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Innovazione

Audible ci prova con gli audio drammi

di Alessandra Rotondo notizia del 1 June 2017

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Il distributore e produttore di audiobook digitali e contenuti audio, parte di Amazon, ha recentemente comunicato la sua decisione di istituire un fondo di 5 milioni di dollari per commissionare nuove opere a drammaturghi emergenti. Non da declamare sul palcoscenico, naturalmente. Piuttosto da diffondere attraverso le cuffie e gli altoparlanti dei suoi utenti.

Negli ultimi anni la «audio fiction» sta vivendo – in varie forme – un buon momento, influenzata senza dubbio dall’evoluzione dei consumi e delle diete mediali del «lettore», più fluido nell’interpretare il suo ruolo e alla ricerca di forme d’intrattenimento che sappiano adeguarsi ai frammentati spazi e ai sempre meno canonici luoghi del tempo libero.

Stando alle informazioni attualmente disponibili, gli autori potranno fare domanda per diverse sovvenzioni messe a disposizione da Audible, mentre a selezionarli sarà una giuria di esperti del settore teatrale: l’obiettivo è quello di incentivare la loro creatività e la nascita di soggetti teatrali che entreranno a far parte del catalogo di contenuti Audible dalla fine del 2017.

Don Katz, ceo di Audible, è ben consapevole della differenza che passa tra l’andare al teatro e l’ascoltare un’opera in cuffia, d’altra parte «anche con i professionisti dello sport funziona così: c’è chi si gode lo spettacolo dal vivo, ma milioni di persone lo guardano proiettato sui loro schermi e non per questo l’effetto è meno potente». E poi la speranza è quella che il formato audio contribuisca alla notorietà e alla diffusione dei drammaturghi emergenti, «che altrimenti continueranno a scrivere solo per i teatri Off o Off-Off Broadway».

D’altronde c’è una lunga schiera di sceneggiatori, come Bertolt Brecht e Harold Pinter, che si è cimentata con l’audio fiction (o meglio, con i radio drammi): il teatro trova nella voce uno dei suoi più potenti mezzi espressivi e le affinità con Audible potrebbero essere più di quanto si pensa. Intanto è un bene (ed è cosa rara) che un’azienda stanzi dei fondi per finanziare la scrittura. All’inizio i drammaturghi scelti saranno una dozzina, ma potrebbero aumentare se il progetto verrà ben accolto dal mercato. Staremo a vedere.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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