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Innovazione

Contenuti autoprodotti: l’esperimento dell’università del Maryland

di Alessandra Rotondo notizia del 9 settembre 2015

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Da quest’autunno, gli studenti dell’Università del Maryland UMUC prepareranno i loro esami in parte su contenuti digitali prodotti dall’università.
È la prima volta che una grande università americana sperimenta la strada dell’autoproduzione massiva: entro l’autunno del 2016, infatti, tutti i manuali e i contenuti per la didattica digitale di ciascun corso di laurea potrebbero essere sostituiti da materiali prodotti da team di docenti, bibliotecari e designer dell’informazione, con la partecipazione degli stessi studenti nella fase preliminare di sviluppo. Questo alleggerirà gli oltre 80 mila studenti UMUC dal costo dei libri universitari che, sommando la spesa per ciascun insegnamento, raggiunge quello d’iscrizione al corso di laurea.
L’iniziativa dell’università del Maryland, pioniera nel suo genere, non ha modelli ai quali fare riferimento, pertanto la creazione del primo set di materiali è stata piuttosto impegnativa, volendo anche rispettare dei buoni standard di qualità. Tanto che il progetto è stato premiato dall’Open Education Consortium con il President’s Award, conferito alle soluzioni d’eccellenza nell’ambito della open source education.
Al termine della fase iniziale del progetto, il 40% dei materiali di studio risulta costituito da risorse «aperte» (OER), anche grazie all’esistenza dei database di contenuti peer-reviewed. Individuare le risorse gratuite e verificate già disponibili, adeguarle alle esigenze didattiche dell’università e produrne di nuove ha richiesto la collaborazione di professionisti con competenze diverse, organizzati in team per disciplina.
Ovviamente, per alcuni corsi di laurea e per alcuni insegnamenti non si è potuto prescindere dall’uso di materiali coperti da diritto d’autore.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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