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Innovazione

Il futuro dell'editoria è accessibile

di Alessandra Rotondo notizia del 27 April 2017

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Leggere significa condividere una visione del mondo, estendo la propria e confrontandola con quella degli altri. Anche quando «gli altri» sono geograficamente distanti o cronologicamente irraggiungibili rispetto a noi. Questa funzione di connettore che il libro interpreta costantemente è indebolita dal fatto che la lettura non sia, per diverse ragioni, accessibile a tutti. In questa scia s’inserisce l’attività di Fondazione Lia, una realtà no profit che dal 2014 promuove il libro e la lettura in tutte le sue forme tradizionali e digitali, attraverso attività di educazione, informazione, sensibilizzazione e ricerca, garantendone i principi fondamentali: accessibilità, integrazione e socialità. In particolare le attività e le iniziative di Lia sono finalizzate ad ampliare l’accesso ai prodotti editoriali delle persone con disabilità visiva. A Tempo di libri il tema dell’accessibilità è stato affrontato in modi e con interlocutori diversi, e ha trovato posto sotto più lettere del suo alfabeto.

Sotto la @ di Digital Life e di Cittadinanza Digitale, in particolar modo, si è tenuto l’incontro Accessibilità in editoria tra nuove normative internazionali ed evoluzione degli standard. La domanda che l’ha animato e che ha condotto il dialogo di Cristina Mussinelli (segretario generale della Fondazione Lia), Gregorio Pellegrino (responsabile tecnico della Fondazione Lia) e Karen Nahum (digital director di DeAgostini Libri) è stata: quali sono le potenzialità della lettura digitale accessibile per le persone con disabilità visive e cosa significa concretamente lavorare per raggiungere il maggior numero possibile di lettori?

Cristina Mussinelli ha sottolineato come Fondazione Lia nasca per offrire alla persone con disabilità visive le stesse opportunità degli altri lettori: stessi titoli e stessi formati digitali, negli stessi tempi e canali distributivi, con le stesse informazioni e per gli stessi strumenti di lettura. Fino a oggi Lia, con la collaborazione di 68 editori italiani, ha reso disponibile un catalogo di oltre 15 mila e-book in formato accessibile, con una grande varietà di offerta: dai classici ai best seller, fino ai premi letterari. Soprattutto, sono le novità editoriali ad alimentare il catalogo, con più di 400 nuovi titoli al mese. In più la fondazione è un punto di riferimento nazionale e internazionale sul tema dell’accessibilità dei contenuti e svolge attività di consulenza e formazione sulla produzione di prodotti editoriali accessibili per aziende, istituzioni e organizzazioni.

Uno dei temi portanti dell’incontro a Tempo di libri ha riguardato l’evoluzione del contesto normativo internazionale ed europeo con cui si confronta l’accessibilità in editoria. Il 27 giugno 2013 è stato adottato il Trattato di Marrakech per facilitare l'accesso ai testi pubblicati alle persone cieche, con incapacità visive o altre difficoltà ad accedere al testo stampato. Ratificato a giugno 2016 da 20 Paesi dell’Unione Europea, attualmente è in corso di discussione per l’implementazione a livello Ue e nazionale. Nello specifico, il trattato prevede limitazioni ed eccezioni al diritto d’autore per permettere la riproduzione, la distribuzione e la messa a disposizione delle opere pubblicate in formati disegnati per garantire la fruizione alle persone con disabilità visive (senza richiedere autorizzazione agli aventi diritto) e lo scambio internazionale di queste opere tra organizzazioni che offrono servizi per le persone con le medesime disabilità. Inoltre il 2 dicembre 2016 è stata approvata la Direttiva (UE) 2016/2102 relativa all’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici. Attualmente in corso di discussione al Parlamento Europeo, si propone di eliminare gli ostacoli al mercato interno dei prodotti e servizi accessibili, creati dalle diverse legislazioni nazionali, e copre una serie di prodotti e servizi identificati come «a più alto rischio» a causa dei diversi requisiti di accessibilità nazionali. La direttiva definisce, poi, le caratteristiche di accessibilità che devono essere rispettate per gli e-book, le piattaforme di e-commerce e i siti web di pubblico interesse.

Gregorio Pellegrino, invece, si è soffermato maggiormente sulla prospettiva dell’evoluzione degli standard. A febbraio 2017, infatti, l’IDPF (International Digital Publishing Forum) l’organismo internazionale di gestione dell’EPUB, si è fuso con il W3C (World Wide Web Consortium) che gestisce e sviluppa gli standard del web, aprendo nuovi scenari per l’editoria digitale. A gennaio dello stesso anno, infatti, sono state pubblicate le specifiche della più recente versione dell’EPUB – la 3.1 – che oltre all’allineamento alle specifiche del W3C (HTML 5 e CSS 3) e alla correzione di alcuni bug, integra i profili per l’accessibilità, insieme alle linee guida per realizzare libri digitali accessibili. Contestualmente sono state pubblicate le medesime specifiche anche per i documenti EPUB 2 e EPUB 3.

Karen Nahum, infine, ha arricchito l’incontro portando il punto di vista di un gruppo editoriale che ha fatto propria la sfida dell’accessibilità. Da gennaio 2016, infatti, DeA Planeta Libri partecipa con i marchi De Agostini e Utet a Fondazione Lia. In particolare, ha oggi 301 titoli in e-book accessibili, di cui 180 novità. E grande è l’impegno anche sul fronte dell’accessibilità e dell’inclusione applicate a testi e risorse scolastiche.  

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L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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