Il tuo browser non supporta JavaScript!
Innovazione

Con Hardbound 3.0 i saggi diventano Stories?

di Alessandra Rotondo notizia del 30 marzo 2017

Attenzione, controllare i dati.

Hardbound è un’app per iOS nata nel settembre 2016 dal desiderio di Nathan Bashaw e Joe Nguyen, i co-creatori, di sperimentare una nuova forma di narrazione. Una narrazione che trovasse nello schermo dello smartphone il suo palcoscenico e che fosse capace di generare un elevato coinvolgimento nell’utente attraverso un approccio visuale, interattivo e animato.

La prima versione dell’applicazione presentava una spiccata componente didattica, proponendo ai suoi utenti brevi contenuti originali e multimediali, da fruire naturalmente in mobilità. Hardbound 2.0, invece, puntava sull’informazione, proponendo ai lettori un riassunto delle notizie del giorno ugualmente caratterizzato dalla convivenza di media diversi e da un approccio mobile first. L’idea non ebbe successo e fu accantonata dopo un paio di mesi di sperimentazione. D’altronde, l’ingente impegno creativo dietro le storie di Hardbound finiva per avere, applicato alla rapidità delle notizie, un orizzonte temporale molto breve, che rendeva i contenuti quasi immediatamente irrilevanti. Un ciclo vitale troppo esiguo, considerando la complessità del prodotto.
In questi giorni Nathan Bashaw ci riprova, lanciando la versione 3.0 della sua app. Che, come le precedenti, conserverà il focus sulla non fiction: un aspetto che ci interessa particolarmente e che distingue Hardbound dagli altri progetti simili dei quali abbiamo parlato di recente, spesso concentrati sulla narrativa. Il nuovo rilascio promette lo stesso formato altamente visuale e concepito per la fruizione su smartphone, applicandolo però a storie rielaborate a partire da saggi già pubblicati e di buon successo.

L’obiettivo non è quello di fornire un riassunto esaustivo delle opere da cui le storie traggono ispirazione, piuttosto di rappresentarne un’alternativa pop e di più immediata «digeribilità», di estrapolarne le idee centrali destinandole a un pubblico più ampio (e più avvezzo al digitale), complice anche un’estetica attraente e un’usabilità «naturale» per chiunque abbia familiarità con i dispositivi touch. Con Hardbound il libro di non fiction, insomma, diventa qualcosa di simile alle Stories di Instagram o di Facebook, con un possibile risvolto commerciale: quello di fare da ponte verso l'edizione integrale del libro e il suo acquisto. E chissà che non possa essere un modo per avvicinare i lettori più giovani alla saggistica.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

Guarda tutti gli articoli scritti da Alessandra Rotondo

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice attivare il servizio.