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Innovazione

Il W3C rilascia le nuove linee guida per l’accessibilità dei siti web

di Gregorio Pellegrino notizia del 19 giugno 2018

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Il W3C, gruppo di lavoro che si occupa di accessibilità all’interno del web e che, quindi, definisce gli standard per il web e per l’editoria digitale, ha recentemente rilasciato una nuova versione delle linee guida per la produzione di siti accessibili: Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.1.

Le WCAG definiscono i criteri di valutazione per fare in modo che i siti web siano accessibili da parte di persone con disabilità, in particolare non vedenti e ipovedenti, ma anche disabili motori, dislessici, non udenti, ecc.
 
 
Quale rilevanza hanno per il mondo editoriale?
 
L’accessibilità dei prodotti editoriali digitali (in formato ePub) si basa sulle linee guida ePub Accessibility 1.0 che fanno espressamente riferimento alle WCAG versione 2.0. (paragrafo «Relationship to WCAG»).
 
Le linee guida sono anche il documento di riferimento per la creazione dei siti web accessibili e sono lo standard indicato dalla Web Accessibility Directive approvata nel dicembre 2017 per i siti della pubblica amministrazione.
 
Saranno rilevanti soprattutto in previsione dell’approvazione dell’European Accessibility Act, in corso di discussione al Parlamento Europeo, che prevedrà  l’obbligo per tutti gli attori della filiera editoriale (editori, distributori, sviluppatori di soluzioni di lettura e librerie online) di rispettare dei requisiti standard di accessibilità per tutti i prodotti editoriali digitali messi in commercio.
 
Fondazione LIA, fondazione no profit che si occupa di accessibilità dei contenuti editoriali, nata in seno all’Associazione italiana editori e di cui l’Unione italiana ciechi e ipovedenti è recentemente diventata socio istituzionale, partecipa all’interno del W3C ai gruppi di lavoro sull’accessibilità degli e-book. In particolare sta monitorando l’aggiornamento dell’ePub Accessibility 1.0, che quasi sicuramente si allineerà a questa nuova versione delle WCAG, e informerà gli editori che producono contenuti accessibili non appena ci saranno nuove versioni delle specifiche.
 
Le linee guida si basano su quattro parole chiave che sono il fondamento dell’accessibilità:
  • percepibile: l’utente deve poter accedere a tutti i contenti, anche quelli limitati dalla disabilità, come le immagini per i non vedenti o i contenuti audio per i sordi;
  • utilizzabile: l’utente deve essere messo in grado di sfruttare appieno il contenuto e di orientarsi nella pagina; per esempio deve avere la possibilità di fruire del contenuto senza l’ausilio del mouse, quindi solo via tastiera;
  • comprensibile: è necessario rendere il contenuto chiaro per l’utente, con un’interazione i cui risultati siano prevedibili;
  • robusto: occorre garantire la compatibilità con i sistemi attuali e futuri.
 
Le WCAG 2.1 arricchiscono le precedenti WCAG 2.0 (che risalgono al 2009), mantenendo tutti i loro requisiti di accessibilità inalterati, aggiungendo però 17 nuovi criteri di accessibilità che dovranno essere considerati e verificati nella realizzazione di siti web accessibili.
 
Come le precedenti anche queste linee guida identificano tre livelli di accessibilità per i contenuti: A (minimo), AA (medio) e AAA (massimo).
 
Attualmente la maggior parte dei siti accessibili vengono prodotti con livello AA; per questa tipologia di contenuti i nuovi criteri aggiunti dalle WCAG 2.1 sono:
  • orientation: i contenuti devono essere fruibili indipendentemente dall’orientamento del dispositivo (modalità portrait o landscape);
  • identify input purpose: identificare lo scopo di ogni campo di input della pagina: campo indirizzo, lingua, compleanno, ecc;
  • reflow: possibilità di fruire del contenuto, scorrendolo in una sola direzione (orizzontale o verticale), con una larghezza massima di 320px (per lo scorrimento verticale) e una altezza massima di 256px (per lo scorrimento orizzontale);
  • non-text contrast: il contrasto degli elementi non testuali deve essere di almeno 3:1, in particolare per l’interfaccia utente e elementi grafici che portano informazioni (infografiche, istogrammi);
  • text spacing: permettere all’utente di poter modificare interlinea, spazio tra i paragrafi, le parole e le lettere;
  • content on hover or focus: indicazioni su come gestire i contenuti che compaiono al passaggio del mouse;
  • character key shortcuts: maggior controllo sulle abbreviazioni di tastiera che possono interferire con le tecnologie assistive;
  • pointer gestures: permettere di eseguire tutte le operazioni che richiedono più puntatori (come sui dispositivi mobili la gesture di zoom che si esegue tramite un pinch, ovvero le due dita che di allargano) con un solo puntatore;
  • pointer cancellation: possibilità di gestire al meglio l’interazione tra puntatore (mouse) e contenuto dinamico, permettendo di tornare indietro se si è eseguita un’operazione in modo involontario;
  • label in name: nelle interfacce utente identificare ogni elemento (pulsante, etichetta, ecc.) con l’attributo name che deve riportare il contenuto;
  • motion actuation: le funzionalità che possono essere attivate con il movimento del dispositivo (per esempio shake), possono essere disattivate per prevenire un’attivazione involontaria;
  • status messages: possibilità di comunicare alla tecnologia assistiva i cambiamenti di stato del contenuto (come: “nuovo contenuto caricato”, “errore riscontrato”, ecc.), senza la necessità di cambiare il focus di lettura.
 
Tutti i dettagli sono consultabili a questo link. Per maggiori informazioni potete inviare una mail a: segreteria@fondazionelia.org

L'autore: Gregorio Pellegrino

Laureato in ingegneria informatica, mi occupo di editoria digitale, nuovi media e web come consulente (e docente) per aziende editoriali. Sono responsabile tecnico della Fondazione LIA - Libri Italiani Accessibili per la quale svolgo attività di consulenza e formazione per organizzazioni nazionali e internazionali che vogliono cambiare i processi produttivi per mettere al centro l'accessibilità.

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