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Innovazione

Cosa cambia con l'European Accessibility Act

di Denise Nobili notizia del 21 giugno 2019

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Novità importanti dalla Commissione Europea, che ha finalmente pubblicato una normativa che garantisce l’accessibilità in diversi contesti commerciali e che toccherà da vicino anche la filiera editoriale: l’European Accessibility Act, direttiva sui requisiti per l'accessibilità di prodotti e servizi.

Guardando all’attuale contesto in cui la normativa andrà a inserirsi, per il settore editoriale digitale in realtà i passi fatti in questi ultimi anni in termini di accessibilità sono notevoli. Tanto da poter affermare che, grazie ai vari working group e tavoli di lavoro internazionali, oggi sono disponibili dei buoni standard di accessibilità applicabili alla creazione, distribuzione e vendita di libri digitali.

Questi standard, però, non sempre sono stati adottati dal mercato editoriale in modo sistematico, ed è qui che vanno a inserirsi le nuove direttive dall’UE. Qualcosa sta infatti cambiando, a partire dalle normative approvate da pochissimo e che andranno ad agire a livello internazionale: dal Trattato di Marrakech (ratificato lo scorso ottobre) all’European Accessibility Act, si nota una generale tendenza verso la creazione di un ecosistema accessibile.

Il nuovo contesto legislativo europeo e internazionale spinge, infatti, verso la creazione di contenuti digitali accessibili, incoraggiando l’intera catena produttiva e distributiva ad abbracciare un modello che consenta le stesse possibilità di lettura per tutti.

Approvato a marzo e pubblicato il 7 giugno dalla Commissione Europea, l’European Accessibility Act è una direttiva sui requisiti per l’accessibilità dei prodotti e servizi, tra cui:
  • i personal computer (sia hardware che software);
  • gli e-commerce;
  • i servizi bancari;
  • tutti i terminali self-service (come bancomat, biglietterie automatiche);
  • infine gli e-book e i software i lettura.
Per il mercato editoriale si tratta di una direttiva molto importante, innanzitutto perché andrà a toccare ogni snodo della catena, dalla produzione alla distribuzione e vendita, fino alla fruizione. Oltre agli e-book prodotti dall’editore, dovranno essere accessibili gli e-commerce, i software e hardware di lettura, le piattaforme online, e – aspetto non trascurabile – dovranno essere veicolate in fase di vendita o prestito dell’e-book le informazioni sulle caratteristiche di accessibilità di quel titolo.

Da anni, Fondazione LIA sta lavorando proprio in questa direzione, con lo scopo di creare un ecosistema editoriale il più possibile accessibile per tutti. Si tratta di un buon esempio di integrazione della  fase di certificazione dell’accessibilità degli e-book nei processi produttivi e distributivi, un caso di best practice guardato come modello nel contesto europeo. A oggi, il catalogo della Fondazione ha superato i 24 mila titoli accessibili e cresce ogni mese grazie al lavoro fatto con gli editori soci di Lia.

La nuova direttiva dovrà essere implementata dagli stati membri dell’Unione Europea entro tre anni dall’approvazione ed entro giugno 2025 la maggior parte dei nuovi prodotti e servizi messi in commercio e toccati dalla legge dovranno soddisfare i requisiti di accessibilità. Esistono poi eccezioni alla normativa, per cui rimandiamo al testo della Direttiva.

L'autore: Denise Nobili

Laureata in Filologia, mi sono poi specializzata e ho lavorato in comunicazione, approdando infine al Master in Editoria della Fondazione Mondadori. Oggi lavoro come editor al Giornale della Libreria, e mi occupo di accessibilità digitale in Fondazione LIA.
Sono interessata a tutto ciò che è comunicazione della cultura, nuovi media, e mi affascinano gli aspetti più pop e innovativi del mondo del libro.

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