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Innovazione

Deep learning per la traduzione. Ci prova la giapponese Media Do

di Alessandra Rotondo notizia del 20 giugno 2017

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Il distributore giapponese di e-book Media Do svilupperà un software basato sull’intelligenza artificiale per tradurre automaticamente e on demand i libri elettronici che commercializza. Come ha sottolineato il «Nikkei Asian Review», l’obiettivo della company è quello di superare i confini del proprio mercato linguistico rivolgendosi al più ampio pubblico anglofono. E, contestualmente, ravvivare il mercato dell’e-book che – in Giappone come negli altri Paesi in cui la lettura elettronica è un fenomeno ormai maturo – comincia a manifestare segni di stagnazione quando non di contrazione.

Per il progetto, Media Do sta collaborando con due start up di Tokyo: Internet Research Institute e A.I. Squared. L’investimento sarà nel complesso di 1,1 miliardi di yen (quasi 8,9 milioni di euro) e permetterà alla company di acquisire il 20% di ciascuna delle due società, fondendole in una terza entro la fine di questo giugno. Le start up hanno attirato l’attenzione del distributore giapponese per aver sviluppato tecnologie particolarmente innovative, orientate tanto alla traduzione quanto alla sintesi del testo: i loro software sono infatti capaci di analizzare semanticamente il rapporto tra gli elementi all’interno di un testo e di estrarre le parole chiave per creare automaticamente un riepilogo, un riassunto dei contenuti.

La tecnologia che Media Do sta mettendo a punto «imparerà» – oltre alla grammatica e alla sintassi – set di frasi in inglese e in giapponese, riuscendo così a destreggiarsi meglio tra i contesti d’uso e garantendo una traduzione più vicina al linguaggio naturale. Il sistema sarà progettato e sviluppato con l’approccio deep learning, uno dei campi di ricerca e sperimentazione attualmente più interessanti del panorama IT. L’«apprendimento approfondito» si basa sul funzionamento delle reti neurali e consente alla macchina di apprendere dalle previsioni sbagliate, perfezionando – interazione dopo interazione – la gestione degli input e alimentando l’autocostruzione di modelli via via più complessi ed efficienti, fino a risolvere il problema di interesse (in questo caso: la traduzione del testo) in maniera sempre più accurata.

In una fase iniziale Media Do offrirà un servizio di riepilogo automatico per gli utenti del suo e-book store. Funzionerà a pieno regime entro la fine del 2017 e consentirà al lettore di richiedere un riassunto «personalizzato» in giapponese, dalla lunghezza variabile (sarà sempre l’utente a decidere il numero di parole). Con il 2018 arriveranno novità più consistenti. La sintesi potrà essere richiesta in lingua inglese e verrà influenzata dalle domande del lettore, che potrà peculiarmente informarsi sugli argomenti trattati assecondando i suoi interessi e le sue esigenze del momento. Nel giro di pochi anni la piattaforma sarà capace di produrre on demand (e all’istante) la traduzione dell’intero libro sul quale il lettore ha appuntato la propria attenzione, con un enorme snellimento dei tempi e dei costi.

«Tradurre è tradire» si dice per sottolineare quanto l’operazione di mediazione culturale, linguistica e sociale implicita nel mestiere del traduttore sia complessa; arrivando in definitiva a negare la possibilità di una conversione neutra, «pulita» del testo. E l’idea di farsi «tradire» da un algoritmo potrebbe far storcere il naso ai più. D’altronde di problematiche simili l’adozione di algoritmi ad apprendimento automatico ne apre a migliaia, e ben più fondanti: come quelle che riguardano le «scelte», ad esempio, che le auto senza conducente sarebbero chiamare a prendere in caso di incidente.

Quello che Media Do assicura è che il servizio si rivolgerà principalmente alla traduzione di manualistica e libri, per così dire, tecnici. Dove il «tradimento» implicito nella traduzione può fare forse meno danni, fosse anche quello di un’intelligenza artificiale senza cuore.     

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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