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Innovazione

Esiste l’usato digitale? Il caso Tom Kabinet

di Andrea Collivignarelli notizia del 18 settembre 2019

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È legale rivendere un e-book dopo averlo letto, proprio come se si trattasse di un libro stampato? Questa è la domanda sottesa al caso che vede opposti l’Associazione degli editori olandesi, e Tom Kabinet, store online di e-book, in discussione in questi mesi alla Corte di giustizia dell’Unione europea e che ha avuto recenti sviluppi.

Sul sito olandese Tom Kabinet è possibile infatti rivendere la propria «copia» digitale seguendo pochi passaggi: dopo essersi registrati al portale, è sufficiente incollare il link di download dell’e-book, privo di DRM, acquistato su uno store ufficiale (per ora sono supportati Rakuten Kobo, bol.com, eBook.nl); una volta venduto, all’e-book viene applicato un watermark ed è cancellato dai dispositivi dell’utente, che riceve dei crediti. Crediti che non possono essere convertiti in denaro, ma solo spesi all’interno del sito per acquistare altri e-book di «seconda mano», a prezzi inferiori rispetto agli store ufficiali. Ma, per gli editori olandesi, questo modello di business configura una violazione del diritto d’autore.

A un anno dall’apertura della causa, il 10 settembre è arrivato il parere dell’avvocato generale della Corte di giustizia, Maciej Szpunar, che conclude ritenendo che «la fornitura di libri elettronici mediante scaricamento online per uso permanente non rientra nell’ambito di applicazione del diritto di distribuzione», come avviene per i libri cartacei, ma «in quello del diritto di comunicazione al pubblico». Difatti, per la legge europea, il diritto di distribuzione si esaurisce quando il lettore acquista una copia fisica che, perciò, può poi essere rivenduta nel circuito dell’usato o altrimenti distribuita; mentre, come ricordato dall’avvocato generale, il principio di esaurimento non si applica al diritto di comunicazione al pubblico.

Per la Federazione degli Editori Europei (Fep), che rappresenta 29 associazioni nazionali di editori europei, fra cui l'Associazione Italiana Editori, le conclusioni dell’avvocato generale sono positive. Nei servizi digitali il mercato dell’usato è indistinguibile dal mercato primario, e il diffondersi di e-book di «seconda mano» – identici a quelli «nuovi» – rischierebbe di influire negativamente su un mercato contenuto ma in crescita (nello Uk il settore digitale è sviluppato e vale il 18% del mercato del libro nei settori trade). E, se un libro digitale può essere potenzialmente venduto a un numero indefinito di lettori, «una copia fisica può essere venduta e usata solo da una persona alla volta», ha precisato il Presidente della Fep Rudy Vanschoonbeek. E, venendo letta, si deteriora.

Non è la prima volta che un tribunale si trova a decidere su casi simili. Proprio quest’anno, si legge nel comunicato stampa della Fep, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto l’istanza di ReDIGI, marketplace online di servizi digitali (dagli e-book ai software, alla musica), di rivedere le norme sul trasferimento di file musicali digitali, confermando insomma che non ci può essere esaurimento del diritto di distribuzione per quanto riguarda i servizi digitali. «In un mercato globalizzato», si legge nella nota della FEP, «le regole dovrebbero essere identiche».

Dopo il pronunciamento dell’avvocato generale, si attende la sentenza della Corte di giustizia, per sapere se sarà legittimo o meno, in Europa, un mercato dell’usato degli e-book.

L'autore: Andrea Collivignarelli

Dopo essermi laureato in Lettere all’Università degli Studi di Milano, ho intrapreso il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e AIE. Oggi collaboro presso la redazione del Giornale della Libreria e l’Ufficio studi di AIE, dove approfondisco il mio interesse per il mondo dei libri e della cultura, soprattutto nei suoi aspetti sociologici e di mercato.

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