporre che, con la diffusione di questo tipo di dispositivi nelle case, crescerà anche la propensione a servirsene per lo shopping, e avverrà in un tempo relativamente breve: proprio com’è successo in precedenza per gli smartphone.

Il caso del Regno Unito mostra comunque che la strada della voce è promettente: nel 2017 l’utente medio ha acquistato beni e servizi online tramite assistente vocale virtuale per 225 euro. Un inizio, se non altro.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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