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Innovazione

Alexa? Sta studiando l’italiano

di Alessandra Rotondo notizia del 7 giugno 2018

Attenzione, controllare i dati.

Lo scorso 26 marzo abbiamo dato il benvenuto in Italia ai due smart speaker di casa Google: Home e Home Mini, stesse funzionalità in due formati diversi. Prima di allora, l'offerta per il nostro Paese era quasi inesistente. Sappiamo che Siri, l’assistente vocale di Apple, padroneggia bene la nostra lingua: eppure l’azienda ha tardato a presentare un prodotto (le casse HomePod) che è comunque dedicato soltanto ai possessori di iPhone. Invece Amazon, che con gli speaker Echo è stata la prima a portare la sua Alexa nelle case degli anglofoni, non aveva ancora a disposizione un algoritmo che comprendesse adeguatamente l’italiano.

E questo a dispetto di una domanda potenziale dell’utenza tricolore abbastanza pronunciata: stando ai dati di una ricerca realizzata da Find in collaborazione con Duepuntozero Doxa, tra gli italiani che accedono a Internet tre su quattro sono propensi ad acquistare un altoparlante intelligente. Pur consapevoli che «le capacità» di questi dispositivi per il momento non sono strabilianti, e regolando le aspettative di conseguenza. La stessa ricerca mostra che, a fronte di un 60% degli interessati che dichiara di volerne uno per controllare i sistemi di domotica connessi alla casa, quasi il 50% si dice interessato alle funzioni musicali o di ascolto delle notizie, mentre il 42% lo utilizzerebbe principalmente per semplici ricerche online e il 40% è stuzzicato dalla possibilità di farsi assistere nella preparazione di ricette culinarie (e infatti Google Home è arrivato nel nostro Paese con un’integrazione già operante con GialloZafferano).

Ora il panorama degli altoparlanti intelligenti sta per farsi più affollato anche a casa nostra.  La notizia arriva da Tom’s Hardware: tramite mail, Amazon avrebbe invitato alcuni suoi utenti a partecipare a un programma di beta testing sui dispositivi Echo e sulla versione italiana di Alexa. La linea di dispositivi italofoni sarà messa in vendita entro il 2018.

Per gli assistenti vocali virtuali – che come sappiamo basano il loro funzionamento sulla comprensione del linguaggio naturale – è molto importante confrontarsi con gli utenti umani e con le loro richieste. Anzi, è parte del loro percorso di «apprendimento» e miglioramento. Nella comunicazione che accompagna gli Echo recapitati ai tester, Amazon scrive che «Alexa avrà un insieme di capacità limitate, ma nuove funzionalità saranno continuamente aggiunte nel tempo. Durante questo periodo, Alexa potrebbe non capirti sempre o potrebbe non rispondere nel modo in cui ti aspetteresti. Ti preghiamo di essere paziente e continuare a provare le nuove funzionalità che il nostro team di sviluppo sta mettendo a punto. Continua quindi a fare domande ad Alexa, perché è stata progettata per migliorare nel tempo. Più la usi, più lei impara».

Ricordiamo che nel 2008 Amazon ha acquistato Audible, il più importante servizio di digital audiobook subscription attualmente esistente, dal 2016 anche in Italia. Con tutto quello che potrebbe conseguirne sul fronte dell'intrattenimento audio e dell'ascolto domestico di audiobook, podcast e contenuti originali.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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