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Innovazione

Il crowdfunding funziona? Dipende dal settore. E dal Paese

di Alessandra Rotondo notizia del 21 giugno 2019

Attenzione, controllare i dati.

Una ricerca condotta da SmallBusinessPrices.co.uk rivela i settori e Paesi in cui i modelli di business alternativi – come il peer to peer (P2P) e il crowdfunding – funzionano meglio, spingendosi a stimare il valore economico che, in particolar modo le piccole e medie imprese, possono mobilitare attraverso queste modalità di finanziamento.

I risultati mostrati dallo studio sono abbastanza netti.  A integrarsi positivamente con i sistemi di finanziamento collettivi e collaborativi sono in particolar modo i progetti e i servizi che afferiscono alla blockchain e i videogiochi. SmallBusinessPrice mostra che, nel 2018, 31 progetti di blockchain sono stati finanziati con in media 177 milioni di dollari attraverso piattaforme e meccanismi condivisivi. Sul fronte dei videogame, 40 progetti hanno ricevuto con le stesse modalità un finanziamento medio attorno ai 9 milioni di dollari.




Altri segmenti del mercato dell’innovazione che beneficiamo di queste formule di business sono alcune particolari sottocategorie del comparto hardware: la stampa 3D e la tecnologia indossabile, in primis. Ma fruttuosi casi possono essere censiti anche nell’universo della progettazione software.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica delle risorse raccolte attraverso modelli di business alternativi, il Regno Unito è sicuramente in testa nel bacino europeo, con un volume stimato di 20 miliardi di dollari mobilitati grazie al crowdfunding. Una cifra che da sola doppia quella di tutti gli altri Paesi europei considerati in blocco. Seguono Germania e Francia: gli unici, oltre al Regno Unito, a infrangere la barriera del miliardo di dollari. La Spagna, dopo Lituania e Finlandia, raccoglie 530 mila dollari. L’Italia, ancora più in basso, si ferma a 267 mila.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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